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Su Rousseau vince il Sì: al Movimento 5 Stelle arriva l’ok al governo con il PD  

Gli iscritti sulla piattaforma Rousseau danno il via libera al governo giallorosso con Giuseppe Conte presidente del Consiglio. Cosa succede ora?

Giusppe Conte | Palazzo Chigi

Vince il Si che ottiene un totale di 63.146 voti, cioè il 79,3% delle preferenze. Ora la strada per la formazione del governo Conte 2 si può dire in discesa. Nelle prossime ore, o al più tardi domani mattina, Giuseppe Conte si recherà dal Presidente Sergio Mattarella per sciogliere la riserva.

Nella giornata odierna i circa 115 mila iscritti a Rousseau hanno potuto esprimere il proprio giudizio sulla nascita del governo tra Movimento 5 Stelle e Partito Democratico. Dalle 9 alle 18, un totale di 79.634 iscritti si è riversato sulla piattaforma digitale gestita dalla Casaleggio Associati, sancendo il record mondiale di partecipazione online per una votazione politica. Questo record però, non è stato raggiunto senza prima un pizzico di suspense. Per più di un’ora infatti, la nostra Repubblica ha atteso col fiato sospeso l’esito di una votazione online gestita da un’associazione privata. A voi il giudizio etico e morale di tutto ciò. Fatto sta che dopo ben 80 minuti dal termine delle votazioni, il capo politico dei 5 Stelle Luigi Di Maio ha fatto il suo ingresso nella sala stampa della Camera dei Deputati per placare gli animi e annunciare i benedetti risultati. 

Vince dunque il Si che ottiene un totale di 63.146 voti, cioè il 79,3% delle preferenze. Ora la strada per la formazione del governo Conte 2 si può dire in discesa. Nelle prossime ore, o al più tardi domani mattina, il Presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte si recherà al Colle per sciogliere la riserva e presentare al Capo dello Stato Sergio Mattarella la squadra dei ministri che lo accompagnerà in questa sua seconda esperienza governativa. Sciolta la riserva, è previsto il giuramento davanti al Presidente Mattarella che a questo punto potrebbe svolgersi tra Mercoledì e Giovedi. Infine, il nuovo governo dovrà affrontare la fiducia di entrambe le camere. Non si dovrebbero registrare grandi sorprese ora che l’ostacolo più temuto, e cioè il voto degli iscritti su Rousseau, è stato superato con ampi margini.

Fatto sta che ieri, il vice segretario leghista Andrea Crippa, ha pensato bene di agitare gli animi annunciando la presenza di una compagine composta da 9 senatori grillini pronta a trasferirsi nei ranghi leghisti, lasciando dunque presagire un possibile voto contrario alla fiducia del governo Conte 2. Se cosi fosse, PD e Movimento 5 Stelle si ritroverebbero con soli 157 voti, finendo sotto la soglia di maggioranza al Senato che è  pari a 161 voti. Se si avverasse la profezia di Crippa, potrebbero farsi trovare pronti alcuni Senatori di Forza Italia, vicini alla corrente di Enrico Letta, disposti a garantire i numeri necessari per far comunque nascere il governo. È ben ricordarsi che questa è  pura fantapolitica, e non si avranno certezze riguardo al voto sulla fiducia fino al giorno stesso della votazione. 

Ora proseguirà, con sempre maggiore insistenza, l’odiosa roulette dei totoministri che ci accompagnerà fino a che i nomi non verranno resi noti da Giuseppe Conte. È inutile dilungarsi a parlare di rumors e ipotesi non confermate. L’unica certezza è che non ci sarà la presenza di alcun Vice Premier, dopo che Di Maio ha ufficializzato la propria rinuncia nella giornata di ieri attraverso un video in streaming sulla sua pagina Facebook. 

Prima di lasciarvi, vi invito solo a riflettere su cosa sarebbe successo se la votazione su Rousseau avesse avuto un esito negativo. L’intero iter istituzionale regolato dalla Costituzione sarebbe stato messo a repentaglio da quella che i grillini chiamano democrazia diretta. Ma questo populismo dirompente che ha distinto e che tutt’ora distingue i 5 Stelle da tutte le altre forze politiche, che fine farà dopo l’alleanza con il partito dell’establishment?

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