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New York sotto la pioggia alle Midterm: le corse da tenere d’occhio

Due le competizioni più imprevedibili, ma le più politicamente interessanti sono quelle che ospitano le giovani candidate Ocasio-Cortez, Salazar, Biaggi

Immagine Wikipedia.

Le corse dall'esito più incerto sono due: quelle che vedono opporsi John Faso (R) e Antonio Delgado (D) nel 19esimo distretto per il Congresso e Anthony Brindisi (D) e Claudia Tenney (R) nel 22esimo distretto. Meno imprevedibili ma politicamente più interessanti, le competizioni che vedono spiccare le candidate socialiste Alexandria Ocasio-Cortez, Julia Salazar e Alessandra Biaggi, uscite inaspettatamente trionfanti dalle primarie

Nonostante l’acquazzone abbattutosi in mattinata, milioni di persone nello Stato di New York si stanno recando a votare in una tornata elettorale cruciale per il destino del presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Al primo novembre 2018, erano più di 12milioni le persone registratesi per esprimere la propria preferenza, di cui quasi la metà di affiliazione democratica. Poche, in questo territorio, sono le corse dall’esito davvero imprevedibile. Due, innanzitutto:

  1. John Faso, in carica (R), vs. Antonio Delgado, (D), nel 19esimo distretto (a 60 miglia da Manhattan). Il territorio è oggi rappresentato dal 66enne italoamericano repubblicano, ma il suo seggio al Congresso è messo in discussione dal 41enne Delgado, avvocato, alle spalle una insolita carriera da rapper. Il distretto in questione è prevalentemente bianco, e il candidato democratico – dato da FiveThirtyEight con il 61,2% di probabilità di vittoria – rappresenterebbe di certo un elemento di novità.
  2. Anthony Brindisi (D), vs. Claudia Tenney, in carica (R), nel 22esimo distretto. Il territorio ha votato repubblicano per tutto lo scorso decennio, ma questa volta potrebbe andare diversamente. La campagna dell’italoamericano si è focalizzata sull’annoso tema del medicare. E della sua rivale, che ha ricevuto l’endorsement della Casa Bianca, ha commentato: “Penso che questo mostri la grande differenza tra la nostra campagna, e la sua campagna, costruita da Washington. Vogliono tenerla al potere perché il sistema possa continuare ad essere a loro favore”.

Altre corse, pur dall’esito più scontato di queste due, sono di grande rilevanza:

  1. Innanzitutto, quella per la riconferma del Governatore Andrew Cuomo, che ha vinto le primarie democratiche contro la combattiva “socialista” Cynthia Nixon. Il suo sfidante repubblicano Marc Molinaro non sembra avere possibilità di vittoria, visto che il democratico è dato in vantaggio di 13 punti. I rumors che vorrebbero Cuomo possibile candidato alle presidenziali del 2020 sono stati smentiti dallo stesso Governatore in carica durante le primarie.
  2. Fondamentale anche la competizione per il posto di Attorney General, Procuratore Generale, che vede fronteggiarsi Letitia “Tish” James – sostenuta da Cuomo – e il repubblicano  Keith Wofford. James ha sostenuto la necessità di una riforma della giustizia penale e ha esplicitato la sua intenzione di perseguire il Presidente, Donald Trump. Viceversa, Wofford ha posto l’accento sulla lotta alla corruzione, ventilando la possibilità di indagare Cuomo dopo lo scandalo giudiziario che ha riguardato il suo assistente Joseph Perocco.

A livello prettamente politico, le competizioni più interessanti sono però quelle che vedono correre giovani candidate democratiche socialiste anti-establishment, uscite inaspettatamente vincitrici alle primarie nel confronto con avversari di enorme influenza sul territorio e di lunghissimo corso politico.

  1. La “frontrunner”, per così dire, di questa categoria è Alexandria Ocasio-Cortez, 29enne del Bronx, per metà portoricana seguace di Bernie Sanders, superfavorita nella corsa contro il repubblicano Anthony Pappas. A fine giornata, potrebbe dunque diventare la più giovane rappresentante eletta al Congresso degli Stati Uniti. Tra i suoi cavalli di battaglia, l’abolizione dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement), Medicare gratis per tutti, college e scuole pubbliche gratis e accessibili a tutti e una garanzia federale per il lavoro.
  2. Da tenere d’occhio anche Julia Salazar, candidata al Senato per il 18esimo distretto, che, nonostante le polemiche circa presunte bugie sul suo passato, ha sconfitto alle primarie il democratico di lungo corso Martin Dilan lo scorso 13 settembre, e oggi non affronta nessuna grande opposizione di partito.
  3. Altra esponente di questa ondata socialista in gonnella, Alessandra Biaggi, in corsa per il Senato nel 34esimo distretto. L’italoamericana è reduce da una delle vittorie più clamorose delle primarie, dove ha messo a tappeto il senatore democratico Jeffrey Klein, uno degli uomini più potenti dello Stato, al punto da essere soprannominato “The King”. Biaggi è superfavorita nella corsa contro il repubblicano Richard Ribustello e Antonio Vitiello, del Conservative Party.

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