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Lotta all’evasione: Giuseppe Conte Dracula stende il tappeto rosso a Matteo Salvini

La lotta all’evasione fiscale annullando il pagamento in contanti voluta dal governo Conte bis, parte dal presupposto di colpevolezza di tutti noi italiani

Illustrazione di Dario Buccheri ripresa dall'Instragram #roccocasalino

Il governo Conte bis, dopo che i precedenti avevano smantellato la classe operaia, lasciando che le aziende andassero a produrre all’estero, dà la stoccata finale anche alla piccola borghesia artigianale e commerciale

Due anni fa, alla fiera della nautica di Genova, una signora si è presentata in uno stand di produttori di yacht e ha consegnato una valigetta contenente un acconto di 600mila euro in contanti per lo yacht che si era ordinata. La signora di mestiere faceva la parrucchiera.

Se tutte le donne fossero come me, non si sarebbe comprata nemmeno un canotto. Detesto andare dal parrucchiere e non ci metto più piede: mi ha sempre tagliato i capelli troppo e non li ho mai avuti lunghi come li desideravo. Uscivo scontenta esteticamente ed economicamente, spesso mi spazzolavo o mi rilavavo i capelli per far sparire l’obbrobrio che mi aveva combinato in testa. Ma ora è arrivato il mio paladino che farà barba e parrucca ai parrucchieri: li sistemerà come hanno sistemato me. Li concerà per le feste e smetteranno di far festa con il contante, incassato in nero. Grazie all’obbligo dell’uso del pos, gli prosciugherà la linfa vitale che succhiano alle donne, spesso senza fare nemmeno lo scontrino. Si chiama: Conte Dracula.

Matteo Salvini ha ben detto che questo è il “governo Dracula”.  Che farà fuori pure i baristi, che spesso ti lanciano un pessimo caffè sul banco, senza rilasciarti lo scontrino. I negozianti che ti chiedono: “Come mi paga?”, intendendo che ti fanno lo sconto se paghi in nero. O ti dicono con sussiego: “Per questa cifra non accettiamo la carta di credito…” I ristoratori che ti presentano un foglietto con scritto a mano: “70 euro a testa” e si aspettano pure che gli ringrazi per lo sconto… e via andare: pizzaioli, panettieri e pasticceri, fruttivendoli, idraulici, elettricisti, estetiste e massaggiatori, sarte, calzolai, gioiellieri, ecc. ecc.; insomma tutti gli artigiani e i commercianti di questo bel Paese.

Ho fatto la produttrice e la commerciante anch’io trent’anni fa e so di cosa parlo, essendo stata da tutte e due le parti. Pagavo subito le fatture dei pellami, che acquistavo, e delle fabbriche, che producevano le borse su mio disegno; poi i negozianti a cui le vendevo mi chiedevano la merce in nero se volevo incassare subito, altrimenti dovevo emettere ricevuta bancaria e mi pagavano a babbo morto: collezionai insoluti per svariati milioni di lire.

Quindi Giuseppe Conte Dracula ha ragione? In teoria. Perché non tutti gli italiani sono disonesti e sono certa che la maggioranza non lo sia. Soprattutto i piccoli commercianti, come sostiene Giggino, anche perché sono costretti a pagare le medesime tasse dei proprietari di catene di negozi che fanno alti fatturati e possono permettersi di pagare affitti e balzelli salatissimi, che vengono applicati senza distinzioni alla categoria da decenni. 

La lotta all’evasione fiscale attraverso il pagamento in contanti, preannunciata dalla manovra del governo Conte bis, parte dal presupposto di colpevolezza di tutti noi italiani e questo è non solo offensivo ma pure disgregante, perché il sacrificio richiesto non è uguale per tutte le classi sociali.

E come controllerà il governo gli incassi dei professori di ripetizioni scolastiche a domicilio, dei medici e psicologi, ecc. ecc.? E continuerà a tartassare i liberi professionisti che lavorano con partita iva con nuove strette, oltre alla richiesta degli anticipi fiscali sul presupposto di quello che incasseranno il prossimo anno, senza considerare che il prossimo anno magari non avranno nemmeno un lavoro. Purtroppo il limite del Pd, che sta al governo, è stato sempre di considerare lavoratori solo i lavoratori dipendenti: non si è reso conto che chi non ha la fortuna di avere un lavoro a tempo indeterminato deve andare a caccia di lavoro ogni giorno.

Bene, questo governo dopo che i precedenti avevano smantellato la classe operaia, lasciando che le aziende andassero a produrre all’estero, dà la stoccata finale anche alla piccola borghesia artigianale e commerciale. Tanto ormai si comprano le stesse schifezze negli shopping center oppure on line e quello che si rompe si getta. Cosa faremo di questi nuovi poveri e dei centri storici svuotati non si sa. China town? Certo è che questo governo sta stendendo il tappeto rosso a Salvini. Ma sarà l’ultima cosa rossa che gli italiani vedranno: poi saranno tutti in fila a chiedere una ciotola di riso ai ristoranti italo-cinesi con indosso la maglietta nera con la scritta “polizia penitenziaria”, come quella di Matteo. Perché uno che afferma seriamente: “Da ministro mi pagavano per risolvere i problemi di sicurezza del Paese stando in piazza”, non può che mandare l’Italia a gambe all’aria.

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