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Tra astensionismo e immigrazione: 4 candidati del PD si presentano a New York

Nel cuore di West Village a Manhattan un confronto che ha visto protagonisti Isabella Di Valbranca, Giovanni Faleg, Rocco Di Trolio e Pasquale Nestico

Da sinistra: il moderatore Andrea Fiano, Isabella di Valbranca, Giovanni Faleg, Rocco Di Trolio, Pasquale Nestico (Foto VNY/M.D)

l'incontro è stato soprattutto un modo per i candidati per spiegare la loro "proposta", ma uno sguardo è stato dato ai temi più scottanti del Paese. Dall'astensionismo al voto, al tema dell'immigrazione. Ma se è stata chiara la proposta dei quattro aspiranti parlamentari per i loro elettori del Nord-Centro America, viceversa resta ancor poco chiaro cosa potranno fare per il loro Paese

West Village. Ore 18:15. Lunedì 12 febbraio i candidati del Partito Democratico per Nord e Centro America si sono confrontati davanti ad un’assemblea quasi interamente costituita da seguaci del PD, presso la Father Demo Hall al 25 Carmine Street, in un incontro moderato dal giornalista Andrea Fiano. Per la Camera, concorreranno Isabella Di Valbranca, Giovanni Faleg e Rocco Di Trolio. Per il Senato, invece, Pasquale Nestico 

Il confronto è iniziato con una breve descrizione delle votazioni che i cittadini che si trovano all’estero dovranno affrontare. Procedura difficile, dicono, che dev’essere assolutamente semplificata. Ed è emersa più volte non solo la sua complessità, ma anche la sua improduttività 

Da sinistra: il moderatore Andrea Fiano, Isabella Di Valbranca, Giovanni Faleg, Rocco Di Trolio, Pasquale Nestico (Foto VNY/S.V.)

Si è parlato infatti della sotto-rappresentazione dei cittadini all’estero, ma soprattutto si è parlato del voto utile, che di fatto dovrebbe invogliare gli elettori a votare grandi coalizioni e partiti. Pena, spreco totale del voto, avvisa il mediatore del confronto, Andrea Fiano. Rocco Di Trolio ha augurato per il futuro un tipo di voto differente, un “voto elettronico”. Isabella Di Valbranca ha sottolineato l’importanza del voto e della rappresentanza di tutti i cittadini italiani che si trovino in suolo straniero. 

Ma è quando si è parlato di astensionismo, che i candidati si sono passati l’un l’altro la patata bollente. “In Italia non c’è lavoro”. È questa la spiegazione che ha dato Pasquale Nestico all’astensionismo del popolo italiano. Insoddisfazione che va curata con la tecnica del PD, quel “PD militante sul territorio”, ha enfatizzato Rocco Di Trolio, e “con la buona politica”. Ad interessarsi particolarmente al tema, è stato Giovanni Faleg. “Il PD ha imparato poco e male”, ha ammesso, dichiarando che la nuova sfida della modernità è per i partiti quella di reinventarsi come movimenti. Imparare dagli errori degli altri, sì, ma anche imparare dalle loro innovazioni. 

E, a detta dei candidati, il PD non ha niente da invidiare a nessuno schieramento politico. “Il PD ha deciso volontariamente di candidare persone che sono attive sul territorio”, ha dichiarato Isabella di Valbranca, mentre “gli altri non hanno una presenza locale”. Giovanni Faleg, ha invece spiegato come il voto per il PD sia importante sulla dimensione valoriale. Un voto che possa fare la differenza, in un momento in cui si teme l’ascesa dei “populisti”. Un “voto utile”. Un voto per chi ha reso “l’Italia un paese moderno”.  

Infatti, nel 2013, quando il PD ha preso in mano l’Italia, questa “era disastrata”, ha continuato Pasquale Nestico, “noi lavoriamo per la squadra”. Un gioco, quello dei candidati del PD, che sembra puntare più sulla difensiva che sulla proposta concreta. 

Non è colpa nostra”, ha affermato ancora Nestico, riguardo all’immigrazione e ai crescenti flussi migratori degli ultimi anni. Tema scottante, visti i fatti recenti di cui si è parlato, di Macerata, e visto il compito arduo che si troverebbero ad affrontare in qualità di rappresentanti di diversità culturale. “La cosa più importante”, ha esordito Rocco Di Trolio, “è far capire ai nostri connazionali che non devono temere. Che il diverso è ricchezza”. “Dobbiamo essere da esempio”, ha continuato, spiegando come emigrare dall’Italia all’estero non è poi così tanto diverso dall’immigrare in Italia; che si trovano le stesse difficoltà nell’essere accettati; e che è importante investire in una “politica di ritorno”, che faccia sapere alla “parte d’Italia che sta in Italia” che esiste anche un’altra faccia, più diversificata e più vissuta, del nostro paese. 

Ma l’incontro è stato soprattutto un modo per i candidati per spiegare la loro “proposta”. Isabella di Valbranca, nel corso dell’incontro, ha sviluppato in tre punti principali il suo programma elettorale: “cittadinanza” a coloro ai quali è stata negata, “rete consolare” e “scambi” commerciali e universitari tra USA e Italia. Piuttosto simile, è sembrato il programma di Rocco di Trolio: partendo dalla propria accurata “conoscenza” dei bisogni di chi migra, occuparsi di un “osservatorio delle nuove migrazioni”, agendo attraverso l’integrazione; miglioramento della “rete consolare”; miglioramento della “cooperazione” USA e Italia, dal punto di vista del commercio e dell’educazione accademica. Pasquale Nestico, dall’altra parte, ha proposto come fulcro del suo programma la sua lunga esperienza. Il quarto candidato, Giovanni Faleg, ha puntato tutto su qualità, competenza e idee. Su una nuova “serietà” che guarisca la ormai usuale “approssimazione” caratteristica del sistema politico italiano. 

Uno sguardo, ovviamente, è stato dato anche all’attualità. E riguardo a Macerata, alle domande poste loro sull’”effetto Macerata” e alla recente perdita di consenso al PD, hanno risposto a voce unanime che il loro partito non ha partecipato alle manifestazioni antifasciste perché “il PD non sfrutta il dramma sull’onda elettorale”, ha affermato Di Trolio. “Cose così son sempre successe”, ha affermato Pasquale Nestico. Il problema è che i fatti di Macerata sono accaduti “nel momento sbagliato”, ha continuato. 

Sono stati citati differenti altri temi, dall’ Europa, allo Ius Soli, alla Step-Child Adoption. Di sicuro, c che è emerso molto chiaramente è quello che i candidati potranno fare potenzialmente per i loro elettori del Nord-Centro America. Ancora, invece, resta poco chiaro cosa potranno fare per il loro Paese. 

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