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1 maggio, la festa del lavoro che non c’è

di Linksicilia.it

Ci arriva questa Voce di LinkSicilia.it, il quotidiano on line diretto da Giulio Ambrosetti: non siamo sempre d'accordo, ma pensiamo sia importante che gli italiani a New York e nel mondo conoscano meglio l'atmosfera pesante che si respira nell'isola e nell'Italia tutta il Primo Maggio.

Oggi, 1 maggio, anno di grazia 2013, l’Italia ‘festeggia’ il lavoro che non c’è. L’articolo 1 della Costituzione, di fatto, è stato sospeso, in attesa – questo è quello che noi ci auguriamo – che l’Italia esca dall’Unione Europea, o che l’Unione Europea abdichi in favore ella Ragione, ridando la libertà ai Paesi che sono caduti in questa trappola.

‘Peccato’ che a ‘festeggiare’ il Primo maggio, quest’anno, non ci sia Mario Monti, l’uomo che ha ‘rinnovato’ il mercato del lavoro, ‘liberando’ i lavoratori italiani da tanti diritti e, contemporaneamente, dando al possibilità a tanti italiani di suicidarsi (ricordate? nella primavera dello corso anno, quando la retorica italica dipingeva il Professore come il Salvatore dell’Italia, lo stesso faceva la conta di chi si era tolto la vita per disperazione e sosteneva che, in fondo, l’Italia era sotto la media…).

Al suo posto c’è Enrico Letta, un democristiano ‘riverniciato’ dal Pd. Da lui gl’italiani si attendono “Immancabili destini”, per dirla con il ‘Vate’.

Intanto, in attesa che il nuovo Governo ci delizi con nuove iniziative ‘europeiste’, ci godiamo l’economia italiana, festeggiando il lavoro che non c’è. L’agricoltura siciliana è un disastro. Da mesi “Striscia la notizia” documenta che nelle più grandi città dell’Unione Europea i negozi e i supermercati sono pieni di prodotti agricoli italiani ‘taroccati’. Miliardi di euro che dovrebbero andare alle imprese agricole italiane finiscono, invece, ai truffatori di mezza Europa.

Eh già perché a produrre (si fa per dire) prodotti agricoli ‘italiani’ rigorosamente ‘taroccati’ sono quei Paesi che poi impongono ‘sacrifici’ all’Italia. Megatruffe davanti alle quali la Commissione Europea e il Parlamento Europeo non muovono in dito. Una bella storia, no?

L’industria ha chiuso i battenti. O quasi. A cominciare da quella automobilistica. Del resto, on la benzina a 2 euro, i redditi sempre più bassi, le tasse sempre più all’insù, le famiglie sempre più povere come si fa a pensare ad acquistare un’automobile? Solo i ricchi, ormai, si possono permettere un’automobile nuova. E l’artigianato, le piccole e medie imprese, gloria e vanto, un tempo, dell’economia italiana? In profonda crisi. Ad esportare sono sempre più poche. Chi lavora per il mercato interno sconta una domanda al consumo sempre più bassa e una pubblica amministrazione che non paga.

Il Governo Monti, del resto, invece di pagare le imprese, ha fatto ‘ingrassare’ le banche: vedi il ‘prestito’ da 4 miliardi di euro al Monte dei Paschi di Siena, Banca che è ancora in piedi nonostante i ‘buchi’ e le inchieste giudiziarie. Se si fosse trattato di una Banca del Sud del nostro l’avrebbero già crocifissa, la Banca d’Italia avrebbe già inviato i commissari, i giornali del Centro Nord d’Italia avrebbero fatto chilometriche inchieste sugli ‘scandali’ e sulle mafie.

Invece non succede nulla. Perché? Perché è una Banca vicina al Pd e a Belusconi – che non a caso governano insieme – e il finale è già scritto: oltre ai 4 miliardi di euro di ‘prestito’ di cui ha già beneficiato, il Monte dei Paschi di Siena riceverà altri aiuti dallo Stato e non chiuderà i battenti.

Per molto meno la Banca d’Italia ha preteso la chiusura di Sicilcassa e Banco di Sicilia. Ma queste due banche, per l’appunto, erano della Sicilia. Mentre il Monte dei Paschi è protetta dai poteri forti e non verrà toccata. Questa è la Giustizia italiana: forte con i deboli e debole con i forti.

L’1 maggio, in Italia, è anche questo: la ‘festa’ del lavoro che non c’è più, la ‘festa’ dei diritti dei lavoratori calpestati, la ‘festa’ dei disoccupati (in Sicilia dovremmo essere in ‘testa’ alla classifica con prospettive di rimanerci dopo lo scippo di 800 milioni di euro operato dal Governo nazionale: scippo sancito dalla Finanziaria regionale approvata ieri sera dal Parlamento siciliano), la festa della Banca d’Italia che utilizza due pesi e due misure: penalizzazone sistematica del Sud e aiuti ai limiti dell’indecenza, se non ben oltre agli ‘amici’ del Centro Nord Italia, meglio se sono massoni (possibilmente del rito scozzese antico ed accettato, alias ‘grembiuli’ Doc). In questo Paese, dal 1860 in poi, siamo finiti pure noi siciliani. Ora, oltre che in Italia, siiamo pure nell’Unine Europea… Ci resteremo? Noi ci auguriamo di no. Intanto ‘godiamoci’ questo uno maggio tra disoccupati, esodati, Monti senatore a vita, sognando il lavoro…

*Pubblicato su Linksicilia.it

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