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Pierino, la maestra Valeria e la cultura dello stomaco vuoto: cin cin, 2018!

Nel 2018 dei rincari, una buona notizia: il governo Gentiloni se ne andrà a casa e con lui "la più migliore" ministra dell'Istruzione, Valeria Fedeli

Luigi Di Maio e Valeria Fedeli

Unico obbligo per la ministra Fedeli: partire, magari per l'Indonesia dove i verbi non vengono coniugati e si usano all'infinito, con la valigia vuota, come è vuoto il suo bagaglio culturale. E nel Paese, l'Italia, dove 6 persone su 10 non leggono nemmeno un libro all'anno, e dove ci sarebbe bisogno di cultura più che di cibo, il peggio potrebbe ancora arrivare. Con un altro Pierino...

Proviamo a vedere il nuovo anno nel bicchiere mezzo pieno, nonostante il governo abbia cercato di farci bere gli aumenti del 5 per cento delle bollette di luce e gas brindando nei sacchetti biodegradabili a pagamento. E se uno è astemio e crudista? Paga lo stesso, perché produce pattume. Cin cin 2018, siamo entusiasti che a marzo il governo Gentiloni se ne andrà a casa e invierà la ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli, in Indonesia dove tutti la comprenderanno benissimo. Perché la grammatica indonesiana è la più facile del mondo: i verbi non vengono coniugati e si usano all’infinito, i nomi non sono definiti da articoli.

Se problemi, noi italiani tassare noi per pagare biglietto sola andata ministra. Si capisce, vero, la traduzione dall’indonesiano?

Unico obbligo per la ministra Fedeli: partire con la valigia vuota come il suo bagaglio culturale. Per pietà, le infileremo un sussidiario di quinta elementare acciocché possa continuare il suo percorso professionale secondo quanto ha dichiarato, senza gravarlo della consecutio temporum, studio che si approfondisce al liceo. “A proposito di costante aggiornamento, sarebbe opportuno che lo studio della Storia non si fermasse tra le pareti delle aule scolastiche ma <<prosegua>> anche lungo i percorsi professionali”.

Infatti, considerato che dopo cinque anni di liceo non si arrivava nemmeno allo studio della prima guerra mondiale, la Fedeli dovrebbe esser rimasta al Medioevo: meglio che non prosegua nel buio delle rimembranze scolastiche. Il sussidiario le servirà per ripartire dagli antichi Sumeri e capire che non sono gli antenati degli attuali siriani, dopodiché potrà bacchettare Crozza il quale della storia del Vicino Oriente fa di tutta l’erba un fascio.

Né in Indonesia le serviranno i rudimenti della grammatica italiana, che avrebbe dovuto imparare alla scuola dell’obbligo: potrà lasciare a casa comparativi e superlativi. “C’è il rafforzamento della formazione per i docenti che svolgono le funzioni di tutor dedicati all’alternanza. Perché offrano percorsi di assistenza sempre <<più migliori>> a studenti e studentesse”.

Dato che è riuscita ad essere “la più migliore” ministra dell’ignoranza della Repubblica italiana e la peggior maestra d’asilo, speriamo se ne vada davvero, perché per tre anni, dal 2013 al 2016, è stata vicepresidente del Senato a insaputa della maggioranza degli italiani. Con buone probabilità avremo Luigi Di Maio come esempio democratico di analfabetismo italiano. Nessuno tocchi Pierino!

La maestra Valeria chiede a Pierino: “Lo sai che cos’è lo studio?” “Sì, maestra, cibo per la mente”. “Bravo! Però è meglio imparare a fare la dieta da piccoli, altrimenti da grandi si diventa eruditi”. “Chi sono gli eruditi, maestra?” “Persone con un grosso bagaglio di erudizione, pesanti e che non vanno da nessuna parte, mentre io sono andata al governo”.

Cerco sempre di farvi ridere, ma c’è da piangere pensando a tutti gli anni sprecati a studiare, mentre bastava condursi come la sindacalista figlia dei fiori, che fra poco starà sotto una palma di Bali ad abbronzarsi le lentiggini, leggendo il sussidiario di storia. Macché, quella non starà con un libro tra le mani e organizzerà la produzione di un marchio di vestiti: “Fedeli nei secoli”, sindacalizzando tutte le lavoratrici indonesiane che finora hanno lavorato a cottimo per i più grandi stilisti. Così almeno qualcuno di loro riporterà la produzione in Italia.

Il primo gennaio Barbara Silbe, direttrice del magazine Eyes Open!, ha osservato sul suo diario Facebook: “Enrico Ruggeri ha scritto che 6 italiani su 10 non leggono neanche un libro l’anno. E che questa è la spiegazione a tutti i problemi che abbiamo, a tutta la miseria umana che ci circonda, al pattume, alla volgarità esteriore e interiore. Io penso che noi italiani abbiamo più bisogno di cultura che di cibo, ma non ce ne rendiamo conto e ci crogioliamo nella nostra beatissima ignoranza, convinti di essere i migliori di tutti”.

Nella nostra ignoranza linguistica facciamo confusione tra chief e chef, così tutti aneliamo a fare il capo cuoco per avere sempre la pancia piena.

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