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LIBERA/ L’oscenitá del potere

di Elisabetta De Dominis

Non ho alcuna speranza che le cose cambino perché gli italiani non vogliono cambiare

 “Bisogna che tutti si fermino a riflettere sulla natura oscena del potere” osserva Nichi Vendola, governatore della Puglia in tv. Sì, quello degli altri. Perché appena uno può esercitare il proprio potere, per piccolo che sia, cerca di ricavarne il massimo vantaggio e non ha alcuna remora di calpestare il diritto altrui.

Questa mattina era posteggiato davanti al mio garage, contrassegnato dal divieto di sosta comunale, un furgone del Comune di Gorizia. Dopo un po’ è uscita da un condominio una messa comunale cicciona, che non aveva avuto voglia di posteggiare regolarmente poco più in là. Le ho urlato che si vergognasse, che una messa comunale non dovrebbe dare il cattivo esempio, considerato che è stipendiata dai cittadini, i quali le multe per divieto di sosta le devono pagare. Mi ha risposto che lei stava lavorando. Lei! Ecco: degli impegni del prossimo a lei non interessava un accidenti! Proprio non capiva, la troglodita civica, perché io fossi così furibonda.

Non ho alcuna speranza che le cose cambino perché gli italiani non vogliono cambiare. Né si può inculcare loro il rispetto verso il prossimo una volta adulti. L’educazione consente a una società di darsi un ordine basato sul rispetto dei diritti civici. Gli ignoranti stanno prendendo il sopravvento nella società, che ormai è priva del senso di riprovazione. Nessuno viene, non dico, messo al bando, ma nemmeno semplicemente disprezzato, come si meriterebbe, e quindi isolato. Ora gli isolati sono coloro che si comportano rettamente, perché sono considerati incapaci di cogliere l’occasione; insomma degli sciocchi con i quali non si può intrallazzare qualche sporco affare.

I giudici hanno assicurato che Tremonti non è indagato, solo il suo ‘maggiordomo’ Milanese… di cui peraltro lui godeva i servigi.  Bisogna lasciarlo candido perché altrimenti finiamo a gambe all’aria. Già lunedì, prima che Tremonti varasse l’iniqua manovra finanziaria, sono stati bruciati 20 miliardi di euro in borsa. Così anche l’opposizione, per paura di essere accusata colpevole della catastrofe, ha ingoiato il rospo e accettato la manovra. Tanto l’importante è non tagliare la  spesa della politica.

Ma dico: come possiamo accettare di farci succhiare il sangue da questi lestofanti, quando non danno neppure il buon esempio? Ora tutti si riempiono la bocca che bisogna chiudere le Province per risparmiare, ma due mesi fa, durante le elezioni, né la Lega né il Pd e nemmeno i maggiori quotidiani hanno detto una parola contro i candidati alle Province che sono stati eletti regolarmente. Perché ognuno doveva piazzare i suoi. Quindi i vecchi dovranno pagare il ticket sanitario, i disabili saranno privati dell’assistenza, quanti lavorano saranno gravati da un ulteriore aumento del carburante, i ceti medi avranno azzerate alcune agevolazioni fiscali; tutto per continuare a mantenere al meglio i politici e i loro familiari sistemati nelle amministrazioni pubbliche. Un consigliere della regione Calabria prende 13.353 euro il mese netti: il doppio di quanto guadagna al lordo il più pagato dei governatori americani, quello dello Stato di New York che percepisce 10.612 euro il mese. Nel primo semestre del 2011 la Sicilia ha speso 1,2 milioni per 103 incarichi di consulenza. Dati questi riportati sul Corriere da Gian Antonio Stella. Senza considerare poi i guadagni occulti, che sono molto più ingenti. 

Così ci siamo quasi dimenticati del Ruby Gate, che peraltro va in vacanza perché la prossima udienza è fissata al 3 ottobre. L’avvocato di Nicole Minetti, l’igienista dentale accusata di essere la tenutaria del bordello berlusconiano, ha sostenuto che è normale in un rapporto che ci sia un dare e un avere, definendolo ‘sentimentale’. “C’è chi ha avuto una Land Rover, chi una Smart, chi un posto in Regione”.  Aggiungendo: “Mi rifiuto di credere che, dopo le battaglie per la libertà sessuale, una donna, che decida liberamente di andare con chiunque, possa essere considerata una prostituta”. 

Noi siamo anormali, perché siamo fuori da questa normalità dove chi si fa ricompensare una prestazione sessuale non è una prostituta ma una donna libera, non essendo stata costretta a farlo. Infatti abbiamo al governo donne e uomini liberi che, grazie al rapporto sentimentale con il premier, hanno riversato sulla scena pubblica l’oscenità delle loro misere esistenze private.

 

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