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La mia scelta di dare più forza all’Italia per gli italiani all’estero

Ecco come Silvio Berlusconi mi ha convinta ad aderire a Forza Italia

di Fucsia Fitzgerald Nissoli

A destra l'On. Fucsia Fitzgerald Nissoli con il Senatore di Forza Italia Lucio Malan e altre amiche per la festa del 4 di luglio organizzata dall'Ambasciata USA a Roma. La prima a sinistra, è sua figlia, Pauline Fitzgerald

Avevo votato la fiducia agli ultimi governi ma dopo aver interrogato più volte i Ministri in Aula, tutto tace, insomma, gli interessi degli italiani all’estero arrivano sempre secondi, come cittadini di serie B! Un muro, un Governo sordo e cieco... Un fatto inaccettabile, che mi ha portato a confrontarmi con Forza Italia e il Presidente Silvio Berlusconi che mi ha aperto spiragli di luce, affinché le politiche per gli italiani all’estero siano poste alla luce del sole

Caro Direttore,

Voglio cercare di spiegare ai connazionali all’estero come sono arrivata all’adesione a Forza Italia e lo voglio fare attraverso La Voce di New York. Faccio una breve sintesi, per chi non mi conoscesse, della mia attività parlamentare dall’ inizio della Legislatura.

 Sono stata eletta a febbraio del 2013, quindi in questi quattro anni di Legislatura ho lavorato con impegno, tenacia e passione per implementare le politiche per gli italiani all’estero. Ho presentato 5 progetti di legge sui temi di maggiore interesse per gli italiani all’estero tra cui la cittadinanza, la scuola italiana all’estero e l’associazionismo di emigrazione  e 3 mozioni, approvate, su temi importanti come la tutela del Made in Italy all’estero e la previdenza italiana nel mondo. Sono stata eletta con Mario Monti, quindi sono stata in maggioranza, anche se ho sempre votato secondo la mia coscienza in primis e, soprattutto, secondo gli interessi degli italiani all’estero. Ho sempre e solo fatto gli interessi degli italiani all’estero! Ho lavorato con impegno per implementare le politiche per gli italiani all’estero, ho cercato di convincere i miei Colleghi eletti sul territorio italiano che anche tali politiche sono utili per il nostro Paese, non solo per un debito di riconoscimento verso chi è dovuto andare all’estero per dare da mangiare alla propria famiglia, ma anche come ritorno per la nostra economia che ha tanto bisogno di essere rilanciata. Alcuni lo hanno capito e mi hanno sostenuto firmando le mie proposte legislative, addirittura la mia proposta per ridare la cittadinanza a chi l’avesse perduta recandosi all’estero è stata sottoscritta da più della metà dei membri del Parlamento, un risultato importante che speravo – invano purtroppo –  fosse capito anche dal Governo.

Dunque eccomi qui a spiegarvi le ragioni che mi hanno portato a votare la fiducia ai vari Governi. Ho voluto dar loro fiducia convinta che avessero intuito l’importanza delle politiche di emigrazione per un Paese come l’Italia. Ho votato la fiducia con la speranza che nonostante l’urgenza di alcuni provvedimenti si riuscisse a tenere in debito conto anche quei provvedimenti che gli italiani all’estero aspettano da tempo. Ho pensato che potesse essere fondamentale mantenere un canale aperto con il Governo, un dialogo costante, pensando che queste mie idee di dialogo, di condivisione, di rispetto, fossero reciproche; illusa! Mi è stato detto che ci si sarebbe occupati anche delle istanze di noi all’estero una volta affrontata l’emergenza in Italia, ma, come ben sapete, l’emergenza in Italia ormai è diventata una costante, e così ho voluto dare fiducia al Governo Letta, prima, e a quello Renzi, dopo. Anzi, al voto di fiducia per il Governo Renzi ho fatto un accordo con il mio Gruppo, ho chiesto di poter essere io a fare la dichiarazione di voto in Aula .

Mi sono detta: adesso posso dire a Renzi chi sono gli italiani all’estero, cosa rappresentano per il nostro Paese e che valore aggiunto sono per il Sistema Italia e la nostra immagine nel mondo: “che occasione incredibile!” Ho pensato. Ero così contenta, sentivo un’energia positiva per tutti noi. Ma non così la pensava il Presidente Renzi, infatti, mentre io parlavo lui era distratto da due cellulari, due, uno nella mano destra e l’altro nella mano sinistra, quindi senza esitare ho richiamato la sua attenzione forse anche in maniera brusca, in Aula! Lui ha posato i cellulari e ha detto: “l’ascolto”, alzando le mani. Che bello, ho pensato adesso capirà… Quindi ho aspettato che si aprisse qualche barlume di speranza per la cittadinanza a chi l’ha perduta recandosi all’estero, visto che ci eravamo quasi andati vicino. Ma niente! Ho fatto una petizione, scritto bigliettini a molti esponenti del Governo, letto in aula le commoventi lettere di molti di voi che avete perduto la cittadinanza.

