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CONTRIBUTI ITALIANI IN AMERICA/ Cent’anni di Jacuzzi

di Generoso D’Agnese
I fratelli Jacuzzi agli inizi del XIX secolo

I fratelli Jacuzzi agli inizi del XIX secolo

Emigrati da Valvasone (Friuli) nel 1907, i fratelli resi famosi dalle vasche di idromassaggio hanno in attivo più di 250 brevetti

Era il 1907 quando Francesco, Rachele e Valeriano decisero di affrontare la sorte e di attraversare l’Atlantico, per andare a lavorare come operai ferroviari nello Stato di Washington. Una scelta dettata dalla necessità di sfoltire la numerosissima famiglia, formata da 13 figli, e dalla voglia di provare a far parte del sogno americano. Raggiunti dopo pochi dai fratelli Gelindo, Candido, Giocondo e Giuseppe, i ragazzi guidati dal primogenito Rachele decisero di mettere insieme i propri talenti per lavorare uniti e compatti. Per fondare la Jacuzzi Brothers nel 1915.

Sarà il primo atto di una cavalcata straordinaria che avrebbe portato il nome dei Jacuzzi nell’Olimpo del mercato americano e poi di nuovo a casa, a Valvasone, nella loro terra friulana. E’ una storia segnata dalla genialità, quella che prese avvio in quel lontano 1907 con l’imbarco sul piroscafo per le Americhe. Forte della sua licenza di scuola elementare e di alcuni mesi di corso in una scuola aeronautica di Milano, il primogenito Rachele trasfuse tutta la sua passione per la meccanica nell’azienda di famiglia permettendo alla Jacuzzi Brothers di librarsi in volo.

Iniziata con la costruzione di eliche, l’avventura industriale Jacuzzi si perfezionò con la costruzione di aeroplani nel 1920, per poi arricchirsi strada facendo di numerosi brevetti industriali di successo (200 in soli 5 anni). Il primo successo continentale arrivò con il Jet Pump, un brevetto che implementò l’uso dell’elica per usi agricoli grazie alla realizzazione di una pompa di irrigazione e al frostifugo, una superventola che soffiava aria calda sui campi evitando le gelate.

E l’avventura dei sette fratelli Jacuzzi è una storia decisamente legata agli elementi della Natura. Acqua e aria, tecnologia e prodotti della terra, o meglio la geniale unione di tanti elementi, tenuti insieme dalle geniali intuizioni. L’avventura Jacuzzi è anche una straordinaria intuizione, nata per trovare rimedio a una malattia di un bambino sofferente, e trasformata in un prodotto di prestigio e in un oggetto divenuto presto status symbol per gli uomini di successo.

Partiti da Valvasone, piccolo paese dell’area friuliana flagellato dalla carenza alimentare e dimenticato dal benché minimo segno di speranza per un futuro migliore i pionieri della famiglia Jacuzzi scelsero gli assolati sobborghi di Berkeley come nuovo punto di partenza per una vita migliore. Erano gli anni esaltanti del cinema ai primordi e della conseguente famelica necessità di manodopera specializzata. I fratelli friulani trovarono le loro prime opportunità di lavoro, uno dopo l’altro, negli Studios di Hollywood e assorbendone in pochi anni lo spirito dell’imprenditoriale. Impegnati nelle loro rispettive aziende, i fratelli coltivarono parallelamente il sogno di realizzare un’impresa in proprio, indirizzando i loro sforzi nel settore dei carburanti. La Prima Guerra Mondiale, gravida di disastri e di tragedie umane, permise alla neonata “Jacuzzi Brothers Inc.” di presentare al Dipartimento militare degli Stati Uniti un innovativo propellente per aeroplani incontrando subito il favore degli addetti al settore. In poche settimane, il “tootpick”, carburante specifico per aerei da guerra divenne la “benzina” del cielo, permettendo ai mezzi militari americani di partecipare con ottimi risultati al teatro bellico mondiale. Divenuti in brevissimo tempo specialisti dell’aviazione, i fratelli Jacuzzi presentarono nel 1920 il loro primo aeroplano: Jacuzzi J-7 Reno.

Sarà il primo aereo cabinato monoplano, e incontrerà ancora una volta il successo commerciale; usato nel trasporto postale aereo si rivelò infatti un vero e proprio pony express per le numerose comunità  americane sparse in territori altrimenti difficili da raggiungere (come ad esempio l’Alaska). Abituati a confrontare idee e intuizioni intorno al grande tavolo imbandito per i pranzi, i geniali fratelli Jacuzzi allargarono il proprio raggio d’azione concentrandosi sull’idraulica. La presentazione sul mercato di una pompa idraulica subacquea, aprì, di lì a poco, alla Jacuzzi le porte del mercato internazionale, portando il nome della ditta in tantissime fattorie del mondo, dal Canada al Messico, dal Brasile all’Italia.

