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In o con l’Italia? Stiano attenti questi candidati a far finta di non capire

Noi italiani non siamo in Italia né con l’Italia. Noi siamo l’Italia, non stiamo fuori dall’Italia

Febbraio 1849: proclamazione della Repubblica romana

Questo Stato la deve smettere di trattarci come presunti colpevoli, comminandoci delle sanzioni fiscali con interessi usurari e poi prescrivendo di discolparci con procedure legali onerose. Altrimenti noi continueremo a cercare una via d’uscita. Noi, che dobbiamo pagare le tasse e votare, possiamo un bel giorno dare un colpo di matto

Come stare ancora in Italia? Con l’Italia. Ma non è la stessa cosa. L’ultima trovata elettorale è il partito Noi con l’Italia che propone Raffaele Fitto presidente

Si tratta di volti rifattissimi: ex scudocrociati, con molta macchia e senza paura, che vanno a dare il loro contributo per rimacchiare il giaguaro Silvio. Perché, se pensavamo che il giaguaro non andasse più di moda, ci siamo sbagliati: dopo dieci anni è più in auge che mai. Quindi tutti armati di pennelli e un unico colore: il nero, per ravvivare quelle macchie che Bersani credeva di aver smacchiato

La politica fa tendenza moda a una moda che non fa tendenza. Ma la politica ha solo proposte vintage. Come la moda. E’ il giaguaro che si morde la coda. E trionferà. Almeno stando agli ultimi sondaggi. Il centrodestra è in testa seguendo appunto l’animale totem, come facevano quattromila anni fa le tribù italiche durante la primavera sacra. Scendendo lungo lo stivale per cercare un luogo dove sistemarsi, hanno pure inventato il sistema clientelare. L’unica differenza che all’epoca non seguivano il giaguaro, perché non esisteva.

Senza tediarvi con le percentuali dei partitucoli, il centrodestra arriva al 37,7 per cento, mentre il centrosinistra al 28,1. Insieme fanno 65,8: sbaragliano. Tuttavia dicono che né la Lega di Salvini né Fratelli d’Italia della Meloni sono disposti a un governo di larghe intese con il Pd di Renzi, quindi giaguaro e pantera assieme fanno grossomodo il 44 per cento; quanto basta comunque per governare.

Abbiamo dato a Renzi della pantera, perché il manto di questo felino è marrone scurissimo a macchie nere. Solo un’altra versione cromatica del giaguaro. Però non è dato sapere se anche questa sia opera del macchiaiolo Bersani. Quando si accorse della somiglianza di Matteo a Silvio, per la rabbia gli scaraventò addosso l’intera bacinella di colore. Ciononostante le macchie non sparirono. Così lui con i suoi fidi, cani e altre bestie, fuggirono dal padrone Pd per essere Liberi e Uguali . Ma sono rimasti diversi: secondo le ultime cronache si stanno sbranando all’interno del nuovo partito perché le poltrone sicure sono solo quaranta. Sono pronti a salire nel firmamento dei 5 Stelle, che hanno il 27 per cento, e insieme arriverebbero al 33: nonostante tutti gli animali mitologici a disposizione della sinistra italiana, il suo 6 per cento non basta per fare una costellazione di governo. Dicono che li vorrà aiutare la Lega con il suo 14 per cento, così arriverebbero al 47: vincono. E allora avremmo un governo senza macchie e con molta paura. Nostra. Un grande animale rosso? E’ il sogno di Bersani, D’Alema e disuguali al seguito. Un Alto Passero pentastellato, a imitazione del censore del film Trono di Spade? A Salvini non resterebbe che proclamare la Lega degli animali stellati, accorgendosi troppo tardi di annegare tra liberisti e moralisti.

Comunque siamo ancora in alto mare: non si sa chi sarà proclamato Alì Babà anche perché sono più di quaranta gli arrivisti, incompetenti, semplicisti che vogliono fare i ladroni. Cos’altro ci si può aspettare da gente che promette a vanvera l’abolizione di 400 leggi, il reddito di cittadinanza, 10mila nuovi poliziotti, il veterinario gratis, 1000 euro di pensione il mese? Ma di finire nel mare della Grecia; già ci stiamo con tacco e punta.

Grillo ha percepito la tragedia incombente e si chiama fuori trincerandosi in un suo nuovo blogdal quale sbeffeggia i poveri italiani con un delirio di onnipotenza: “Inizio adesso una avventura straordinaria della fantasia: andrò in cerca di folli, di idee. Sono stufo delle opinioni. E di questi che parlano di pauperismo, di giustizialismo, di abbassare le tasse… Dio mio!”

Una cosa non l’ha capita nessuno, nemmeno lo Stato italiano: noi italiani non siamo in Italia né con l’Italia. Noi siamo l’Italia, non stiamo fuori dall’Italia. Questo Stato la deve smettere di trattarci come presunti colpevoli, comminandoci delle sanzioni fiscali con interessi usurari e poi prescrivendo di discolparci con procedure legali onerose. Altrimenti noi continueremo a cercare una via d’uscita. “Noi non siamo né ladri né evasori né delinquenti” ha detto un imprenditore esasperato, intervistato al programma Piazza Pulita, giovedì sera su La7

Noi, che dobbiamo pagare le tasse e votare, possiamo un bel giorno dare un colpo di matto.

Tutto può ancora succedere: un Grillo che diventa Grosso, un Salvini che diventa rosso, un giaguaro che si stinge al primo sole primaverile.

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