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Joe Biden si prepara alla presidenza mentre Trump continua a twittare la sua rabbia

Il presidente eletto ignora le provocazioni che arrivano dalla Casa Bianca e prepara i collaboratori. Il senatore del Gop Lankford mette alle strette Trump

Il presidente eletto Joe Biden

Joe Biden prepara il futuro degli Stati Uniti. Non abbocca alle provocazioni di Donald Trump che, sempre più isolato, si barrica nel fortino della Casa Bianca e con atteggiamento puerile fa i capricci cercando di fare terra bruciata intorno al  suo successore pensando di poter ritardare la sua inevitabile uscita di scena il prossimo 20 gennaio. Il presidente continua a mandare tweet farneticanti su brogli elettorali che finora nessun tribunale ha accertato, lancia anatemi contro Fox News dalla quale si sente tradito. Punisce funzionari che hanno fatto il loro lavoro e non hanno assecondando il suo nebuloso pensiero. Oggi è stata la volta di due dirigenti dell’Homeland. E poi ripensa al risultato elettorale che non rispettando le sue aspettative deve essere stato per forza “truccato”. Vive nel suo mondo alternativo al difuori della realtà. Dell’America alle prese con i gravissimi problemi della pandemia e dell’economia a pezzi, nessun cenno, nessuna misura, nessun ordine esecutivo.

Biden invece si è messo subito al lavoro, a dispetto degli ostacoli creati dall’attuale presidente il quale ha ordinato a tutti i funzionari dell’amministrazione pubblica federale di non collaborare per preparare la transizione dei poteri. Il presidente eletto tira dritto per la sua strada e ha nominato il suo vecchio amico fidato Ron Klain capo di cabinetto. Incarico già svolto in passato quando Biden era il vicepresidente di Barack Obama, ma è stato anche consigliere di Bill Clinton e di Al Gore. Una scelta mirata puntata esclusivamente sulla conoscenza diretta che Klain ha per questa difficile mansione.

Subito al lavoro quindi e Biden per prima cosa ha messo nell’agenda dei lavori la lotta al coronavirus che in questi giorni ha toccato punte impensabili di contagio. Ad oggi negli Stati Uniti ci sono quasi 10 milioni e mezzo di casi con quasi 245mila morti. Gli ospedali stanno drammaticamente saturando i posti letto nelle terapie intensive dove ai malati più gravi, per mantenerli in vita, si fanno le intubazioni. E per questo Biden ha creato un team solo per coordinare la risposta alla pandemia all’interno del governo.

Il gruppo è separato dalla task force per il coronavirus già presentata nei giorni scorsi della quale fanno parte i maggiori esperti del settore il cui compito è quello di consigliare direttamente il presidente e gestire la pandemia. Il team per il Covid ha invece l’obiettivo di mettere in atto le disposizioni pratiche per affrontare l’emergenza, come reperire mascherine e respiratori e coordinare il lavoro dei governatori per cercare di bloccare i contagi. Inoltre Biden e Klain studiano la possibile formazione del prossimo gabinetto.

Ieri, in una intervista alla Cnn, Bernie Sanders, il senatore del Vermont indipendente e capo dell’ala più progressista dei Dem, si è fatto avanti. “Se avessi un portafoglio che mi permettesse di lottare per i diritti delle famiglie che lavorano lo accetterei” ha detto. All’interno del partito democratico, però, c’è maretta. Per ora è quasi sopita ma l’ala conservatrice è in contrasto con quella progressista. E naturalmente Biden dovrà tracciare il percorso e dovrà scegliere se seguire la linea di Bernie Sanders, Elisabeth Warren e Alexandia Ocasio Cortez, la giovane congresswoman del Bronx proiettata ad un ruolo guida del partito, o rimanere invece nella tradizione del centrismo moderato. C’e’ il timore di perdere altri congressmen alle elezioni tra due anni. In queste elezioni il partito Democratico che mantiene ancora la maggioranza, ha perso alla Camera 14 seggi e la cifra non è definitiva perche’ in Arizona e North Carolina non e’ terminato il conteggio dei voti. Gerry Connolly congressman della Virginia lancia l’attacco e fa appello alla leadership di Biden per mantenere una linea più centrista. Tono opposto quello di Alexandria Ocasio-Cortez, secondo la quale è stato invece proprio l’atteggiamento conservatore della campagna di Biden ad aver fatto perdere voti.

