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ONU/ L’Italia con l’Africa per una risoluzione contro le FGM

Un'immagine della conferenza all'ONU [foto, Riccardo Chioni]

Un'immagine della conferenza all'ONU [foto, Riccardo Chioni]

Fornero e Bonino all'ONU per condannare le mutilazioni genitali femminili

"In Italia oltre 35.000 donne sono state vittime della mutilazione genitale": così ha esordito il ministro del Lavoro e delle Pari opportunitá Elsa Fornero a margine dei lavori delle Nazioni Unite sulla condizione della donna. 
Lunedì sera il ministro, insieme al vicepresidente del Senato e fondatrice della Ong "Non c’è Pace senza Giustizia" Emma Bonino e all’ex presidente del Cile e leader di "UN Women" Michelle Bachelet, ha partecipato alla conferenza "A Worldwide Ban on Female Genital Mutilation: from the Decision of the African Union to the United General Assembly Resolution".
Il Church Center delle Nazioni Unite era stracolmo di donne africane dai vestiti multicolori, e con loro c’era anche Chantal Compaoré, la First Lady del Burkina Faso, che è anche la Coordinator of the International Campaign per mettere al bando le FGM nel mondo e Mariam Lamizana, Presidente della Inter-African Committee on Traditional Practices. Inoltre molte ministre per la famiglia e gli affari sociali di stati come la Sierra Leone, la Guinea, il Togo, il Niger, la Costa d’Avorio, il Senegal, il Camerun.
"Sono orgogliosa che il nostro Paese abbia un ruolo attivo nella lotta contro questa pratica", ha spiegato Fornero, sottolineando l’importanza della sinergia dei vari attori nella prevenzione e nella battaglia per l’eliminazione della mutilazione genitale, che ha colpito oltre 140 milioni di bambine e ragazze in tutto il mondo e che ogni anno fa piú di tre milioni di vittime. "Spero che il 2012 sia un anno di cambiamento – ha aggiunto il ministro – per l’approvazione della risoluzione Onu e forse per la fine della pratica".
"Torno da questo viaggio con un arricchimento personale e spero con un po’ di successo per l’azione dell’Italia nei confronti dei diritti umani. Certamente nel mondo c’è molto da fare ma c’è molto da fare anche nel nostro Paese".
Ieri, all’interno del Palazzo di Vetro il ministro Fornero ha partecipato alla conferenza stampa per la presentazione del concerto della Grammy Awards e ambasciatrice umanitaria dell’Onu Angelique Kidjo, che si è poi tenuto in serata all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Con Fornero e Kidjo, c’erano anche Sarah Dioubate, una vittima delle FMG in Guinea e testimone delle terribili conseguenze per una donna; Babatunde Osotimehin, direttore dell’Unpf (United Nations Population Fund) e l’ambasciatore d’Italia all’Onu Cesare Ragaglini che si detto orgoglioso di poter rappresentare l’Italia per una causa umanitaria così importante. Il concerto di ieri sera sarà anche trasmesso l’8 marzo, in occasione della festa della donna, in Italia e sarà trasmesso nel mondo anche da altre 50 televisioni. Il concerto punta a sensibilizzare l’opinione pubblica mondiale su un problema che mette a rischio ogni anno tre milioni di giovani donne.
"Il governo italiano è sempre stato presente nella difesa dei diritti umani. Il governo di cui faccio parte é del tutto impegnato in questa lotta, nonostante i problemi di bilancio" ha detto Fornero. Si tratta infatti di una battaglia nella quale l’Italia é in prima linea da parecchi anni grazie alle battaglie sul campo iniziate dalla senatrice Emma Bonino fin dai tempi di quando era Commissario Ue ai diritti umani e dalla Ong internazionale create a quel tempo "No Peace Without Justice".
Per Fornero la formula per sconfiggere la mutilazione genitale femminile è di basarsi sulla partnership e la cooperazione, e non sull’imposizione. Ma come ha spiegato la Kidjo, nominata nel 2002 ambasciatrice di buona volontà Unicef, non si può pensare di cancellare una pratica vecchia di secoli in pochi anni e soprattutto, ha ribadito con veemenza la cantante africana, si deve sconfiggere la povertà perché è appunto tra le popolazioni piú povere che é piú difficile sconfiggere queste pratiche . "Per convincere le persone a cambiare mentalitá ci vuole tempo", ha aggiunto la Fornero sottolineando l’importanza fondamentale dell’istruzione. Quando la Hidjo ha detto di non essere una politica e che alle chiacchiere preferisce i fatti, anche la Fornero ha aggiunto: "Anche io, pur facendo parte del governo italiano, non sono un politico di mestiere, quindi…".
In conferenza stampa abbiamo chiesto perché non tanti Stati europei (dove sono la Francia e la Gran Bretagna?), si fossero mobilitati con l’Italia nel cercare di spingere e far approvare all’Assemblea generale dell’Onu la risoluzione contro le FMG. Fornero, molto diplomaticamente, ha detto che la sera del concerto tutti saranno presenti per appoggiare l’iniziativa e che se qualche governo europeo non è stato in questi anni in prima fila nell’aiutare i paesi africani a sconfiggere l’FMG, è semplicemente perché "forse non avevano ben presente il fenomeno e l’evento di questa sera serve proprio a questo, a mobilitare tutti per conoscerlo meglio e combatterlo". 
Alla fine della conferenza stampa, abbiamo richiesto al ministro sulle concrete possibilità di far votare la risoluzione entro il 2012.
"Si mi pare che ci siano i pressupposti, mi pare che ci sia consapevolezza nuova che questa pratica non abbia giustificazione da parte dei paesi africani, e mi pare che i paesi africani siano tutto sommato riconoscenti del lavoro che l’Italia fa per aumentare la loro stessa consapevolezza che è un lavoro di pieno rispetto della loro autonomia ma che vuole per l’appunto agire con una pressione gentile per fare in modo che capiscano e che dicano basta". 
Questo concerto serve per creare attenzione, per far sapere al mondo di questo problema. L’Italia ha fatto fino in fondo il suo dovere quindi?
"Io credo proprio di si. Personalmente non conoscevo Angelique sono rimasta entusiasta di conoscere una donna di tale forza. Sentirò stasera la sua bellissima voce e sono sicura che l’Africa anche attraverso il suo esempio, lei che è anche ambasciatrice dell’Unicef, ecco che l’Africa possa fare grandi passi contro le discriminazione nei confronti delle donne, per l’abbandono della pratica delle mutilazioni genitali e in genere per la crescita civile di tutte le donne".

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