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La “Pasticca Connection” tra il Canada e la Sicilia

I funerali del boss siculo-canadese Rizzuto

I funerali del boss siculo-canadese Rizzuto

La mafia gestisce il business degli spicofarmaci tramite la famiglia siculo-canadese dei Rizzuto, che si servirebbe di un affiliato spagnolo, Juan Ramon Fernandez Paz, visto recentemente a Bagheria e da ieri latitante ricercato dai carabinieri

La mafia fa i soldi con gli psicofarmaci. Tra i tanti business gestiti dai mafiosi questo, almeno in Sicilia, mancava. E siccome viviamo tempi di crisi, i boss pur di guadagnare si sono lanciati anche in questo affare. A gestirlo un personaggio singolare: spagnolo, maestro di arti marziali, sbarcato a Bagheria dopo un lungo soggiorno nelle carceri canadesi. È Juan Ramon Fernandez Paz, 57 anni, da ieri ufficialmente latitante.

Alto, robusto, una specie di armadio a due ante, per mesi i carabinieri lo hanno seguito monitorando i suoi contatti con la famiglia di Bagheria, soprattutto quelli con Giuseppe Salvatore Carbone e Pietro Sorci. Poi però ha sentito puzza di bruciato ed è sparito dalla circolazione. È lui l’uomo della «pasticca-connection», il trafficante che ha fatto scoprire una nuova attività ai mafiosi.

Di lui gli investigatori hanno iniziato ad occuparsi nell’aprile dello scorso anno, quando ai carabinieri del Ros arrivò una precisa segnalazione della polizia canadese, le «giubbe rosse». Fernandez Paz era stato appena scarcerato in Canada, avevano finito di scontare una pena a 10 anni per estorsione, traffico di droga e armi. Subito dopo era stato espulso, e dopo una breve permanenza in Spagna era approdato a Bagheria. Perchè proprio lì. Perchè a Bagheria, spiegano gli investigatori, c’erano i familiari di Michele Modica, detto «l'americano», e Andrea Fortunato Carbone, (fratello di Giuseppe) attualmente detenuti per associazione mafiosa. I due in Canada avevano avuto un passato turbolento, nell'aprile del 2004 a Toronto qualcuno cercò di farli fuori a colpi di mitraglietta dentro un bar, ad avere la peggio però fu una passante che rimase paralizzata. Uno dei tanti agguati, nel civilissimo Canada, sconvolto però da anni da una guerra di mafia fraticida.

Fernandez Paz, secondo l’accusa, farebbe parte della cosca dei Rizzuto, originari di Siculiana, fino a qualche tempo fa, padroni assoluti di tutte le attività illegali. Poi però è scoppiata una guerra intestina, tra Vito Rizzuto, e un suo luogotenente, Raynal Desjardin, che sarebbe stato affiliato al clan siculo-canadese, nonostante fosse francese. Per i mafiosi non andava bene, per diventare «soldati», bisognava essere paisà, o comunque avere una diretta discendenza siciliana. Rizzuto fece per lui un’eccezione e si sbagliò di grosso. Il suo ex protetto e braccio destro vuole il potere e approfitta dell’arresto di Rizzuto per scalare a suon di piombo la gerarchia della cosca. Si scatena la guerra, 50 omicidi negli ultimi 3 anni.

Il 28 dicembre 2009 Nick Rizzuto, figlio di Vito, viene ucciso nel centro di Montreal e verrà poi sepolto in una bara d'oro. Non è finita. Il 10 novembre 2010, suo padre Nicola Rizzuto, 86 anni, patriarca della famiglia, viene assassinato da un killer che gli spara attraverso la finestra della sua abitazione a Montreal. Un anno e mezzo dopo Fernandez Paz torna libero e capisce subito che è meglio cambiare aria.

Secondo la ricostruzione della procura, non impiega molto a capire come si possono fare i soldi. A Bagheria nessuno conosce l’ossicodone, pillole di un potente sedativo somministrato solo per particolari patologie e sotto stretto controllo medico. In Nord America invece è molto diffuso tra i tossicodipendenti, soprattutto giovanissimi, che lo acquistano dagli spacciatori a 5 dollari a pasticca. Il maestro di arti marziali riesce ad avere in Sicilia centinaia di confezioni che poi spedisce in Canada grazie ad alcuni corrieri. Una spedizione che in Canada avrebbe fruttato al dettaglio 80 mila euro, il 21 febbraio viene intercettata dai Ros. C’erano 1134 pillole nascoste in un maxi confezione di bagnoschiuma. Forse anche per questo «imprevisto», Fernandez Paz, intuisce che un canale è ormai bruciato e si dedica, secondo l’accusa, ad un traffico di cocaina ed eroina dal Sud America verso il Canada e l’Italia. Ma decine di telefoni ormai sono sotto controllo e un corriere, Pietro Sorci, viene bloccato lo scorso novembre a Perugia con 650 grammi di eroina.

Due spedizioni vengono dunque intercettate e lo spagnolo capisce che il suo tempo sta per scadere. Ormai da alcune settimane di lui non ci sono più tracce, non passeggia più con aria spavalda lungo il corso Umberto a Bagheria. Ai suoi allievi di arti marziali avrebbe lasciato detto che «era in giro per una serie di lezioni».

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