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ECONOMIA&TV/ “2012-’13 Season”: da N.Y. a L.A. idee, storie e… soldi

Andrea Goretti con Francesco Mozzetti di Mediaset

Andrea Goretti con Francesco Mozzetti di Mediaset

Manca poco che venga paragonata alle Olimpiadi, in termini di cifre e di reti Tv coinvolte da tutto il mondo. Certo che la nuova stagione Tv Usa è piena di soldi a due livelli: quello pubblicitario e  quello dei contenuti. Il primo è iniziato a New York a metà maggio, il secondo si è concluso ad Hollywood nei giorni scorsi. Sono due rituali che si ripetono da 45 anni, ma non cessano mai di entusiasmare.Giornali come “The Los Angeles Times”, “USA Today” e “The New York Times” vi dedicano pagine intere. Riviste di settore come “VideoAge” e “Variety” per l’occasione pubblicano edizioni speciali. La porzione newyorkese si chiama “Upfronts” e riguarda la presentazione delle nuove serie tv e dei nuovi palinsesti delle reti Tv Usa ai pubblicitari (azenzie e clienti). Seppur si tratti di un gran bazaar, con tutte le star delle serie in parata, il business fa la parte del leone. Durante questo evento, le reti principali (Abc, Cbs, Nbc, Fox e Cw) hanno pre-venduto 9.3 miliardi di dollari in spazi pubblicitari ($ 9.7 miliardi per i canali Tv-cavo), dando forti sconti, e rappresentando fino al’80% dell’inventario pubblicitario (spot) a disposizione delle reti (fino al 65% per i canali Tv-cavo). Il rimanente 20% viene ceduto a tariffe piú alte durante il resto della stagione Tv.

Alcune reti preferiscono pre-vendere meno spot (e quindi garantirsi meno entrate sicure) se prevedono un mercato in ripresa durante l’anno.Da tener presente che questi sono spot per la sola programmazione delle reti per le prime serate, ai quali vanno aggiunti gli spot regionali e locali, per un totale di 71.8 miliardi di dollari (nel 2011), inclusi gli spazi pubblicitari delle reti minori e canali Tv cavo.Finiti gli Upfront è la volta dei Los Angeles (L.A.) Screenings ad Hollywood. Quest’anno gli Screenings hanno attirato circa 1.500 acquirenti dei diritti televisivi (il 50% del totale mondiale) da 66 paesi di tutto il mondo (circa 40 italiani da 10 reti, una ventina in meno dell’anno scorso) per visionare (appunto “screen”) le nuove serie presso gli studio. Ad Hollywood gli acquirenti vengono accolti con tutti gli onori: colazione, pranzi e feste serali.

Quest’anno le piú grandi feste si sono svolte presso Disney, Nbc Universal (che ha celebrato i suoi 100 anni) e Warner Bros. Le feste rappresentano un’opportunità per gli “studios” di mettere in mostra le loro nuove star, creando così un “legame” con le serie che vendono a peso d’oro, infatti agli studio gli L.A. Screenings produrranno il 60% delle loro entrate annuali. Seppur il numero totale di acquirenti sia rimasto invariato rispetto al 2011, quest’anno sono arrivati meno dirigenti dalle reti Tv tradizionali (seppur quasi tutte siano rappresentate) e piú acquirenti di diritti digitali per societá come Netflix, Google, Apple e Hulu.

Luca Macciocca con Guido Pugnetti della RAI

 

Intorno a questo bazaar hollywoodiano si é sviluppato un mercato secondario per i produttori e distributori indipendenti che hanno affittato delle suites al Century Plaza Hotel sperando che alcuni dei 300 e passa acquirenti dall’America Latina passino a visitarli. Questa fiera “organica” nata (come pure quella degli studio) senza una reale organizzazione centalizzata, ha attirato 80 societá (6 in piú dell’anno scorso) da 14 paesi, inclusi Italia (Rai Sales), Turchia, Israele, Germania e Francia. Gli indipendenti si concentrano sui latino-americani poiché questi sono disposti ad andare a Los Angeles alcuni giorni prima che gli studio inizino i visionamenti, mentre il resto degli acquirenti arriva solo in tempo per visitare gli studio. Ciò significa che i latini restano ad Hollywood per oltre 10 giorni, contro i 5 degli altri.

