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Splendori nell’erba: Il Verdi “francese” a Caramoor

La “Semiramide” di Rossini a Caramoor. Foto © Gabe Palacio

La “Semiramide” di Rossini a Caramoor. Foto © Gabe Palacio

Per i melomani newyorchesi obbligati a restare in città, sono tanti i festival di qualità a portata di treno o d’auto. Uno dei più belli è quello di Caramoor, nella contea di Westchester

L’invidia del festival: è un po’ l’equivalente dell’invidia del pene per i melomani costretti a restare in città durante l’estate. In altre parole, come la presunta fissazione freudiana, è del tutto fasulla. Noi femmine non conosciamo tale cupidigia (dal vangelo secondo Seinfeld: “Non so come voialtri maschi andate in giro con quelle cose”), mentre i musicofili newyorchesi obbligati a trattenersi in loco hanno a portata di treno o d’autovettura festival di gran prestigio traboccanti di tutte le delizie d’Euterpe.

Insieme a Glimmerglass e Saratoga, uno dei più belli è il festival di Caramoor, nella contea di Westchester, a un’oretta dal Grand Central Terminal. Ha luogo nella vecchia tenuta dei mecenati Lucie e Walter Rosen, una novantina di acri con una splendida villa mediterranea, un enorme teatro semi-aperto (sotto un tendone) e aiuole, prati e alberi a perdita d’occhio—un posto ideale per le colazioni sull’erba. Caramoor sfoggia una gamma favolosa di concerti per tutti i gusti: musica da camera (da Mozart a prime mondiali),programmi per famiglie e bambini, musica americana (spiccano quest’estate serate conSuzanne Vega,Emmylou Harris e la luminosaAudra McDonald), jazz ( Luciana Souza) e altro.

I concerti più attesi del festival sono quelli del Bel Canto at Caramoor, fondato nel 1997 e guidato da Will Crutchfield. Direttore d’orchestra, musicologo e studioso insigne del canto lirico, ha preparato la prima edizione critica dell’opera Élisabeth ou la fille de l'exilé di Gaetano Donizetti, che ha avuto la sua prima mondiale proprio a Caramoor nel 2003. Un orecchio dei più fini, Crutchfield è stato tra i primi maestri newyorchesi a dare risalto alla meravigliosa Vivica Genaux e ad Angela Meade, una delle giovani cantanti più quotate del momento; ha scritturato diverse volte Ewa Podleś, la diva unica e grandiosa per diversi lustri trascurata dal Metropolitan; e le sue distribuzioni, con artisti di esperienza, giovani di gavetta e “rivelazioni” mozzafiato, sono sempre azzeccatissime.

Più che altro, Crutchfield è uno che ama e rispetta la nostra tradizione lirica, al correntissimo (perché protagonista anche lui) delle ultime scoperte filologiche e del lavoro rivoluzionario fatto negli ultimi decenni nell’ambito dell’opera lirica italiana. A Caramoor nelle prossime settimane ci propone Verdi a Parigi: Les Vêpres siciliennes (il 6 luglio), con la Meade e il tenore spavaldo John Osborn; il Don Carlos (il 20 luglio) con, nei panni della Princesse d’Eboli, la strabiliante Jennifer Larmore; e tutta una serie di conferenze e concerti corredati (di pagine sconosciute del Don Carlos, di romanze da camera) per festeggiare il bicentenario del nostro Grande. Come sempre, le opere sono presentate in forma semi-oratoriale coll’apporto di lusso dell’Orchestra of St. Luke’s.

Il maestro ha concesso un'intervista in esclusiva a La VOCE di New York

Les Vêpres siciliennes (il 6 luglio) e il Don Carlos (il 20 luglio) di Giuseppe Verdi sono in cartellone al Festival di Caramoor a Katonah, New York. Per biglietti e ulteriori informazioni: www.caramoor.org o 914.232.1252.

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