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Idea d’Italia Altrove

Columbus Day: automobili italiane sfilano sulla Quinta Avenue a New York

Columbus Day: automobili italiane sfilano sulla Quinta Avenue a New York

La cultura italica non appartiene solo a quanto si fa dentro i confini della Penisola, ma la travalica, attraverso  una forza trascendente tipica di una cultura ispirata, da sempre, da valori universali e da una dimensione pragmatica in ambito locale

“Non si sa mai dove si possono trovare gli italiani con sicurezza. Dipende da chi li cerca, quando e perché: io devo ammettere che li trovo sempre altrove. Forse si ha la necessità di un altrove per diventare italiani”.

Così era scritto su un Forum dedicato agli italiani all'estero. Mi ha sempre incuriosito e affascinato  l'idea che l'altrove, beninteso l'altrove dall'Italia, fosse un luogo in grado di dare significato all'identità italiana. O meglio italica, come mi piace chiamarla. E di questo avremo modo di chiarire.

La cultura italica non appartiene solo a quanto si fa in Italia, ma la travalica, attraverso  una forza trascendente tipica di una cultura ispirata, da sempre, da valori universali e da una dimensione pragmatica in ambito locale. Merito di tutti coloro, mercanti, poeti, narratori, lavoratori della terra o nelle miniere, che nel corso dei secoli l'hanno esportata ovunque, o di chi l'ha amata indipendentemente dalla propria nazionalità o origini. “Là dove arriva la sua cultura, ecco i veri confini di un paese”, frase proiettata in occasione dell’ottantesimo Congresso Internazionale della Società Dante Alighieri, promotrice della lingua italiana a tutte le latitudini, sembra riassumere quanto vorremo approfondire. Anche se quei confini non sono sempre chiari, anzi spesso spariscono, perché le culture si mescolano e diventano cangianti.

Una cultura, quindi, mi si permetta il termine, glocale; globale e locale al tempo stesso.
Proveremo a raccontarla a partire anche da fatti, notizie, eventi in grado di ricucire quella distanza tipica che creano gli Stati nazioni, tra ciò che sta fuori e dentro. La cultura si muove, oggi più che mai in epoca di globalizzazione e di trasformazioni informatiche straordinarie, con i suoi simboli, segni, senza incontrare barriere. E questa cultura cosí amata nel mondo, spesso identificata come Italian way of life, non può prescindere dal raccontare il Made in Italy. Un brand tra i più diffusi nel mondo. Ma cosa significa in realtá oggi? Come sono cambiati i suoi significati? Perché è difficile tutelarlo e identificarlo?

Raccontare pezzi di identità italica sparsi nel mondo, negli Stati Uniti come in Francia, in Argentina o Brasile seppur nella diversità, può dirci molto sulla sua forza. E se viaggiando nel mondo l'Italia e i suoi fatti di casa spesso spariscono dalla scena mediatica, la sua cultura la si vede, la si ascolta, la si assapora ovunque, come poche altre,  nelle strade, nei negozi, nelle case.

Stereotipi, più o meno veri, come quelli diffusi da pubblicità, fiction, articoli di giornali e riviste, possono essere visti da un punto di vista differente se proviamo a scavare via via nella complessità di una storia culturale globale plurimillenaria. Come scrive Francesco Bruni, già nel titolo del suo interessante libro, Italia. Vita e avventure di un'idea; ciò che ci sta più a cuore è quell'idea. Raccontarla, coglierne le sfumature, viverla tra l'Italia e l'altrove ci sembra un imperativo oltre che un'occasione per afferrarne i percorsi nel mondo. Nella speranza che questa rubrica possa accendere curiosità, magari anche perché attraversata da uno sguardo sensibilmente ottimista, percorreremo la strada, o meglio navigheremo in mare aperto, con la cartina e la bussola, ma senza sapere in realtà dove andremo.

D'altra parte è un'avventura.

Quindi, Buon Viaggio.

 

 

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