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Il mistero della morte di Kim Jong-Un e la possibile ascesa della sorella Kim Jo-Jong

Ma che fine ha fatto il giovane e tremendo dittatore della Corea del Nord? E cosa potrebbe accadere con la sorella al potere della mini potenza nucleare?

Trump e Kim Yong Un

Kim Yong Un e Donald Trump (Credit: Wikipedia CC)

Si fanno sempre più insistenti le voci di una possibile morte prematura del dittatore nord coreano. Di certo si sa, perché confermato da Pechino, che Kim si è sottoposto ad un delicato intervento cardiologico il 12 Aprile. Da quel giorno non è più stato visto in pubblico. E le domande non hanno ancora risposta. Intanto Trump ci risparmi i suoi inopportuni tweet su colui che resta un sanguinario despota

Si fanno sempre più insistenti le voci di una possibile morte prematura del dittatore nord coreano Kim Jong-un e, vista la cagionevolezza del regime nucleare, la domanda continua a rimpallare da una parte all’altra del pianeta, in un’eco di indiscrezioni spesso poco affidabili.

La CNN con questa notizia bomba  ha fatto imbestialire non poco il presidente americano Donald Trump, che dal canto suo non ha esitato a bollarla come fake news puntando il dito contro la famosa emittente televisiva ed accusandola di pessima informazione.

Kim Yong Un (Foto White House)

Ma che fine ha fatto il generale/ dittatore a capo di uno dei regimi più totalitari al mondo ? Sarà in stato vegetativo come affermano fonti Giapponesi? Sarebbe già morto come invece sostiene una testata giornalistica sud coreana con fonti certe provenienti da Pyongyang? O si tratta di strategia vera e propria?

Di certo si sa, perché confermato da Pechino, che Kim si è sottoposto ad un delicato intervento cardiologico il 12 Aprile, e da quel giorno non è più  stato visto in pubblico. La sua assenza non è passata inosservata neanche per la celebrazione del compleanno del nonno, morto nel 1994 ma che ancora detiene il titolo di Presidente eterno.

In Corea del Nord non sono nuovi a nascondere al mondo intero notizie che riguardano il loro paese. Alla morte del leader Kim II-sung nel 1994 seguirono 3 giorni prima che il governo desse notizia certa del decesso, stessa strada venne seguita alla morte del padre, Kim Jong-il, nel 2011, dove per l’appunto passarono giorni prima che la notizia fosse di dominio pubblico.

Di sicuro il paese dotato di armi nucleari e gestito dalla stessa famiglia da settant’anni, essendo in una una posizione delicatissima, dovrà riorganizzare tutto l’assetto governativo e abituare il popolo al cambio di testimone se la notizia della morte fosse confermata.Per quanto riguarda l’erede del dittatore non ci sono dubbi che a subentrare sarà la sorella minore, Kim Yo-jong, già presente dietro le quinte di uno dei governi più militarizzati al mondo.

La sua prima uscita pubblica, per ironia della sorte quasi a voler preparare il terreno, durante lo storico incontro del 12 giugno 2018 a Singapore fra Kim Jong-un ed il presidente Donald Trump. Successivamente in Vietnam, dove tenne un basso profilo ma non passò di certo inosservata. Infine alle Olimpiadi di Seoul dove inizia una fase di disgelo con la stretta di mano tra lei ed il presidente sud coreano Moo Jae-in.

kim-yoo-yung

Kim Jo-Jong (Credit: http://b516.tistory.com/30 CC BY 4.0)

Di lei si sa poco o nulla, se non che sia sempre stata la prediletta del dittatore che ha sempre riposto in lei totale fiducia. Entrambi hanno studiato in un rinomato college in Svizzera sotto falsa identità per poi rientrare in Corea del Nord . Entrambi si sono successivamente laureati a Pyongyang nella storica Università seguendo le orme del nonno, prima, e del padre successivamente.

Che il regime di stampo staliniano possa avere una svolta in meglio o che si allentino le misure restrittive instaurate dall’insediamento della dittatura ben 70 anni fa, non lo sapremo sino e se ci sarà il passaggio di testimone. Kim Jo Jong non è una sprovveduta, definita dall’esperto di politica nord coreana Bruce Bennet intelligente, acuta e calcolatrice.

Ma come la prenderanno gli altri governi?

Questa probabilmente è un’altra delle grandi paure di Pyongyang che vedrà succedere a capo del governo per la prima volta nella storia una donna, una donna a capo dell’unica dittatura ereditaria al mondo. La morte del dittatore rallenterebbe il processo di normalizzazione delle relazioni tra le due Coree, il cui massimo traguardo è stato raggiunto con l’incontro tra lo stesso Kim e Donald Trump il 30 giugno 2019 nella zona demilitarizzata al confine tra i due Paesi. In quella stessa occasione Trump varco’ anche se per pochi istanti il confine, diventando il primo presidente americano in carica a entrare in Corea del Nord.

Nei giorni scorsi la Corea del Sud ha notato un potenziamento militare al confine tra le due Coree, questo almeno quello che è trapelato da alcuni giornali locali mentre lo stesso presidente Moon Jae-in si dice perplesso di una totale assenza di informazioni.

Oltreoceano Donald Trump fa sentire la sua vicinanza al generale Kim con un post su tweet augurandogli una veloce ripresa, etichettandolo come suo amico, e aggiungendo anche che avendo  avuto modo di conoscerlo lo considera un ragazzo capace di grandi cose. Chissà se Donald quando ha parlato di queste “grandi cose” si sia ricordato dei campi di concentramento esistenti e documentati dalle telecamere di Google Map oltre che dal super testimone Shin Dong Hyunk, nato, cresciuto ed evaso (l’unico riuscito ad evadere) dal campo di prigionia denominato “area 14”  dove chi viene imprigionato rimane lì  sino alla fine dei suoi giorni.

Chissà se si è ricordato del popolo affamato, dei bambini denutriti che a volte non riescono a compiere un anno di età, degli anziani che vivono in case senza luce né acqua calda e di quell’unico pasto al giorno che quando ti va bene è fatto di una ciotola di riso da dividere con tutta la famiglia.

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