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“L’uomo più temuto in Europa”: Salvini sulla copertina del TIME

Vivienne Walt intervista il ministro Matteo Salvini su immigrazione, Unione Europea e i rapporti con la Casa Bianca

Copertina del TIME

"L'obiettivo è creare un’alleanza senza i Socialisti. Senza Macron, senza Renzi. Questa alleanza deve cambiare l’equilibrio all’interno del Parlamento Europeo e della Commissione Europea"

“Il nuovo volto dell’Europa – Matteo Salvini, lo zar dell’immigrazione italiana, nella sua missione di dividere l’Europa”, così viene presentato Matteo Salvini, che guadagna la copertina del Time. Nell’intervista la giornalista Vivienne Walt, che lo presenta come uno dei politici più influenti in Italia, evidenzia la politica aggressiva del ministro italiano su immigrazione e Unione Europea.

“Stiamo lavorando per recuperare lo spirito europeo, tradito da coloro che guidano l’Unione” ha affermato il ministro. L’operato di Salvini viene presentato chiaro sin dall’inizio del suo mandato, soprattutto sui tentativi di sospensione delle richieste di asilo finché l’Unione Europea non decida di attuar un piano di redistribuzione dei migranti più equo. Riguardo il caso ella Diciotti, Salvini dichiara: “Stiamo lavorando affinché non succeda più niente del genere, ma qualora dovesse ricapitare, agiremmo nella stessa maniera”.

“Cambiare l’Europa è un grande obiettivo” ha dichiarato il 4 settembre “ma ritengo sia alla nostra portata”. Vengono sottolineati inoltre gli stretti rapporti tra Salvini e il governo americano; in particolare si ricorda la visita di Steve Bannon, organizzata per far aderire il primo ministro a The Movement, coalizione che dovrebbe favorire i partiti di destra alle prossime elezioni europee.

“Ritengo che la storia ci riconoscerà il ruolo di aver salvato i valori dell’Unione Europea – dalla radice giudaico- cristiane, al diritto al lavoro, alla sicurezza e alla vita. Questa Unione è cresciuta troppo e troppo in fretta, basandosi solo su una stessa moneta. E quindi stiamo lavorando per ristabilire lo spirito dell’Unione, tradito da coloro che la guidano”. E prosegue: “Ho deciso di cambiare opinione [sul lasciare l’Unione Europea]. Sarà più difficile e più lungo, ma è una soluzione più concreta. Ho deciso di lavorare dall’interno per cambiare le politiche monetarie, finanziarie, agricole, commerciali e industriali. Stiamo crescendo e ci stiamo alleando con altri paesi europei per cambiare l’Unione dal suo interno”.

Riguardo ai contrasti con Macron e Merkel, replica “L’obiettivo è creare un’alleanza senza i Socialisti. Senza Macron, senza Renzi. Questa alleanza deve cambiare l’equilibrio all’interno del Parlamento Europeo e della Commissione Europea”.

Sull’immigrazione risponde: “Il problema più grande in Italia riguarda il lavoro. E l’immigrazione fuori controllo danneggia il mercato del lavoro, perché gli italiani non possono competere con i lavoratori illegali, che sono sfruttati. Per ripristinare la dignità del lavoro dobbiamo prima controllare il fenomeno migratorio. Il problema è l’immigrazione irregolare che porta crimini e conflitti sociali. Se posso ridurre il numero di crimini e la presenza di migranti irregolari, possono darmi del razzista quanto vogliono”.

L’intervistatrice fa notare come lo slogan del ministro sia simile ad “America First” di Trump. Interrogato sui rapporti con il Presidente USA, dichiara: “Apprezzo le sue proposte sulla sicurezza e sull’economia, e il fatto che mantenga gli impegni presi durante la campagna elettorale. Penso, anche se l’Italia è piccola se comparata agli Stati Uniti, di condividere con il Presidente gli attacchi che vi vengono rivolti dal mondo del cosiddetto “politically correct” : attori, cantanti, registi, giornalisti. E questo significa che stiamo lavorando bene”.

Salvini, alla domanda se ritiene possibile essere considerato parte di un movimento simile a quello di Trump, risponde: “Direi di si. La storia è ciclica. Questo ciclo rappresenta più di un semplice confronto tra destra e sinistra; è un confronto tra l’élite e il popolo. Dunque i valori popolari come famiglia, lavoro, sicurezza, infanzia contro le imposizioni della finanza, delle multinazionali e del pensiero uniforme”.

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