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Francesco suona la campana per tutti noi

La corona di fiori depositata nel mare di Lampedusa da Papa Francesco

La corona di fiori depositata nel mare di Lampedusa da Papa Francesco

L'egoismo dilaga e la visita del Papa a Lampedusa è un messaggio potente per gli uomini di buona volontà. Ma pensate che i manovratori, che hanno già aperto la caccia agli abusivi, lo ascolteranno?

Papa Francesco, ancora una volta, ha stupito il mondo. Da Lampedusa, isola abbandonata dalla ‘presunta’ Unione Europea, da anni luogo di transito di chi cerca di sfuggire alla disperazione e alla morte, ha lanciato un monito agli uomini e alle donne che ancora hanno una coscienza. A chi scrive, le sue parole amare, ma piene di umanità, hanno fatto venire in mente una celebre poesia di John Donne:

Nessun uomo è un'Isola,

intero in se stesso.

Ogni uomo è un pezzo del Continente,

una parte della Terra.

Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,

la Terra ne è diminuita,

come se un Promontorio fosse stato al suo posto,

o una Magione amica o la tua stessa Casa.

Ogni morte d'uomo mi diminuisce,

perché io partecipo all'Umanità.

E così non mandare mai a chiedere per chi suona la Campana:

Essa suona per te.

Chi ha sentito, in tutti questi anni, le campane di Lampedusa? Quante “Zolle” sono state portate via dal mare? Quanti uomini si sono sentiti “diminuiti” dal dramma di un Continente ricchissimo di materie prime, ma poverissimo?  

Ma oggi non sono le ragioni del perché un Continente ricco diventa povero al centro dei nostri pensieri. Oggi, al centro della riflessione umana, c’è il messaggio del Papa. Un messaggio potente e tenero al tempo stesso. Parole che arrivano al cuore degli uomini di buona volontà. Cambierà qualche cosa? Cambieranno le politiche dell’Unione Europea in materia di migrazione e accoglimento dei disperati della terra?

Il momento storico è tremendo. L’Europa annaspa. L’Occidente industrializzato annaspa. Il mondo annaspa. E quando la crisi impazza, si sa, l’egoismo dilaga.

Per ironia della sorte, la visita improvvisa di Papa Francesco a Lampedusa ha finito con il coincidere con una pesante stretta delle città italiane rispetto al commercio abusivo. Ovviamente – è inutile prenderci in giro – la stretta, nel novanta per cento dei casi, riguarda proprio i migranti che arrivano dall’Africa e, in generale, dalle aree povere del mondo.

A Palermo, ad esempio, i migranti arrivati dall’Africa, se non trovano occupazione in qualche ristorante o in qualche negozio, provano a vendere piccole cose lungo i marciapiedi della città. E siccome i negozi chiudono e i ristoranti sono sempre meno frequentati, non resta che il commercio abusivo.

Da un paio di settimane, però, i commercianti abusivi sono stati cacciati via. In Italia, cari lettori americani, la politica è capace di prove d’ipocrisia da primato mondiale. L’amministrazione comunale di Palermo – Sindaco Leoluca Orlando – che a parole si dichiara vicina ai migranti che arrivano dall’Africa, di fatto li ha cacciati dal ‘salotto’ della città. Ben sapendo che questa gente non ha un’alternativa al peraltro magro e faticoso lavoro di commerciante abusivo.

Ovviamente, tutto è stato fatto a norma di legge. Perché gli abusivi sono fuori legge. Certo, con il Governo Monti prima e con il Governo Letta oggi, la povertà, in Italia, è ormai una realtà diffusa. Così, ai commercianti che pagano le tasse l’idea che una parte, anche piccola, del poco di commercio che rimane debba finire ai commercianti abusivi non va proprio giù. Da qui l’intervento del Comune. Tutti via. Andate dove vi pare, ma non nelle vie del centro. L’egoismo innanzi tutto.

Dove sono finiti questi commercianti abusivi? Forse nelle vie nascoste della città. Dove guadagneranno meno, molto meno di prima. Ma questo non si deve dire. Soprattutto se il Papa ci ricorda di ricordarci degli ultimi. Se poi vogliamo essere ‘monelli’, beh, potremmo anche ricordare che, nelle città del Sud Italia, quando per i disperati è anche impossibile sbarcare il lunario con il commercio abusivo, non rimane che il dilemma che, già cent’anni fa, gettava nello sconforto Francesco Saverio Nitti quando osservava la sorte dei tanti suoi conterranei meridionali d’Italia del suo tempo: “O emigranti o briganti”. Dove i “briganti”, oggi, non sono più i contadini che si davano alla macchia nelle campagne, ma i picciotti che, “persi per persi”, come si dice dalle nostre parti, si consegnano alla mafia, alla ‘ndrangheta e alla camorra.

Però queste cose teniamocele per noi. Non disturbiamo i ‘manovratori’. Perché non possiamo certo accusare i Sindaci delle città del Sud d’Italia, che perseguono i commercianti abusivi, di alimentare la manovalanza della criminalità organizzata. Anzi, a che ci siamo, evitiamo di dire che nel Sud d’Italia, spesso, l’alternativa al lavoro nero o abusivo è la criminalità organizzata. Non mettiamo in difficoltà gli scribi e i farisei già messi a dura prova dalle parole di Papa Francesco…

 

 

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