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Si Salvi-ni chi può, con l’Italia anti-tutto manderemo via pure il papa

Fra poco restaureremo l’impero romano. E poco importa se l’imperatore parla come mangia e indossa felpe. L’importante è quello che ci sta sotto...

Matteo Salvini

Se avremo un imperatore roman-padano, perderemo il papa, quasi certamente. Francesco emigrerà. Macron gli ha già offerto la sede storica del papato ad Avignone e il nostro pietoso papa è capace di trasferirsi in Francia per cristiana protesta, se Salvini tira troppo la corda al collo degli immigrati clandestini

Si Salvi-ni chi può! Tutti a correre appresso il reale vincitore. Ma Salvini ci salverà? Diventerà il nostro illuminato dittatore? E’ una parola del secolo scorso, fuori moda; semmai: primo ministro plenipotenziario dell’Italia sovrana. Eletto liberamente dal popolo nelle file della Lega, partito sovranista, come lo definisce lui stesso nella lunga intervista rilasciata a Pietro Senaldi, direttore responsabile di Libero, venerdì 29 giugno. Viene spontaneo chiedersi se Salvini prefigura come partito sovranista europeo un unico partito, magari con sede nell’urbe.

Grande, Salvini, se sogna quello che pensiamo noi. Qua fra poco restaureremo l’impero romano. E poco importa se l’imperatore parla come mangia e indossa felpe. L’importante è quello che ci sta sotto, la sostanza. Nessuno in Italia ora dubita di questo, dopo i muscoli che ha mostrato all’Europa, chiudendo personalmente i porti. Era infuriato come il dio Nettuno, gli mancava solo il tridente: un gigante. E i sondaggi lo hanno ricoperto di preferenze che sono piovute dal cielo come petali di rosa. Le giovani italiane già sdilinquiscono per la sua beltade e i giovanotti si fanno crescere la barba come Matteo. Chi l’avrebbe detto che, a parità di nome, sarebbe stata una barba a differenziare/evidenziare il politico virile. E siccome la barba a me non è mai piaciuta, non capisco niente né di uomini né di politici. Quindi voi mi leggete per sollazzo, non per acculturamento. Ma è più difficile far ridere che far piangere, come diceva Totò.

A guardare indietro negli anni però ci ricordiamo che sbocciavano come funghi anche passionarie per il già stagionato Berlusca. Temo trattasi di epidemia politico-erotica. Le femmine tendono a erotizzare il politico che si dimostra forte e risoluto, anche se ha l’aspetto di un babbeo. Del resto di prestanza virile non abbiamo molto riscontro noi donne italiane né nelle fila della politica né sul piccolo o grande schermo nostrani. Uomini davvero belli e affascianti non se ne vedono in pubblico. Quindi idealizziamo quello che passa il convento. Un po’ come le monache che nel medioevo sottostavano ai frati.

Non ci piove che, se Salvini sarà eletto premier/imperatore con un plebiscito – come dice la parola: dalle plebe – Giggino perderà molti suoi elettori. Ma arriverà in soccorso il cavaliere rosso dem, sebbene non sappiamo ancora indicarvi quale leader sopravvivrà alle lotte intestine del Pd. Comunque la Sinistra, finalmente al gran completo, dichiarerà pubblicamente di sacrificarsi per la democrazia e si fonderà bellamente con i 5 Stelle, fuori tempo massimo. Il che non li aiuterà a regnare in terra, tuttavia il divo pietoso Matteo li sistemerà in cielo – come usavano raccontare i mitografi greci degli eroi morti o sconfitti – in una nuova costellazione: le 5 Stelle Democratiche. Tanto per conservare l’accezione della democrazia alla memoria dei posteri, considerato che sarà cancellata dalla faccia della terra.

Se avremo un imperatore roman-padano, perderemo il papa, quasi certamente. Francesco emigrerà. Macron gli ha già offerto la sede storica del papato ad Avignone e il nostro pietoso papa è capace di trasferirsi in Francia per cristiana protesta, se Salvini tira troppo la corda al collo degli immigrati clandestini. Dopodiché il papa finirà ospite/ostaggio del presidente francese, come storicamente è sempre avvenuto durante la cattività avignonese.

Prontamente Matteo offrirà a Giggino il trono del Vaticano con il titolo di difensore supremo della Cristianità. E Di Maio, tutto tronfio in costume da corazziere, difenderà notte e giorno la Santa Sede, tenendo d’occhio che la sua costellazione non gli cada sulla testa.

Ecco la futura divisione tra potere imperiale e spirituale nel medioevo prossimo venturo che ci attende. Non ci resta che sperare che risorgano i cavalieri templari e sopraggiungano a salvarci.

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