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STATEN ISLAND/ Un’isola sempre più italiana

Nella foto da sin.: Philip Rampulla  Gina Biancardi, John Profaci Louis Calvelli, Leonard Rampulla

Nella foto da sin.: Philip Rampulla Gina Biancardi, John Profaci Louis Calvelli, Leonard Rampulla

Con Luis Calvelli, direttore esecutivo della Fondazione Culturale Casa Belvedere di Staten Island, facciamo il punto sull’istituzione simbolo dello scenario italiano di NYC

Dopo tre anni dalla sua inaugurazione la Casa Belvedere di Staten Island, fondata e presieduta da Gina Biancardi- Rammairone, sembra essersi definitivamente affermata come uno dei punti di riferimento principali della cultura italiana nel suo vasto ambiente di New York. La fondazione continua ad aderire con convinzione alla sua originale dichiarazione d’intenti e l’obiettivo fondamentale rimane la promozione della cultura italoamericana contemporanea nelle sue varie espressioni: arte, moda, cinema, musica, letteratura e cucina. A parte le possibilità che la Casa Belvedere offre ai suoi frequentatori, gli organizzatori mirano a creare un ambiente gradevole che serva come un punto di riferimento e faciliti l’incontro delle persone che condividono la passione per la cultura italiana.

Potrà forse sembrare un po’ sorprendente, per alcuni dei nostri lettori, sapere che la Casa Belvedere venga sempre più frequentata da non-italiani, o almeno da persone che non parlano l’italiano. Louis Calvelli, direttore esecutivo della fondazione, ha condiviso con America Oggi, le idee forti che fanno da bussola alla missione della Casa Belvedere: "Il nostro obiettivo sin dall’inizio é stato di preservare la ricchezza della storia e cultura italiana, e in particolare quella degli italoamericani, perchè quest’ultima ha le sue proprie specificità. Ultimamente i nostri sforzi si sono ancor di più concentrati sulla necessità di servire un pubblico che non parla l’italiano e molto spesso nemmeno ha origini italiane; un pubblico che certamente è fortemente attratto e affascinato dalla cultura italiana, ma che non ha legami formali con l’Italia. Per questo le nostre classi di lingua, cucina e conoscenza dei vini hanno avuto un grande successo e popolarità tra i nostri membri".

Alla nostra domanda su quali siano state le sfide più difficili che i fondatori della Casa Belvedere hanno dovuto affrontare durante questi primi tre anni, Calvelli si è concentrato su due fonti di difficoltà principali: la conversione della Casa da una dimora privata ad un centro culturale per uso pubblico e la raccolta di fondi. "I lavori sulla ristrutturazione della Villa hanno dimostrato di essere uno degli ostacoli più grandi che abbiamo dovuto superare. I progetti che uno fa nella sua mente prima di metterli in pratica sono sempre un po’ utopici. E così è capitato anche noi. Avevamo questo grande sogno di dare alla comunità italoamericana un centro dove immergersi nella cultura e la storia dell’Italia, ma quando abbiamo cominciato i lavori pratici, ci siamo trovati davanti ad un sacco di piccoli contrattempi imprevisti: rispettare tutti i requisiti della legge, osservare le regole di sicurezza (installare sistemi anti-incendio, per esempio), ristrutturare fondamentalmente alcune delle camere per adeguarle alle classi di lingua, ecc.

E per ultimo non posso non menzionare le difficoltà di trovare fondi per completare il nostro progetto. Siamo particolarmente grati alla Città di New York per il generoso aiuto di circa 1,6 milioni di dollari che ci ha offerto".

Il Direttore Calvelli ha anche condiviso il suo entusiasmo per l’ambizioso progetto d’espansione della Casa Belvedere. I fondatori stanno già pianificando la conversione di tutta la proprietà in un vibrante campus della cultura italiana.

Il futuro progetto prevede un nuovo, completamente staccato e indipendente edificio delle arti culinarie dietro la Casa. Questo ampliamento della Villa sarà costruito in concordanza con l’architettura e l’integrità del resto della proprietà. Il nuovo edificio ospiterà un’Accademia Culinaria completamente attrezzata che offrirà una ricca scelta di classi di cucina così come la formazione ufficiale per degli chef prefessionali. Per di più l’edificio includerà uno spazio specialmente preservato per esposizioni e un’intallazione per banchetti con viste mozzafiato. Un museo Italo-Americano è un altro progetto sull’agenda dei fondatori: il museo che funzionerà anche come boutique, sarà il quarto nuovo edificio che apparirà sul Campus della casa.

Finalmente i fondatori prevedono altre ristrutturazioni dei dintorni della Villa. La collina dietro la Casa sarà trasformata in un piccolo vigneto-boutique che sarà a disposizione dei membri e degli studenti. Il vigneto sarà anche incorporato nel programma di studio dell’Accademia Culinaria. La serra costituirà un altro progetto ambizioso e originale che gli organizzatori della fondazione Belvedere vogliono offrire al pubblico. La serra, presumibilmente piena di erbe e verdure fresche durante tutto l’anno, sarà curata dagli studenti dell’Accademia Culinaria. Oltre a quest’impresa i fondatori pianificano la costruzione di un giardino organico con frutti e verdure di stagione che possono crescere vigorosamente nel clima di New York.