Interrogato  i Ministri in Aula, attraverso interpellanze trasmesse in diretta anche da Rai 3, sensibilizzato più della maggioranza dei colleghi, ma tutto tace, addirittura adesso questo tema viene estrapolato dal dibattito in corso e relegato a questione secondaria, insomma, gli italiani all’estero arrivano sempre secondi, come cittadini di serie B! Un muro, un Governo sordo e cieco…

Un fatto inaccettabile, un fatto che mi ha portato a confrontarmi con il Presidente Silvio Berlusconi che, mostrando sensibilità verso l’argomento, mi ha aperto spiragli di luce, affinché le politiche per gli italiani all’estero siano poste alla luce del sole e non nello scantinato dei partiti. Il Presidente Berlusconi mi ha ricordato che lui ha tolto l’IMU sulla prima casa degli italiani all’estero, a conferma della sua attenzione verso questi problemi. Ci ho riflettuto, riflettuto per quasi 6 mesi. Il mio partito dove sono stata 4 anni con colleghi fantastici si è frantumato e quel poco che è rimasto non ha la forza per dare a voi i risultati che volete. Quindi, dopo aver incontrato per la prima volta Berlusconi nel gennaio scorso, l’ho incontrato una seconda volta, qualche giorno fa, e mi ha dato conferma ed assicurazioni sul suo impegno e quello di Forza Italia per gli italiani all’estero. Forza Italia avrà nel suo programma il mio programma per l’emigrazione che avrei tanto voluto realizzare e che spero riuscirò a farlo con l’aiuto di un partito organizzato in cui ho ritrovato i valori liberali che erano già presenti nella lista Monti. Insieme con Forza Italia daremo battaglia per portare a casa la cittadinanza, per realizzare la parità fiscale degli italiani all’estero e lavorare per adeguate politiche per la mobilità internazionale dei giovani. Sono convinta che riusciremo a dare alla questione migratoria il giusto posto che merita nell’ambito delle politiche nazionali e del nostro Sistema Paese! 

Ecco perché ho scelto Forza Italia per continuare il mio impegno politico in favore della nostra Comunità all’estero.

  • Donato D’Orazio

    Vorrei dare all’onorevole Fucsia Nissoli Fitzgerald un consiglio non richiesto. Chiama a raduno tutti i fantomatici rappresentati degli italiani all’estero e consiglia a tutti loro, e naturalmente anche a te stessa, di ritornare nei vostri paesi di provenienza. Avete tutti fallito. Non avete per niente capito il motivo per cui siete stati mandati a Roma. O, peggio ancora, lo sapevate, ma, per vostra convenienza, l’avete ignorato. In tutti questi anni vi siete relegati in posizioni di completo anonimato. Non avete mai cercato di fare un fronte unico per dare almeno l’apparenza di una unita’ di intenti che avrebbe potuto portare a qualcosa di concreto riguardande i tanti problemi che affliggono gli italiani all’estero. Oggi vi state preparando per una inutile rielezione. Una rielezione che non ha senso, che non porterà’ a niente di buono, o, forse, se porterà’ a qualcosa di buono sara’ per vostro personale vantaggio.

    • Fucsia Angela Fitzgerald Nisso

      Sono a disposizione signor D’Orazio per confrontarmi con lei. Mi può scrivere a fucsiausa1@gmail.com cosi’ potremo parlare anche vis a vis. Cordiali saluti e aspetto sue news, grazie mille.

      • Donato D’Orazio

        Onorevole Nissoni, mi dovete scusare se non ho risposto prima al vostro messaggio. L’ho letto appena ora. Io, cara signora, non mi permetterei mai di confrontarmi con lei. Voi siete una persona molto importante, io un vecchio pensionato che non ha nessuna pretesa se non quella di riavere la sua cittadinanza. La mia lunga esperienza di vita mi dice che confrontarsi con chi ha tanto potere non fa’ mai bene alla causa che si vuole perorare. Voglio confessarle , e, lei forse lo ha capito, che io non sono mai stato favorevole ai rappresentanti degli italiani all’estero. Perché’ tutto questo? Semplicemente perché ero, e sono ancora convinto, e voi tutti me ne state dando ragione, che questa idea dei rappresentanti degli italiani all’estero non era fattibile e, soprattutto, non avrebbe portato a niente di buono. Siete tutte persone, sicuramente per bene, ma molto diverse uno dall’altra, venite da continenti diversi, con prerogative diverse, e da buoni italiani non sapete mai mettervi d’accordo. Il vostro compito era solo quello di perorare la causa degli italiani all’estero. Voi che avete fatto? Vi siete tuffato, anima e corpo nella politica italiana, avete preso a cuore il programma politico del vostro partito e vi siete scordato del vostro unico compito che era quello di risolvere i tanti problemi che affliggono gli italiani all’estero. Tutto questo lo feci noto all’onorevole Tremaglia in occasione della sua visita qui’ a Brooklyn insieme all’onorevole Fini nell’ormai defunto Cotillion Terrace della diciottesima avenue. Lui era entusiasta della sua idea di avere rappresentati degli emigranti italiani nel parlamento italiano. Io un po’ meno. Purtroppo in retrospetto, ho avuto ragione Io. Grazie dell’attenzione che avete avuto per il mio precedente Post, Vi saluto e vi auguro buon lavoro e tanto successo nella vostra carriera politica. Donato D’Orazio.

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