Cerca

PoliticaPolitica

Commenti: Vai ai commenti

Per il Governo spunta l’ultima “foglia di Fico”, poi tocca a Mattarella

Mandato esplorativo di 48 ore al presidente della Camera per l'intesa M5S-PD: anche lui è destinato a fallire?

Sergio Mattarella e Roberto Fico durante il colloquio di oggi (Fonte, quirinale.it)

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella manda in avanscoperta Roberto Fico, con una missione speculare a quella affidata alla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Cercherà l'accordo tra M5S e PD, ma l'obiettivo è difficile, date le divisioni dei democratici. Se fallisse, il Capo dello Stato chiuderà la questione una volta per tutte

Dopo il fallimento di Maria Elisabetta Alberti Casellati, oggi Mattarella ha sfoderato l’ultimo asso nella manica per uscire dallo stallo, assegnando un altro mandato esplorativo. Stavolta toccherà al presidente della Camera Roberto Fico, salito alle 17:00 al Quirinale.

Dopo un incontro durato appena dodici minuti, Fico è stato laconico, dichiarando alla stampa che “bisogna partire dai temi” per trovare un accordo tra Movimento Cinque Stelle e Partito Democratico.

La sua missione è simmetrica e speculare a quella affidata la settimana scorsa alla presidente del Senato: Fico ha ora a disposizione le solite 48 ore per consultare le forze politiche e vedere se si aprono nuovi spiragli per la formazione di una maggioranza parlamentare, primo passo per la nascita di un governo.

Si tratta di una mossa che dimostra ancora una volta la scrupolosa imparzialità di Sergio Mattarella, in questa difficile fase della vita politica italiana. Prima di prendere una decisione definitiva, il presidente della Repubblica vuole percorrere tutte le strade previste dalla prassi costituzionale.

E se l’obiettivo principale della Casellati, esponente di primo piano di Forza Italia, era quello di aprire un canale di dialogo tra i pentastellati e il centrodestra, nel caso di Fico, punto di riferimento della cosiddetta “ala movimentista” dei Cinque Stelle, l’interlocutore privilegiato sarebbe invece il Partito Democratico, che potrebbe essere chiamato in causa e uscire dal congelatore.

Probabilmente, si prospetta un altro “mandato e ritorno”, perché sul dialogo con il Movimento i democratici sono (tanto per cambiare) divisi al loro interno. Da un lato, pur rimanendo al momento nell’ombra, Matteo Renzi sembra contrario a qualsiasi ipotesi di alleanza. L’ex segretario continua ad avere il pallino in mano, dato che la maggioranza dei parlamentari eletti nelle liste del PD è stata scelta dalle file renziane.

Dall’altro, la corrente “del dialogo”, incarnata da Michele Emiliano e soprattutto dall’ex ministro dei beni culturali Dario Franceschini, non ha affatto voglia di ritirarsi sull’Aventino e scalpita per entrare in campo a gamba tesa.

In tale confuso scenario, il mandato a Fico potrebbe fallire il suo scopo principale, ma avere dirompenti “effetti collaterali”. Alcuni commentatori ritengono che la paura di un potenziale fidanzamento tra M5S e PD potrebbe spingere finalmente Salvini e Di Maio all’accordo, concludendo così un estenuante tira e molla durato 50 giorni.

In altri termini, se riuscisse a far uscire allo scoperto il Partito Democratico, Fico ha le carte in regola per ricevere lui stesso l’incarico di governo, e nonostante la piena fiducia espressa nei suoi confronti da parte di Di Maio, la circostanza inquieta non poco sia il capo dei pentastellati, sia l’area filoleghista del Movimento.

Fantapolitica? Può essere, ma nella storia repubblicana spesso la fantasia ha superato la realtà. Dall’altra parte della barricata, Matteo Salvini è alle prese con il solito dilemma amletico: mollare Forza Italia e lanciarsi un un’avventura di governo con i pentastellati o rischiare di rimanere fuori dai giochi? L’elettorato leghista, irritato per l’atteggiamento ambiguo di Silvio Berlusconi, propende per la prima opzione, con tutti i rischi a essa connessi.

Negli ultimi tempi l’ex cavaliere sembra infatti divertirsi a sparigliare volutamente le carte: le ultime, durissime dichiarazioni contro il Movimento hanno messo in serio imbarazzo il leader della Lega, mandando in fumo i faticosi tentativi di mediazione dei giorni scorsi.

La coalizione di centrodestra era arrivata a un passo dal baratro, poi, dopo il buon risultato delle elezioni in Molise di ieri, Berlusconi ha fatto di nuovo marcia indietro, tendendo la mano all’alleato. Non a caso c’è chi pensa che il vero fine del “caimano” sia allungare lo stallo, perdere più tempo possibile e sperare in un esecutivo “istituzionale” con dentro tutte le forze politiche, in cui il suo partito abbia di nuovo un ruolo rilevante nel panorama politico.

Insomma, la situazione resta confusa e con il mandato esplorativo di oggi Sergio Mattarella ha dato l’ultima chance ai partiti. Poi, quando cadrà anche l’ultima “foglia di Fico”, toccherà a lui prendere posizione in prima persona, mettendo finalmente un po’ di ordine nel caos di questi giorni.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter