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PRIMO PIANO/ Tradizione italoamericana

Ralph Marasco fuori dall’Italian American Cultural Center of Iowa, a Des Moines.

Ralph Marasco fuori dall’Italian American Cultural Center of Iowa, a Des Moines.

Des Moines, l’Italian American Cultural Center of Iowa, fondato negli Anni ’80, cerca una nuova location per promuovere usanze e sapori

A promuovere e conservare la cultura italoamericana in Iowa ci pensa l’Italian American Cultural Center of Iowa, nel centro di Des Moines. Uno spazio costruito in città, al 1961 di Indianola Avenue, agli inizi degli anni ’80, che punta oggi a rinnovarsi, con una nuova e più moderna location che sia in grado di accogliere la comunità italoamericana, offrendole un punto di incontro per viaggiare tra le tradizioni e i sapori del Bel Paese, o per andare a ritroso nel tempo, alla ricerca delle proprie origini. Invecchiato dagli anni, è ora infatti tempo di cercare una nuova casa per il Centro: una struttura che sia più accogliente e funzionale, e che possa continuare ad offrire la vasta gamma di servizi ed attività con lo scopo di promuovere la cultura e le tradizioni italiane in Iowa.

Si chiama Ralph Marasco, ha settant’anni, ed è da sempre attivo all’interno della comunità italiana radicata in città. È lui, figlio di un panettiere di Des Moines, che sta vagliando ogni possibilità, spazi e costi della nuova location per il Centro. Si punta ad una proprietà nella parte sudorientale della città: oggi deposito di scarti metallici, quest’area di Southeast First Street sembra avere tutti i requisiti per diventare il nuovo punto di incontro della comunità italoamericana, e per rivitalizzare il lungo fiume di Des Moines.

“L’obiettivo è quello di creare un punto di riferimento per la salvaguardia, la protezione e la promozione della cultura italiana”, dice Marasco, ben consapevole del fatto che, “ovviamente, tutto dipende dai dollari”. La stessa panetteria del padre di Marasco si trovava proprio dove sorge l’attuale Italian American Cultural Center, al 1961 di Indianola Ave. Da meeting hall, a museo della storia e delle tradizioni italiane, fino a “biblioteca genealogica” nella quale andare alla ricerca dei propri antenati, il centro racchiude da anni le tracce di uomini e donne che hanno segnato la storia della comunità italoamericana.

Foto di matrimoni celebrati in tutto lo Stato, ma anche immagini che immortalano personaggi protagonisti di questa realtà in cui Italia e America si mescolano: le pareti dell’attuale Museo sono popolate da volti e oggetti che evocano un passato tutto italiano. Così, accanto ai ricordi di mariti e mogli emigrati in Iowa, le tracce del nostro Paese possono essere ritrovate negli utensili esposti nelle vetrine del Museo, che vanno dall’ambito gastronomico a quello artigianale, dall’oreficeria, alla ceramica, fino alla cristalleria.

Infine, tanti display dove immergersi nel passato, con l’obiettivo di ancorare la memoria del l’Italia alla contemporaneità. Proprio per questo il Museo organizza attività singole o di gruppo come le lezioni di cucina, i corsi di lingua italiana o di danze popolari, le proiezioni di film, e i viaggi in giro per l’Italia, fino alla scoperta dei festival locali. Ogni anno il Centro si rinnova con nuove iniziative, come le divertenti “Dinners with Culture” introdotte nel 2008: una volta al mese gli chef di noti ristoranti dell’area cucinano una deliziosa cena per il Cultural Center, con un menù ricco di specialità della nostra cucina.

L’attuale edificio esige ora più che mai spazi nuovi che possano ospitare, ad esempio, una cucina moderna dove conservare i sapori della nostra arte culinaria, e che siano in grado di far fronte all’alta affluenza dei frequentatori del Centro. La somma destinata alla costruzione del nuovo Italian American Cultural Center è di 165,000 dollari tra i quali 65,000 dai proventi del gioco d’azzardo controllati dagli amministratori della Polk County dello Iowa, e 99,250 ottenuti in gran parte grazie alla donazione di un anonimo benefattore.

Sono queste le cifre investite nella ricerca e nello studio delle potenzialità del nuovo sito, che precedentemente ospitava la sede della Gillotti Construction. Si tratta di un terreno di circa 6,5 ettari, nel sud del fiume Des Moines e vicino al noto Mullets Bar, che offrirà tutto quello di cui il nuovo centro culturale ha bisogno, come assicura Marasco. Anche John Mauro, il Supervisore della Polk County dell’Iowa, è con vinto delle potenzialità di quest’area, sicuro del fatto che le numerose stanze della proprietà potranno ospitare un ristorante italiano ma anche un fornaio e, perché no, un mercato dove trovare prodotti e specialità locali. “Penso che sarebbe un ottimo affare se riuscissimo a realizzare l’intero progetto”, ha dichiarato Mauro. “Per me è una grande cosa e spingerò affinché sia realizzata”.

La domanda che ci si pone ora è la seguente: quando i cittadini di Des Moines potranno finalmente godere dei nuovi spazi? Marasco parla di qualche mese, il tempo necessario per cercare di agire in armonia con le esigenze ambientali ed architetturali del Centro, e per esaminare le eventuali opzioni di finanziamento che il governo potrà offrire.

Si spera infatti in una somma di denaro che possa cofinanziare la costruzione di un edificio a basso consumo energetico. Tuttavia una quindicina di giorni fa John Mauro ha minimizzato la possibilità di specifiche sovvenzioni da parte della Polk County per l’acquisizione del terreno. Sottolineando l’impegno preso dalla Polk County nella costruzione del Centro, Mauro ha però ammonito: “Sono certo che faremo parte del progetto, ma noi non possiamo essere la gran parte di esso. La comunità italiana deve farsi avanti, e deve metterci del suo”.

Come a dire, vi diamo una mano, ma non prendetevi tutto il braccio! Per il momento dunque la ricerca di finanziamenti continua. L’obiettivo di Marasco però è ben chiaro: una struttura di circa 25,000 piedi che sfrutterà il riscaldamento geotermico, e che possa essere una casa accogliente per la cultura e le tradizioni italiane. L’Italian American Cultural Center of Iowa dovrà essere al passo coi tempi, ospitando eventi e mostre che possano coinvolgere un pubblico eterogeneo, di tutte le età, per un ventaglio inesauribile di attività.

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