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In cerca del gatto per lo Stivale, Mattarella ci salvi da topo Giggino

Sarebbe ora che il Capo dello Stato dimostrasse quanto è previsto dall’articolo 92 della Costituzione

ll Presidente Sergio Mattarella con i Gruppi “MoVimento 5 Stelle” del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati in occasione delle consultazioni (Foto Quirinale.it)

Il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio. Come ha permesso Mattarella che un Giggino continuasse per oltre due mesi ad enunciare la sua autoproclamazione? Questo si chiama lassismo democratico che lascia la porta aperta alla dittatura

Il problema è che non c’è un gatto. Per stanare il topastro che la fa da padrone. Speriamo che questo fine settimana al presidente Mattarella cresca il pelo, altrimenti Giggino continuerà nel vizio di mordicchiare il Belpaese. Che non è un formaggio ma lo Stivale, il quale a lungo andare potrebbe diventare uno stivaletto. Perché la Lega ormai regna da Est a Ovest, quasi ovunque, e potrebbe decidere di muoversi più agilmente e sfilarsi dallo Stivale. Plof! Lo Stivale cade con un tonfo e finisce alla deriva, tra i flutti del Mediterraneo, verso le coste del terzo mondo. Il Nord Italia rimane in Europa. Chiamatela ‘secessione fiscale’ o ‘si salvi chi può’, ma non si capisce perché ci si debba trovare alla deriva a causa del peso insostenibile di una calzatura erosa che fa acqua da tutte le parti, avendo subito un’invasione di roditori che vogliono nutrirsi a sbafo.

Speriamo tuttavia che lunedì il presidente Mattarella non infili la mano nello Stivale tirando fuori un premier a caso. Non possiamo più affidarci alla sorte, com’è stato fatto finora candidando delle persone inadeguate. Consiglierei almeno di ritornare al sistema babilonese: guardare le stelle, ma non le misere 5 della Casaleggio & associati, bensì la carta del cielo dell’oroscopo individuale di un candidato premier. Affidiamoci a un comprovato astrologo: sarà sempre meglio che a un comico col nome e la voce di un insetto fastidioso.

Il topastro Giggino è completamente l’opposto di Topo Gigio, che era l’esempio del candore e del pudore per i bambini degli anni ‘60. E’ un roditore presuntuoso e supponente, il che dimostra che non sa stare con i piedi per terra, benché dubitiamo possa alzarsi in volo perfino sotto forma di pipistrello. L’ignoranza pesa un sacco. E non basta vestirsi da democristiano per sembrare uno statista. Anche perché la Dc è passata di moda da un pezzo. Come stanno passando velocemente di moda i nostri politici, i quali non hanno ancora capito che durano quanto un vestito cheap made in Cina: nemmeno una stagione. Deludenti e inconcludenti, continuano a sfilare sulla passerella riproponendoci un travestimento a cui non crede più nessuno.

Sarebbe ora che Mattarella dimostrasse quanto è previsto dall’articolo 92 della Costituzione: il presidente della Repubblica nomina il presidente del Consiglio. Come ha permesso che un Giggino continuasse per oltre due mesi ad enunciare la sua autoproclamazione? Questo si chiama lassismo democratico che lascia la porta aperta alla dittatura. Ma come possiamo tollerare che un mistificatore tenga l’Italia in ostaggio con i suoi assurdi diktat? “Io farò il premier, gli altri partiti dovranno approvare il nostro programma di governo e i nostri ministri, non voglio fare un governo con Berlusconi…”. Venerdì mattina  Di Maio è giunto a falsificare i fatti sostenendo che “Renzi e Berlusconi hanno sabotato tutto perché avevano sin dall’inizio un disegno: mettersi insieme”. Ma Giggino crede che siamo scemi? Che non abbiamo registrato che dice tutto e il contrario di tutto? Che secondo lui la Costituzione si applica solo quando gli conviene? Tanto quando mai l’ha letta…

E il suo comprimario Toninelli ha rincarato le accuse, scaricando la colpa dello stallo sugli altri: “I partiti hanno detto no, l’unica via seria è andare al voto”. Certo, perché il movimento 5 Stelle è stato sconfitto in Molise, poi rovinosamente in Friuli Venezia Giulia e i pentastellati stanno sentendo l’acqua sotto i piedi.

Istruzione ed educazione non sono più requisiti per rappresentare l’Italia nel mondo. Siamo in mano a un damerino ignorante, arrogante, collerico, prepotente, lestofante, il quale ha dimostrato che l’unica professione che sappia fare è lo scaricabarili.  Eppoi ci meravigliamo che ogni giorno proliferano i bulli come topi.

Ettore Rosato, con una serafica espressione di disprezzo sul volto da primo della classe quale è stato, giovedì sera alla trasmissione Piazza Pulita  ha dichiarato: “Non mettiamo il veto a un governo 5 Stelle, non l’abbiamo mai detto, diciamo che per noi Di Maio non può fare il premier”. E se l’ultimo della scuola Giggino crede di poter fare il primo nella vita, sarebbe ora che Mattarella  – o chi per lui – lo mettesse a nudo costringendolo a fare un bagno di umiltà.

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