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Nove pensieri “spettinati” da un’Italia più che scombinata

Dal manifesto di Calenda alle proposte di Di Maio, passando per le minacce di Salvini, per finire con quella saggezza socratica...

La vignetta di Bucchi pubblicata da Repubblica che ha fatto infuriare Salvini a tal punto da minacciare la querela

Dal Corriere della Sera, una cronaca di Maria Teresa Meli: “Renzi lavora con Rivera di Ciudadanos e Macron a un progetto politico comune per andare oltre il Partito Socialista Europeo”. Visto quello che ha saputo dare col Partito Democratico, per Ciudadanos e Macron si annunciano tempi cupissimi.

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L’ex ministro Carlo Calenda, “tecnico” del governo Gentiloni, mai eletto (e dunque non si sa che seguito popolare abbia; ma è richiestissimo da televisioni e giornali), dopo la pesante sconfitta del PD decide di iscriversi a questo partito; e ora ha elaborato un lunghissimo “manifesto” per la sua rinascita. Propone, per questo, di “superarlo” e dar vita a una nuova formazione politica, un rassemblement repubblicano che si opponga a Lega e Movimento 5 Stelle. E’ un testo molto lungo, e anche verboso, perfino pedante, in palese contrasto con la forza agile e snella che vien vagheggiata. Pazienza: è vizio comune dire in cento parole quel che si può dire in dieci. Colpisce il vago accenno alla “conoscenza” intesa più come “educazione” che come “informazione”. Nessun cenno alla emergenza giustizia/diritto. E dire, per limitarsi a un solo esempio, che in una città come Bari si celebrano processi da un mese sotto le tende della protezione civile, perché il palazzo di Giustizia minaccia di crollare…

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Il ministro del Lavoro, il grillino Luigi Di Maio immagina “…uno Stato che garantisca almeno 30 minuti di connessione internet a chi non può permetterselo… l’accesso internet è un diritto primario di ogni singolo cittadino”. Una volta, almeno c’erano le brioches. E par di sentirli i commenti contenti di tanti poveracci che fan la fila alla mensa delle Caritas per una scodella di pasta, felici di sapere che presto navigheranno gratis in internet. Qualcuno comunque avverta il signor ministro che quasi ovunque ormai ci sono wi-fi gratuiti (ps.: computer, telefonini, ecc., anche quelli gratis?)

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La strategia del ministro dell’Interno, il leghista Matteo Salvini, per bloccare l’immigrazione clandestina di africani in Italia: creare campi di accoglienza nel sud della Libia. Peccato che i libici non ne vogliano sapere. Salvini allora propone di crearli in Niger, Mali e Sudan. Ha idea, il signor ministro, che tipo di paesi sono, chi siano e cosa facciano i veri signori di quei paesi? E a proteggere i campi (ammesso si facciano) ci mandiamo la guardia padana?

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Giulio Andreotti e Giovanni Spadolini venivano sbertucciati un giorno si e l’altro anche, dai vignettisti, e si facevano donare gli originali. Massimo D’Alema querelò Giorgio Forattini e lo fece condannare: non fu una bella cosa, anche se magari D’Alema aveva ragione di dolersene. Giovannino Guareschi venne condannato per una diffamazione ad Alcide De Gasperi. Non volle fare appello e si presentò in carcere a Parma, e vi scontò un paio d’anni di galera. De Gasperi se ne dolse, voleva giustizia, ma non il carcere per il babbo di Peppone e don Camillo. Nel mio piccolo, da direttore responsabile di un glorioso settimanale satirico,  “Male” collezionai un’ottantina di querele in un paio di mesi, un arresto e una condanna a due anni e sei mesi senza condizionale per una battuta non mia a un magistrato di Orvieto o Perugia (non ricordo bene). Evitai la galera solo per un soffio e perché si mobilitarono in tanti, da Giampiero Mughini a Salvatore Sechi, da Oreste del Buono a Marco Pannella e Indro Montanelli e anche grazie a un’interrogazione che cominciava con Massimo Abbatangelo (MSI) e finiva con Luciano Violante (PCI). Tutto questo per dire che NO, la minacciata querela del signor ministro dell’Interno Salvini a Massimo Bucchi, vignettista di Repubblica, è cosa sbagliata, anche solo pensarlo, anche solo minacciarlo, per quanto la vignetta possa essere brutta, volgare, perfino offensiva. La querela no.

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Consiglio a chi è al governo: invece di annunciare ogni giorno cosa vuole fare, racconti una volta la settimana cosa è riuscito a fare.

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Si vivono, per la politica italiana, gli stessi tempi raccontati con perfida ironia dal Tolstoi di “Guerra e pace”. Tempi in cui per essere eccellenti “si ha l’obbligo di possedere soltanto delle virtù negative. Comunque coraggio: nonostante tutto sono sicuro che non si morirà né leghisti, né pentastellati. E comunque vivremo abbastanza per vedere i “tempi futuri”.

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Chissà perché ma ho l’impressione che ci prenda per il c..o. Dice Tim Cook, CEO di Apple: “Onestamente, non abbiamo mai voluto che le persone esagerassero con l’utilizzo dei nostri prodotti… se passi tutto il tuo tempo sul telefono, vuol dire che lo stai sprecando”.

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Esiste un solo bene, la conoscenza, e un solo male, l”ignoranza” (Socrate).

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