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Chi rompe, scrive

Da un incidente in un negozio, scoppia un'amicizia che produce letteratura

Due anni fa Mr. Augustine Campana, detto Gus, e sua moglie Jean, due tranquilli signori americani, provenienti da Orlando, Florida, vennero in vacanza nel nostro paese e si fermarono a Roma per qualche giorno.

In realtà la famiglia d’origine di Gus aveva decollato molto tempo prima dall’Italia, più esattamente da un paesino dell’Abruzzo, Palena, in provincia di Chieti, per giungere infine a Yonkers, New York, dove Gus era nato all’inizio degli anni ’40.

Lui era un militare dell’esercito in pensione e da qualche anno si era dedicato completamente alla scrittura pubblicando già alcuni libri. Era già venuto molte volte nel nostro paese ma questa volta aveva voluto accompagnarci sua moglie, per la prima volta su questi schermi.

Soggiornavano ormai all’Hotel Modigliani da una settimana, contenti sia della sistemazione, sia della splendida location dell’albergo, a due passi da Piazza di Spagna, via Veneto e Fontana di Trevi. I due avevano acquistato, inoltre, il libretto “Walkin’Rome” scritto dal proprietario dell’hotel e, seguendo le indicazioni delle passeggiate a piedi suggerite, avevano scarpinato quella mattina fino a Trastevere, addentrandosi nei vicoli più sconosciuti e poco battuti dall’orda dei turisti famelici. Seguendo i consigli della curiosa guida piena di aneddoti e spunti personali, erano entrati nell’antica Pasticceria Valzani di Via del Moro, acquistando Pampepato, Meringhe con la panna e Spumini. Si erano seduti poi ad uno dei tavolini dell’Antico Caffè del Moro e ordinato due spumeggianti Cappuccini con la schiuma. Subito dopo avevano continuato l’itinerario consigliato, proseguendo dapprima verso l’antica Chiesa di S.Crisogono in piazza Sonnino e poi ritornando indietro verso piazza Santa Maria in Trastevere per entrare nell’omonima Basilica, al cui facciata era decorata da uno splendido mosaico del XIII° secolo. La passeggiata era culminata all’Orto Botanico di via Orsini, antico giardino fondato nel 1883 quando la ricca famiglia Corsini donò parte delle proprie terre all’Università di Roma. La signora Jean, benché profondamente affascinata dalle oltre sette mila piante presenti nel lussureggiante giardino, aveva infine esclamato.

“Sono stanca, Gus. Andiamo a pranzo”.

Finirono così seduti ai tavoli del limitrofo “Bruno alla Lungaretta” e ordinarono Tagliolini zafferano e rucola e poi scampi all’indivia belga. Gus era sempre molto affezionato alle cose belghe, perché era stato molti anni di stanza a Bruxelles, da militare.

Tornati in albergo nel primo pomeriggio si godettero un meritato pisolino e, una volta alzati, scesero di nuovo a passeggiare nei dintorni. Si fermarono così a visitare una piccola boutique al principio di via della Purificazione.

I due variopinti gestori, entrambi con occhiali rosa stile Elton John, li accolsero con grande entusiasmo mostrando loro le incredibili e introvabili “opere” di design presenti all’interno del loro negozietto, a sentir loro famoso in tutta Roma e molto conosciuto anche nel resto del mondo.

Preso dalla loro impressionante parlantina il povero Gus non si era reso conto che il suo piede aveva appena incontrato sulla propria strada un vaso di ceramica blu cobalto, il quale piroettò un po’ su sé stesso e poi si sfracellò perdutamente sul pavimento. Impossibile descrivere i commenti, i gridolini, le urla isteriche dei due proprietari, i cui visi iniziavano ad assumere colori cangianti dal viola al rosso porpora. A sentir loro quel vaso era un’opera unica e introvabile, acquistata in uno sperduto villaggio della Provenza anni prima e opera di un glorioso artigiano locale. In tutto questo Gus, che si sarebbe voluto sotterrare per la vergogna, riuscì a balbettare solo una semplice domanda: “Quanto costa?”

A questo punto i due si guardarono con un ghigno furbissimo, le labbra umettate di saliva e dentro gli occhi lo scorrere del simbolo dei dollari.

“Per lei che è così carino, facciamo mille e cinquecento euro” dissero infine.

A nulla valsero le proteste, le visite del direttore e dello stesso proprietario dell’hotel convocati per moderare i toni. I due abbassarono di pochissimo le loro pretese e Gus, per fortuna americano scaltro dotato di assicurazione perenne, pagò soltanto dopo essersi fatto rilasciare un foglio molto preciso riguardo al danno provocato, su carta intestata della boutique.

Rientrati in albergo, molto addolorati e piuttosto seccati per l’intera vicenda, moglie e marito furono accolti da una buona bottiglia di vino bianco offerta dal proprietario che, bevendo insieme a loro, trovò in quell’americano molte affinità elettive. I due “scrittori” iniziarono a pensare ad un libro da redigere insieme, tratto da un’idea precedentemente avuta dall’italiano, che prendeva spunto da un fatto storico realmente accaduto durante la Seconda guerra mondiale.

Al termine della bottiglia la storia era già bella e sviluppata e, al secondo stappo, furono buttate giù anche le scalette dei primi capitoli. Poi ognuno a casa sua a scrivere, uno a Roma e l’altro in Florida. E dopo due anni, trovato l’editore americano, ecco pronta la loro prima opera insieme , il thriller “The Other Eisenhower” in vendita anche nei principali siti online di tutto il mondo. Il sodalizio continua poiché i due stanno già preparando un nuovo romanzo. E tutto, grazie ad un piccolo costosissimo e, diciamo la verità, anche bruttissimo vaso di ceramica blu cobalto.

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