D’altro canto, gli L.A. Screenings rappresentano per i latino-americani la loro fiera principale, seguita dal Natpe di Miami a gennaio e poi Mipcom a Cannes ad ottobre.Gli studio possono iniziare i visionamenti alla fine degli Upfronts solo quando sanno esattamente le serie per le prime serate che i network hanno scelto per la nuova stagione. In termini di contenuti, sono state confermate 39 serie dagli 88 piloti ordinati dalle reti principali. Di queste 23 sono fiction e 16 commedie. La Nbc è stata la rete con il maggior numero di nuove serie (13) seguita da Abc (10) e Cbs (7). Nonostante il gran numero di fiction (preferite dagli acquirenti internazionali), le reti hanno scelto molte nuove commedie (sitcom). Ad esempio, Nbc ha programmato nel suo palinsesto ben 7 commedie. Era dal 1977 che non si vedeva un cosí alto numero di sitcom, quando la Nbc metteva in onda 18 commedie, mentre Cbs ed Nbc ne avevano 12 ciascuna. Per le reti Tv le commedie hanno due vantaggi: occupano mezz’ora invece che l’ora delle fiction (quindi se non funzionano il rischio è dimezzato) e sono meno costose da produrre.

Il rischio però aumenta se queste vengono programmate una di seguito l’altra, con un effetto trainante se la prima non funzionasse. Per quanto riguarda le fiction, Guido Pugnetti, responsabile degli acquisti Tv per la Rai, e Luca Macciocca, responsabile Rai della valutazione dei nuovi prodotti, hanno segnalato, tra i titoli che potrebbero avere successo in Italia, diverse serie della Cbs: “Elementary”, una versione moderna delle avventure di Sherlock Holmes; “Beauty and the Beast”, versione poliziesca della fiaba omonima; “Vegas”, un western ambientato nella Las Vegas degli anni ’60; ed “Emily Owens”, una serie ambientata in un ospedale con Mamie Gummer, figlia di Maryl Streep, come protagonista. Tra i nuovi prodotti Disney Pugnetti ha indicato “Red Widow”, la storia della vedova di un criminale assassinato che prende le redini della sua impresa criminosa.

Dalla Sony Pictures le preferite sono “The Mob Doctor” su di un medico chirurgo ricattata dalla Mafia, e “The Last Resort” sulle peripezie di un sottomarino nucleare, per quest’ultima la realizzazione del solo pilota è costata 14 milioni di dollari. Andrea Goretti, capo della direzioni acquisti diritti a Mediaset, ha segnalato alcune serie di Warner Bros. e Nbc-Universal, visto che la società ha un’esclusiva con entrambi gli studio, ma Goretti ci tiene a puntualizzare come Mediaset abbia anche “ottimi rapporti con Disney, Fox e gli altri studio”.

Infatti anche lui ha indicato come interessanti "The Mob Doctor” e “The Last Resort” di Sony, e tra le nuove proposte Disney “Red Widow” e “Zero Hour”, un intrigante complotto.

Ci sarebbero anche da segnalare due lezioni di bon ton da parte dei latino-americani. La prima arriva da Caracol, rete Tv colombiana che ha introdotto una nuova serie intitolata “Pablo Escobar: l’impero del male”. Alla presentazione (durante la quale il protagonista principale si é presentato dentro una gabbia) seguita da un ricevimento, sono stati invitati i dirigenti della Rcn, la principale rete concorrente.Poi, alla festa in onore di Marcel Vinay Sr., dirigente della rete Tv messicana Tv Azteca (da 45 anni nell’industria televisiva), non nancava nessun concorrente, neppure Televisa, loro principale antagonista.

Alla celebrazione sono apparsi dirigenti da tutta l’America Latina e mondo Tv ispanico (Latini negli Usa).

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