In tale humus culturale crebbe Candido Jacuzzi il più giovane della cucciolata friulana. Nato nel 1903 e dotato di grande capacità intellettiva, il ragazzo si inserì ottimamente nel sistema scolastico americano e arrivò facilmente alla laurea in ingegneria, portando anche il suo contributo specialistico nell’azienda di famiglia.

E toccò proprio a lui trovare l’idea che ammantò la famiglia di quell’ alone di leggenda che ancora oggi riverbera sul nome Jacuzzi. Sposatosi felicemente, Candido infatti festeggiò nel 1943 la nascita del figlio Kenny per poi passare, dopo 15 mesi, all’angoscia per l’avvento della malattia. Ammalatosi di artrite reumatoide, il figlio di Candido superò i dolorosi spasmi deformanti grazie alla disperata intuizione del padre, alla ricerca di una panacea a quella ingiusta sofferenza.

Le regolari idroterapie presso un locale ospedale furono la molla che portarono l’ultimogenito degli Jacuzzi a trasformare la pompa idraulica di grande successo in un motore per il getto di aria nelle vasche da bagno. I benefici dell’invenzione non si fecero attendere, pur non potendo realizzare il miracolo della guarigione. Alla ricerca del continuo perfezionamento, Candido disegnò nel 1948 una pompa ad aria specificatamente adattata ai tubi della vasca da bagno e la brevettò come vasca da idromassaggio, vendendola prima alle strutture sanitarie e poi, sempre più diffusamente a clienti danarosi e desiderosi di provare il “brivido” di un bagno rilassante. Il prodotto era alla portata di tutte le tasche, né facilmente veniva compreso dalle famiglie americane.

Inserita stabilmente nei circuiti ospedalieri, la speciale vasca divenne sinonimo di benessere ma stentò a sfondare sul mercato, anche per il suo elevato costo e per le spese di manutenzione. Sarà ancora una volta il cinema a cambiare prospettiva alla geniale invenzione dell’apprensivo padre friuliano.

Dopo una serrata campagna pubblicitaria giornalistica e televisiva la Jacuzzi Bros. Ottenne lusinghieri apprezzamenti da un’ammiratrice entusiasta del prodotto: Jayne Mansfield. L’esuberante attrice si offrì spontaneamente per girare uno spot pubblicitario insieme a Randolph Scott, regalando agli americani un nuovo giocattolo dei sogni e consegnando ai manager di successo, agli attori di grido, ai ricchi industriali un nuovo status symbol da ostentare. Era il 1955 e quella prima invenzione realizzata a fine benefico, si trasformò definitivamente in un prodotto di lusso, per capricci estemporanei di americani annoiati.

Il successo che si riversò sulla Jacuzzi Bros. non fermò il gusto inventivo dei fratelli friulani. Nel 1968 Raimondo (Ray) progettò il primo modello con motore incorporato all’interno dell’anima della vasca, regalando al mercato il prototipo dell’idromassaggio ancora oggi in uso. Fu un’ulteriore rivoluzione nel concetto dei sanitari, e soprattutto rappresentò l’inizio della commercializzazione capillare. Le nuove vasche costavano ancora molto ma diventavano più abbordabili per famiglie di ceto medio: le richieste sommersero letteralmente le scrivanie dell’ufficio vendite dell’azienda!

Il successo dell’azienda non si fermò ovviamente alle vasche da idromassaggio. Gli eredi dei primi fratelli approdati in California svilupparono nuovi prodotti nel settore delle piscine, delle pompe idrauliche e degli scafi jet per il mare. E non si fermò neanche l’inventiva di questa famiglia divenuta americana a tutti gli effetti. Giovanni (John) Jacuzzi, nato in California nel 1929, (la madre era di origine ligure) e figlio di Candido, arricchì con il suo talento la produzione di famiglia e specializzandosi nel settore commerciale. Stabilitosi a Monterrey negli anni Cinquanta, creò una sua particolare stazione di servizio, la cui catena commerciale ancora oggi è in costante fase di espansione.

Altrettanto fortunata fu l’intuizione di Valeriano, un altro dei numerosi fratelli Jacuzzi, che decise di esportare nel Nord della California la sapienza vitivinicola dei propri avi friulani. Oggi la Jacuzzi Wines, con sede a Sonoma, rappresenta un fiore all’occhiello nella produzione di vini pregiati della California. Con il passare degli anni la “Jacuzzi Inc.” seppe gestire al meglio il successo delle sue intuizioni, portando il suo nome in tutto il mondo.

Oggi la Jacuzzi, con un patrimonio di più di 250 brevetti, è l’azienda leader incontrastata del settore, riconosciuta come depositaria dell’autentica tecnologia dell’idromassaggio, con prodotti innovativi e sempre aderenti alle esigenze del pubblico. Il marchio conta 16 stabilimenti produttivi, sparsi tra Stati Uniti, Canada, Italia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Brasile, Cile, Singapore, Taiwan e Tokyo. E dopo tanti anni è tornata a Valvasone, a pochi passi dalla casa avita, per trovare nel paese d’origine la propria sede europea. E per testimoniare il successo mondiale del genio friulano: America, andata e ritorno!

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