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Il sovranista non sovrano e gli ignobili cavalieri della tavola italiana

Altro che Re Salvini, il più forte è chi ha il denaro, non chi fa la voce grossa e si proclama sovrano d’Italia, mentre gli scudieri vengono presi con le mani nel sacco

Il Vice Presidente del Consiglio e Ministro dell'Interno, Matteo Salvini, durante una conferenza stampa tenuta nel gennaio scorso con il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte a Palazzo Chigi (Foto Palazzo Chigi)

“Ci sono tutte le premesse per un bellissimo 2019 e per gli anni a venire. L’Italia ha un programma di ripresa incredibile”. Aveva prognosticato Mago Conte Merlino il primo febbraio. Siamo a giugno e di ripresa neanche l’ombra. L’unica ombra è la spada di Damocle che ci pende sulla testa da Bruxelles a causa dell’eccessivo debito contratto. Qui non si tratta di estrarre la spada dalla roccia, ma di evitarla. Impresa epica. Ma per il re Salvini Artù tutto è possibile o almeno lo fa credere: “Noi non abbiamo bisogno di altri che ci paghino il debito”. Non sa che paghiamo pensioni e servizi con il debito?

Forse gli sfugge qualche concetto di economia perché è rimasto al Medioevo e pensa che si risolva tutto mostrando i muscoli e facendo propaganda. Oggi il più forte è chi ha il denaro, non chi fa la voce grossa e si proclama sovrano d’Italia, mentre i suoi nobili ministri cavalieri e i solerti amministratori scudieri vengono presi uno dopo l’altro con le mani nel sacco. Quanti ignobili cavalieri mangiano alla tavola del governo, che è rotonda come quella di Camelot solo perché sono tutti uguali nella vorace inettitudine.

No, non possiamo paragonare Matteo Salvini a re Artù e per questi motivi: è un sovranista non un sovrano, perché non difende il popolo ma lo caccia in un mare di guai economici, né vogliamo mai più – dico mai più – un sovrano che si erga sopra di noi e ci porti poi nella fossa avendo scatenato qualche guerra. I nostri padri, i nostri nonni sono morti per darci la democrazia e dovremmo tornare a una brutta copia di un governo feudale? L’occasione fa l’uomo sovranista e Salvini sta entrando nel delirio di onnipotenza, come tutti quegli altri governanti che non trovano un’opposizione forte a contrastarne la megalomania. Ma la colpa non è di Salvini, come dicevo lui coglie l’occasione, è di un popolo becero, ignorante, incapace di autodeterminarsi, ma solo di seguire il pensiero di un capo, che piace perché gli assomiglia dentro e fuori. Si innamorano, si affidano ciecamente: ma senza vista non si va lontano. Il prossimo anno, quando il governo dovrà toccare il loro portafoglio, piangeranno amare lacrime: riacquisteranno la vista ma non la vita, una vita libera. Chi ha votato Salvini ha amato e votato Berlusconi per vent’anni, chi ha votato 5 Stelle era renziano. 

Del resto i comprimari dei due partiti al governo sono ancora più miserabili dei loro capi. Altro che cavalieri della tavola rotonda! Questi alla tavola del governo piena di ogni bendidio si sono incatenati, perché quando mai gli ricapita di mangiare a quattro palmenti? Nessuno vuol far cadere il governo. I 5 Stelle non potrebbero tornarci, i Leghisti dovrebbero far posto ai Fratelli d’Italia e a Forza Italia. E Salvini non vuole proprio condividere l’Italia con ‘due uomini’ come la Meloni e Berlusconi, una sempre pronta a fare la voce grossa e uno sempre pronto a ingrassare deputati, meglio tenersi una donnetta come Giggino che pur di rimanergli sposato è disposto a fare persino la sua donna di servizio. Quindi ci aspettiamo che faccia pulizia mandando via gli inetti ministri Toninelli (Infrastrutture e Trasporti), Trento (Difesa), Lezzi (per il Sud). Il primo passerà alla storia per l’interminabile “analisi costi e benefici” che ha bloccato Tav e ricostruzione del ponte di Genova. La Trento si è fatta notare solo per aver passato in rassegna l’esercito con una maglietta gialla sbilenca. Quanto alla Lezzi le sue uscite sono disordinate quanto la sua capigliatura. Ma queste due da dove vengono? Nessuno gli ha insegnato che l’abito non farà il monaco ma aiuta a farlo?

Proprio un “governo di naufraghi, perché non sanno dove andare”, come ha detto giovedì sera il filosofo Massimo Cacciari alla trasmissione Piazza Pulita. Purtroppo piazza pulita di questo governo nessuno ha interesse o è in grado di farla. Lo farà la crescita del costo del debito che nel 2020 arriverà a 65.983 miliardi, secondo il def 2019, pubblicato dal ministero dell’Economia. Ma forse Salvini pensa sia semplicemente un’abbreviazione di ‘deficiente’ per apostrofare il ministro Tria.

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