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Gli agitatori al potere e il pensiero-azione di chi crede di parlare agli stupidi

Credo che si sia arrivati al punto in cui ognuno di noi ha bisogno di qualcuno che ci dica quelle parole che nessuno più dice

Luigi Di Maio (immagine da Flickr, Pietro Piupparco)

Sono tempi in cui tanti – e in particolare a quanti ci stanno governando – sono impegnati a parlare senza dire; guardare senza vedere; udire senza ascoltare.  In un suo famoso aforisma Karl Kraus avverte che il segreto dell’agitatore è di rendersi stupido quanto i suoi ascoltatori, in modo che questi credano di essere intelligenti come lui.

Gli agitatori di oggi ce la mettano davvero tutta, per rendersi stupidi come credono noi si sia; e bisogna riconoscere che a forza di indossare la maschera, gli si è incollata al punto tale che è diventata un tutt’uno con il viso. Ad ogni modo, per quanto noi si possa essere stupidi, loro, gli agitatori, nei fatti, dimostrano di saperlo essere sempre più di noi.

Incalzati da mille quotidiani eventi, forse è giunto il momento di tirare un attimo il fiato. Credo che si sia arrivati al punto in cui ognuno di noi deve ritagliarsi qualche momento di silenzio, per ascoltare, sentire, cercare di capire. Credo che si sia arrivati al punto in cui ognuno di noi ha bisogno di qualcuno che ci dica quelle parole che nessuno più dice. Credo che si sia arrivati al punto in cui ognuno di noi deve porsi delle domande, e al tempo stesso cercare delle risposte. Accade tutto troppo velocemente, e forse, per non essere stritolati da questo vortice, occorre fermarsi un momento. Appunto per vedere, ascoltare, capire. Ritrovare il senso di tante cose che rischiano di andare smarrite; Credo che ci sia grande bisogno di memoria e di ricordo, se si vogliono percorrere nuovi sentieri. Pragmatica prudenza e insieme coraggio di sognare.

Prima di concludere. Non pochi si stupiscono della posizione italiana riguardo il Venezuela. L’attuale posizione di pesce in barile l’Italia l’ha avuta sempre, anche prima di Maduro: e con altri presidenti del consiglio, e con altri ministri degli Esteri. E per capirlo, sarebbe sufficiente andarsi a rileggere una “sincera” e lunga intervista al Sole 24 Ore, rilasciata anni fa, quando a capo di ENI c’era Scaroni: molto prodigo di riconoscimenti ed elogi nei confronti di Chavez. L’Italia si era appena assicurata un enorme giacimento petrolifero in Venezuela. Coincidenze.

 

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