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Chi ruba il futuro ai bambini italiani?

di Flavia Amabile - La Stampa
La campagna di ’’Save the Children’’

La campagna di ’’Save the Children’’

L’allarme di Save The Children: ultimi in Europa nell’offerta  di possibilità per l’infanzia

 

Chi ruba il futuro ai bambini? E che cosa ruba? Parte oggi la campagna di Save the Children “Allarme infanzia” con iniziative in 16 città italiane e un dossier dal titolo “L’isola che non sarà” che verrà diffuso insieme all’indagine “Le paure per il futuro dei ragazzi e genitori italiani”, in occasione del lancio della campagna. Nel centro storico di Roma e Milano sono comparse sui muri sagome di bambino di cartone con frasi come “mi hanno rubato l’aria pulita”, “mi hanno rubato la mensa scolastica”, “mi hanno rubato una casa tutta mia”. E’ un’iniziativa che andrà avanti fino al 5 giugno e che ha avuto migliaia di adesioni. Tra i testimonial ci sono anche gli attori Marchioni, Sartoretti e Nigro, l’obiettivo è accendere i riflettori sulla condizione dell’infanzia in Italia che secondo un rapporto dell’organizzazione è agli ultimi posti in Europa.  

I furti di futuro più gravi sono quattro. Innanzitutto l taglio dei fondi per minori e famiglia, con l’Italia al 18esimo posto nell’Europa dei 27 per spesa per l’infanzia e famiglia, pari all’1,1% del Pil. Poi la mancanza di risorse indispensabili per una vita dignitosa dunque sottrazione di cibo, vestiti, vacanze, sport, libri, mensa e rette scolastiche e universitarie (quasi il 29% dei bambini sotto i 6 anni, pari a 950.000 circa, vive ai limiti della povertà tanto che il nostro paese è al ventunesimo posto in Europa per rischio povertà ed esclusione sociale fra i minori 0-6 anni, e il 23,7% vive in stato di deprivazione materiale). Al terzo posto (ma non per importanza) il furto d’istruzione è la terza ruberia con l’Italia ventiduesima per giovani con basso livello d’istruzione (il 28,7% tra i 25 e i 34 anni per dispersione scolastica, pari al 18,2% di under 25 e l’Italia all’ultimo posto per tasso di laureati: il 20% dei giovani fra 30 e 34 anni, pari a 760.000. Infine il furto di lavoro: ad essere disoccupati sono il 38,4% degli under 25, il quarto peggior risultato a livello europeo mentre i Neet (giovani che non lavorano e non sono in formazione) sono 3 milioni e 200.000 e posizionano il nostro paese al venticinquesimo posto su 27. Il 31% di madri e padri italiani infatti ammette di non poter pagare l’università dei figli, i quali dovranno trovarsi un lavoro per contribuire alle spese (secondo il 22% dei genitori intervistati), salvo chiedere un prestito (9%).  

 

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