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USA/ Marijuana a Manhattan

Cuomo e Bloomberg concordano su nuove leggi più permissive. Sanzioni solo civili per il possesso di cannabis sotto i 25 grammi. Il sindaco: "un giusto compromesso"

Marijuana sì, ma in piccole quantità. La notizia apparsa ieri sul ’New York Times’ ha colto di sorpresa tutti i residenti dello stato di New York e non solo: il governatore Andrew M. Cuomo e il sindaco della omonima città, Michael Bloomberg, sarebbero infatti d’accordo nel depenalizzare il possesso di marjiuana. Cuomo vorrebbe che una proprietà pari o inferiore a 25 grammi fosse considerata solo una violazione punibile con un’ammenda massima di 100 dollari, in caso di prima infrazione.

Tra le motivazioni di questa proposta del governatore vi sarebbe il riscontro di un abuso dello ’stop and frisk’ (ferma e perquisisci) strumento utilizzato dalla polizia di New York per controllare persone sospette. Questo avrebbe provocato la discriminazione in particolare di neri e sudamericani, i quali, pur non avendo commesso crimini sono stati spesso fermati, perquisiti e molte volte arrestati per il possesso di piccole quantità di cannabis.

Tutto ciò non darebbe tanto a parlare, se ci trovassimo ad esempio in un altro Stato, magari come l’Italia o la Spagna, dove un giovane maggiorenne anche se fermato per aver fumato uno spinello non vede necessariamente il proprio futuro segnato da questo episodio. Ma in America non funziona così. L’arresto per un crimine come il possesso di droghe leggere, può segnare il destino di una persona, impedendone qualunque futuro accademico o lavorativo.

I sostenitori della nuova legge, meno severa quindi rispetto al passato, ma che prevede l’arresto per chi fuma in pubblico, hanno ricordato ppunto che anche una piccola macchia nella fedina penale di un cittadino può rappresentare un enorme ostacolo per l’educazione e l’occupazione, costituendo principalmente uno svantaggio per minoranze e persone che vivono nei quartieri poveri. Cuomo ha fatto presente ieri – durante la conferenza tenutasi nella capitale di Albany– l’urgenza del cambiamento di questa normativa, che dovrà avvenire il prima possibile. Ancora una volta, il governatore ha ribadito come la rigidità della regolamentazione ha offeso per troppo tempo le migliaia di persone a cui la polizia ha chiesto, spesso umiliandole, di “vuotare le tasche”.

Appare strana invece la posizione assunta da Bloomberg, che ha mostrato in questa vicenda uno strano cambiamento di rotta. Il sindaco di New York City, durante la sua amministrazione ha sostenuto fortemente le perquisizioni e i relativi arresti. Nel caso della proposta di Cuomo però, si sarebbe ricreduto perché, come ha affermato lui stesso “costituisce il giusto compromesso” in quanto permetterà comunque alla polizia di prendere in custodia chi fuma marjiuana in pubblico.

Il capo della polizia di New York City, Raymond Kelly, ha preso parte alla conferenza, a dimostrazione del suo sostegno alla proposta. Non è la prima volta che Kelly tenta di cambiare la normativa. Un anno fa, pubblicava un memorandum destinato ai suoi agenti in cui ordinava loro di non arrestare chi trovato in possesso di marjiuana, se non in pubblico. Questa mossa suscitò molte critiche. In realtà anche se non ha generato grandi cambiamenti, aveva del potenziale. Poteva, infatti, significare moltissimo per tutti i giovani fermati e arrestati come se fossero criminali. Quando gli è stato chiesto ieri il perché di tutti quei fermi -più di 50mila lo scorso anno- Kelly ha dato la stessa risposta di un anno fa: cioè, che le persone che hanno un problema con questa legge dovrebbero semplicemente richiedere di cambiarla. Cosa, tra l’altro, che lui stesso ha definito come una opzione migliore “dell’avere poliziotti che chiudono un occhio davanti alla legge”. In sostanza meglio avere tutto per iscritto.

La questione potrebbe quindi portare cambiamenti e novità anche in altri Stati degli USA in cui la legge sul possesso di droghe leggere è ancora piuttosto rigida. In realtà nel corso degli ultimi anni circa una dozzina di Stati hanno già modificato le loro normative in merito, decriminalizzando il possesso di cannabis, ultimi in ordine di tempo Connecticut e California. Particolarmente eclatante è stato proprio il caso della California, dove nell’Agosto del 2010 i rappresentanti del Latino Voters League (LVL) e della National Black Police Association avanzarono la Proposition 19, anche nota come Regulate, Control & Tax Cannabis Initiative of 2010. Se fosse andata in porto la proposta – mai passata, ma solo per 53.8% no, contro il 46.5% di sì- avrebbe permesso la legalizzazione non solo del possesso (da parte di maggiorenni) ma anche della coltivazione della marjiuana prevedendo addirittura un programma di produzione e vendita regolato dal governo. 

Questa iniziativa permetterà che la legge sia applicata in modo più chiaro, senza l’ausilio di memorandum da parte della polizia, messa talvolta in situazioni scomode. Il cambiamento inizierà quindi proprio da Manhattan – che d’altronde in origine si chiamava pur sempre New Amsterdam.

*Pubblicato precedentemente su www.lindro.it

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