Per ultimo Calvelli ci ha annunciato il programma della Fondazione per l’autunno che sarebbe una continuazione degli eventi estivi alla Casa, il più grande fra i quali quest’estate è il film festival Cinema sotto le stelle. Cominciato il 7 giugno il festival all’aperto ha per obiettivo di introdurre il pubblico al cinema italiano contemporaneo mostrando alcuni dei film più premiati del decennio scorso. Le proiezioni hanno luogo alla Villa ogni giovedì alle 8 pm, i film sono in italiano con sottotitoli in inglese. Per certe produzioni gli organizzatori hanno anche invitato esperti nella sfera del cinema per introdurre le opere. L’esplorazione del panorama del cinema italiano di oggi questa settimana è continuato con Romanzo Criminale. Il film di Michele Placido del 2005, già ben ricevuto in Italia, racconta la storia della Banda della Magliana, uno dei gruppi criminali più potenti che ha dominato la malavita di Roma dagli anni ’70 al 1992. Ad introdurre il film c’era l’attrice-regista e insegnante di teatro Laura Caparrotti.

Il calendario autunnale si aprirà il weekend del 21-23 settembre con lo show "Motori d’Italia". L’evento avrà come obiettivo di mostrare alcuni dei veicoli italiani più rinomati. Così sabato, settembre 22, dalle 11 alle 17, il pubblico avrà l’opportunità di ammirare le Alfa Romeo, le Ferrari, le Fiat, le Lamborgini, le Maserati e alcune potenti Ducati cosi come anche delle scattanti Vespe che saranno parcheggiate sul prato centrale della Villa. In accordo con la tematica dell’esposizione, alla mostra ci sarà una collezione d’immagini "paparazzi", foto originali degli anni ’50 e ’60, scattate esclusivamente in Italia.

Le fotografie mostrano celebrità con le loro automobili preferite dal prestigioso Archivio Cicconi. Più tardi in ottobre, il mese dedicato ad Amerigo Vespucci, la Casa Belvedere sarà ospite di un colloquio del Prof. Louis Leonini. Il Prof. Leonini segnerà i cinquecento anni passati dalla morte del grande esploratore, navigatore e cartografo italiano, e commemorerà il contribuito di Vespucci alla storia Americana. L’evento si concluderà con un’esplorazione panoramica di molti altri italiani che hanno contribuito alla creazione e condizionamento della "Storia Americana" con le loro attività in quasi ogni sfera del progresso umano.

Questi sono solo due degli affascinanti eventi con cui si è riempito il calendario della Casa Belvedere di Staten Island per i mesi post-estivi. Con tutti gli altri progetti in espansione e sviluppo, sembra che la Fondazione della Cultura Italiana continuerà a stabilirsi come uno dei centri più importanti e autorevoli nella promozione della cultura italiana e italoamericana a New York.

 

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La letteratura esoterica di Bartolomeoli

Mercoledì 11 luglio a l W h i t e & C h u r c h Lounge, Elena Perazzini ha presentato l’evento “Pick Your Favorite Mystery!”, il lancio ufficiale delle opere di Alessandro Bartolomeoli.

Alessandro Bartolomeoli ha sviluppato la sua passione e interesse nei temi dell’ esoterismo e del mistero mentre studiava scritti inediti di Salvador Dali e affreschi antichi nella Chiesa del Castello di Rennes in Francia. La sua ricerca l’ha ispirato alla scrittura di “Cui Prodest?”, pubblicato nel 2009 da AIEP Editore, San Marino. Il romanzo è stato ben ricevuto dal pubblico e la stampa italiana.

In foto Alessandro Bartolomeoli

 

Dopo il successo del suo primo romanzo Bartolomeoli ha pubblicato “Nell’ombra della notte”, Edizioni Bastogi, 2010, e sta attualmente cooperando con Gianni Golfera, un esperto nella sfera delle tecniche di sviluppo della memoria, per un manoscritto su Giordano Bruno e sull’arte della memoria.

.Il primo libro “Cui prodest?” (Chi ne giova?) è una tragedia ricca di suspense, fondata su avventimenti reali, dove uno scrittorre, Alex, comincia a investigare trenta anni di omicidi commessi dal Mostro di Firenze in concomitanza con il mistero del Castello di Rennes in Francia…. Il secondo libro, “Nell’ombra della notte” è un thriller che comincia con un un uomo in stato permanente di amnesia.

Un gran numero di scienziati i quali lavorano sul suo Dna vengono ritrovati morti in circostanze misteriose tra la Florida e New York. Truffe di corporazioni farmaceutiche, arme biologiche, e una nuova scienza che ha come obiettivo di migliorare la composizione genetica di certe popolazione sono i motori tematici che sviluppano la storia, quando allo stesso tempo l’umanità dei protagonisti denuncia "i mostri della scienza", il mondo di imbrogli infiniti così come i poteri occulti.

L’evento al White&Church Lounge è incominciato con la proiezione di un video che ha riassunto l’opera di Bartolomeoli. Dopo l’introduzione interattiva, il pubblico ha avuto l’opportunità di vedere un’intervista tradotta in inglese dalla scrittrice e blogger americana Annie Shapero che ha aiutato i presenti a conoscere l’autore italiano e i temi da lui esplorati nei suoi libri. Il pubblico fatto arrivare dagli organizzatori per incontrare il giovane Bartolomeoli era incoraggiato a leggere e recensire dei libretti con degli estratti tradotti in inglese dai due romanzi dello scrittore; i presenti dovevano poi dare la propria opinione su quale dei due libri sarebbe stato più adatto per il cinema. Una coinvolgente esperienza culturale che ha offerto ai presenti una gradevole immersione nella letteratura italiana contemporanea.

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