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La protesta dei licenziati da Rai Corp. “Fanno lavorare gli illegali”

La Rai chiude gli uffici di New York lasciando al buio la comunità italoamericana, 38 dipendenti senza lavoro, senza assistenza medica e senza sussidio di disoccupazione", questo il testo del volantino che ieri gli ex dipendenti dell’azienda pubblica distribuivano ai passanti di fronte al Consolato Generale italiano a Park Avenue dove hano inscenato una dimostrazione di protesta.

"Riteniamo che la Rai abbia chiuso illegalmente gli uffici rivolgendosi alla Associated Press dove si trovano ora i 3 corrispondenti dei Tg che lavorano attraverso sub appalti con aziende esterne come Media Kyte di appartenenza ad un ex Rai, marito di una giornalista della Rai" ha spiegato il cameraman Tony Cerullo.

Dal 30 aprile gli ex dipendenti Rai di New York saranno senza assicurazione medica e senza sussidi di disoccupazione perché molti erano stati portati a lavorare nella sede newyorkese con un visto e presto diventeranno illegali, se resteranno sul territorio senza una nuova sponsorizzazione.

Gli ex dipendenti lasciati dalla Rai Corporation in mezzo ad una via, sotto le finestre del Consolato Generale mostrano i cartelli della protesta contro Lorenza Lei che si è aumentata lo stipendio e ha messo sul lastrico 38 famiglie, mentre l’azienda di Sato continua a operare a New York con appalti esterni.

Indossano la maglietta di colore rosso del sindacato Nabet/Cwa che li rappresenta e lanciano accuse precise.

"Media Kyte sta utilizzando del personale illegalmente sprovvisto di visto per lavorare con loro. Se la Rai è stata dismessa, quel visto sponsorizzato dalla Rai ora non è più valido" hanno dichiarato.

Michele Capasso, 64 anni d’età, cineoperatore da sempre, gli mancano 2 anni di servizio alla pensione. "Ancora due anni e ora mi trovo in mezzo alla strada dopo 36 anni che lavoravo con la Rai avendo coperto tutti i presidenti da Pertini ad oggi, tutte le campagne elettorali americane, lavorando per i Tg1, Tg2 e Tg3 con tutti i giornalisti, dal 1978 alla chiusura".

La preoccupazione primaria degli ex dipendenti Rai Corporation è l’imminente scadenza dell’assicurazione sanitaria. "Non c’è nessun paletto sociale" hanno fatto osservare. Gli ex dipendenti hanno spiegato che avevano cercato di scongiurare la serrata della elegante sede nell’edificio storico della At&t con due terrazze panoramiche sulla città inoltrando all’azienda un piano dettagliato per evitare la crisi attuale. Lo ha spiegato Tony Cerullo. "Abbiamo presentato un piano salva-Rai con cui avremo salvato tutti i posti, compreso un ex dipendente gravemente malato che necessita assolutamente dello stipendo e dell’assicurazione medica. La proposta è arrivata a Roma – ha proseguito Cerullo -, l’ha presentata l’avvocato che ci rappresenta ad un tavolo di trattative dove era seduto l’avvocato capo della Rai che ha abbandonato la riunione dicendo che l’azienda non intende parlare con noi". Nonostante – ha spiegato Cerullo – la nostra proposta fosse migliore rispetto a quanto la Rai spende in questo momento appoggiandosi alla Associated Press. La nostra proposta avrebbe salvato tutta la produzione Rai. Non l’hanno accettata. "Probabilmente non era quello che volevano" ha aggiunto Cerullo.

Cosa chiedono gli ex dipendenti? "Il lavoro. Le corrispondenze che si facevano al 32 Avenue of the Americas 8 giorni fa, adesso le stanno facendo in subappalto presso l’AP. Ci hanno tolti di mezzo ed hanno dato il lavoro d altri. Non volete ridarci il lavoro? Dialogate con noi" ha detto il gruppo di dimostranti "Ci sono dei paletti sociali in Italia? Ci sono degli scivoli? C’è un’assistenza medica? Parliamo, la Rai è chiusa ed ha creato un muro di cemento" ha aggiunto Capasso.

Ad un certo punto la Rai ha deciso che la Rai Corporation spendeva troppo ed è passata alla chiusura senza dare spiegazioni "e nessuno ci ha dato retta quando dicevamo di avere un piano salva-Rai. Le lettere sono giunte a tutti i vertici della Rai, ma nessuno ci ha dato retta quando mettevamo in guardia" hanno sottolineato. Nessuno, tranne i corrispondenti, ha un contratto italiano con la Rai Corporation e a rappresentare gli ex dipendenti è il sindacato americano "bisogna però sottolineare che Rai Corporation è figlia della Rai, ma ci stanno trattando come se venissimo da Marte" ha concluso Capasso.

*pubblicato su www.americaoggi.info

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