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Il cappottino di Melania Trump: l’ostentazione come potere

Ma davvero non sapevate che esistono cappottini da 50mila dollari?

Melania Trump a Catania con un cappottino di Dolce & Gabbana da 51 mila dollari

E' sopetto lo "scandalo" notato dai media perché Melania Trump indossava in Sicilia un Dolce & Gabbana che costa quanto lo stipendio medio annuo negli USA. Basterebbe così poco, un minimo di coraggio e di organizzazione, per imporre un po' di moderazione e di eguaglianza, non come nella Russia sovietica ma negli Stati Uniti e nell'Europa dal dopoguerra sino a 30 anni fa

Trovo un po’ ridicolo lo scandalo per il cappottino Dolce & Gabbana da 50mila dollari indossato da Melania Trump a Taormina. Trovo ridicolo e un po’ preoccupante che tanta gente noti e critichi la strafottenza dei ricchi solo quando i media la attribuiscano a personaggi in qualche modo connessi con le istituzioni pubbliche, quale la moglie del presidente degli Stati Uniti. Il mio sospetto è che lo scopo di queste polemiche non sia affatto la denuncia dell’oscena ineguaglianza creata dal neocapitalismo e dell’oscena insensibilità dei suoi beneficiari, bensì l’ulteriore indebolimento del sistema pubblico, a indurre privatizzazioni che allarghino ancora di più la forbice economica.

O davvero non lo sapevate che esistono cappottini da 50mila dollari? Scarpe, borse, orologi (inclusi i Rolex d’ordinanza che qualificano il piddino di successo) che costano più di quanto un lavoratore guadagni in un anno? Davvero non avevate idea che esiste un ampio settore del lusso estremo, sotto gli occhi di tutti nelle vie eleganti delle città di tutto il mondo? Quanto pensavate che costasse una Ferrari, orgoglio di tanti italiani che non se la potranno mai permettere? 200mila euro e oltre. E non avevate idea che si costruiscono, anche nei cantieri italiani, yacht da milioni e decine di milioni di euro, sempre più grandi, sempre più sfarzosi, per il benessere di quelli che affamano i poveri e impoveriscono la classe media? Non lo sapevate che un amministratore delegato come  Marchionne guadagna più di 50 milioni all’anno, anche se non fa altro che licenziare e delocalizzare? Non ve l’hanno spiegata la teoria del trickle-down secondo cui arricchire i ricchi fa aumentare il PIL e alla fine beneficia l’intera società? Non lo avete sentito Briatore annunciare che sono i ricchi a far crescere l’economia e tutti gli altri dovrebbero starsi zitti e buoni e ringraziarli?

L’Italia e il mondo hanno accettato l’ineguaglianza liberista e la confermano elezioni dopo elezioni, turandosi il naso e votando per i partiti dei ricchi perché i canali di news posseduti dai ricchi gli hanno spiegato che l’alternativa sarebbe peggiore. E dire che basterebbe così poco, un minimo di coraggio, di lucidità, di organizzazione, per imporre un po’ di moderazione e di eguaglianza, mica come nell’Unione Sovietica dopo la rivoluzione, no, come negli Stati Uniti e nell’Europa dal dopoguerra sino agli anni novanta. Se i ricchi che ostentano la loro ricchezza dovessero, ogni volta che escono dalle loro ville fortificate, ripararsi dagli sputi e dalle monetine, smetterebbero di farlo e pian piano perderebbero un po’ il gusto di accumulare immensi patrimoni ai danni degli altri. Ma se trovano solo folle affascinate dai loro immorali e pacchiani sprechi, folle che venerano le celebrity soprattutto per i loro eccessi e confondono il denaro con il merito, perché dovrebbero smettere? Il cappottino di Melania Trump (e Melania Trump stessa) è ciò che tanti italiani hanno accettato, voluto, votato; molti anche fra coloro che non hanno i soldi per far studiare i figli, per curarsi, per vivere una vecchiaia dignitosa. Peggio per loro.

  • Enzo Pollono

    Ah, ecco, non proprio come la Russia Sovietica. In fondo, Ersparmer e` un moderato, non propone la ghigliottina come Robespierre e Saint Just. Ho anche l`impressione che negli USA del dopoguerra i ricchi fossero altrettanto numerosi, benché non sotto l`occhio dei media come adesso. Ricorderei anche che Bill Gates, con la moglie Melinda, usa il suo patrimonio per finanziare l`educazione, combattere le malattie e la povertà. E affermare che Marchionne non fa altro che licenziare e delocalizzare e` forse eccessivo. Intanto, se delocalizza, da` lavoro ad altre persone in altre parti del mondo. Non e` il caso di difendere i ricchi (e infatti no lo sto facendo), ma nemmeno di demonizzarli. Anche la ricchezza ha le sue complessità. )(

  • Alessandro Martina

    Gli Americani soffrono di questa mancanza di prospettiva ancora di piu`. Non riconoscono il fatto che i ricchi hanno bisogno dello Stato credono lo Stato sia nulla e debba lasciare a tutti i cittadini uguali possibilita`. Ma non capiscono che un ricco deve pagare tasse in proporzione a quello che lo Stato fa per lui, ad esempio creare ponti strade ferrovie, assicurargli stanilita` interna, per non parlare di quanto una potenza militare come quella americana agevoli l`economia e quanto sia piu` facile prosperare qui piuttosto che in un altro posto. Lo Stato fa tantissimo per i ricchi capitalisti che in proporzione non danno nulla in cambio, non redistribuiscono parte della ricchezza. E questo viene considerato giusto per una questione di orgoglio: non si vuole chiedere ed elemosinare di piu` alla classe dirigente, anche solo il pensarlo e` sintomo di invidia sociale.

  • Marius Marenco

    Un’idea…. che il mondo si dividesse in due. Due mondi ben distinti separati e lontani. In un mondo i ricchi, nell’altro i poveri, senza che gli uni sappiano degli altri. Finalmente tutti felici, basta sfruttamenti, basta invidie, basta ipocrisie, basta professori che fanno master sui cappottini da 50000 euro, basta, basta ……………………. la felicità.

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