Intanto “non ci sono indicazioni di frodi elettorali” in Georgia stando a quanto afferma il segretario di Stato della Georgia, Brad Raffensperger, in un’intervista a Cnn. Lo stato provvederà al riconteggio manuale dei voti, visto lo scarto ridotto che c’è tra Joe Biden e Donald Trump. Per Raffensperger comunque il riconteggio non dovrebbe cambiare il risultato del voto, che vede al momento Biden avanti di 14.000 preferenze.

Il presidente Donald Trump (Illustrazione di Antonella Martino)

In Texas neanche il milione di dollari offerto da Dan Patrick, ultraconservatore vice governatore, a chi sarà in grado di fornire le prove di brogli e frodi elettorali è stato in grado di far venire alla luce la testimonianza di brogli. Da dire che Donald Trump ha battuto Joe Biden in Texas per quasi 650.000 voti. Dan Patrick è lo stesso politico che aveva detto la scorsa primavera che gli anziani avrebbero preferito morire per il Covid piuttosto che permettere alla pandemia di danneggiare l’economia. E Trump asserragliato dentro la Casa Bianca non parla, manda invece tweet a raffica “Vinceremo”, in lettere tutte maiuscole scrive allegando al suo cinguettio un video dei suoi fan. “Ci è voluto molto tempo! Perché al North Carolina ci vuole così tanto? Stanno cercando altre schede?”. Continua a tweettare  allegando i risultati  dell’Associated Press in cui si da la vittoria del  presidente in Alaska. “Con il riconteggio vinceremo anche la Georgia. Pennsylvania e Michigan non hanno consentito agli osservatori di entrare nelle stanze dove si scrutinavano le schede. Illegale!” aggiunge Trump che  poi si lancia a testa bassa contro Fox News. Nelle sue raffiche di cinguettii ha ritwittato le critiche di molti suoi supporter contro la tv di Murdoch, da cui si sente tradito, e il sostegno ad altre tv conservatrici considerate da lui una valida alternativa.

La mancata concessione della vittoria da parte di Trump a Biden sta bloccando oltre ai soldi necessari per la transizione, e i messaggi di congratulazione che i leader politici da tutto il mondo hanno mandato al presidente agli Uffici della segreteria di Stato, anche i briefing quotidiani dei servizi segreti con cui il presidente eletto viene aggiornato sull’evolversi delle situazioni all’estero. Un ennesimo irresponsabile capriccio del presidente sconfitto per mettere  in difficoltà Biden nelle scelte politico-militari che dovrà prendere subito dopo la sua investitura. Proprio questa mancanza di informazioni nelle elezioni del 2000,  dovuta all’incertezza del risultato elettorale tra George W Bush e Al Gore, è stata considerata una delle molte cause per cui la nuova amministrazione Bush sottovalutò la minaccia di Al Qaeda non prendendo in tempo le contromisure agli allarmi che venivano forniti dai servizi segreti con il conseguente attacco dell’11 settembre. Una decisione questa che ha fatto infuriare anche i senatori repubblicani.

Il senatore James Lankford, dell’Oklahoma, falco del Gop, ha dato tempo alla Casa Bianca fino a domani affinché fornisca i briefing anche a Biden. Se la Casa Bianca non dovesse rispettare il protocollo il senatore Lankford ha detto che interverrà direttamente presso gli altri senatori. Alla sua voce si sono aggiunte anche quella del senatore Lindsey Graham, alleato di Trump e quelle dei senatori Chuck Grassley e John Thunee.

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