Cerca

Primo PianoPrimo Piano

Berlusconi ferma il Parlamento: si salvi chi può?

Il senatore Renato Schifani chiede la sospensione dei lavori del Parlamento

Il senatore Renato Schifani chiede la sospensione dei lavori del Parlamento

Caro Direttore, 

Ancora una volta ho una riflessione da condividere con i tuoi lettori, e mi piacerebbe moltissimo sapere l'opinione dei miei conterranei otreoceano. Quello che stiamo vivendo quì, offende chi ancora ha una dignità. Vorrei capire insieme a voi cosa sta succedendo a questo paese. Ancora una volta, ho bisogno di risposte.  E quindi scrivo per avere chiarezza

La risposta di Stefano Vaccara in fondo alla lettera

Oggi, 10 Luglio 2013, qui in Italia, Paese martoriato da una gravissima crisi economica  nota a tutto il Mondo,  con Capi di Governo  (la lettera maiuscola è un regalo che faccio, in un raro gesto di generosità)  pronti a risolvere  con bellissime e lodevoli parole una situazione tragica e stagnante, si è verificata una cosa che per ogni cittadino italiano, credo sia  offensiva e oltraggiosa, sentimenti che a mio avviso dovrebbero condividere tutti quelli che si sentono ancora di appartenere alla categoria di persone civili e perbene.

Oggi, il partito di Berlusconi, il PDL, ha chiesto di sospendere per protesta ogni attività politica, in seguito alla “accelerazione”  del processo che vede imputata  l’azienda  Mediaset, quindi  la Camera mette in atto e appoggia una forma di contestazione  contro la decisione della Cassazione di processare, e in tempi relativamente brevi il Sig. Berlusconi,  tant’è che per quanto riguarda la seduta di oggi è stata effettivamente sospesa tra liti, urla e offese da bassa osteria tra tutti i membri dei vari  schieramenti  politici. In realtà, i giorni di sospensione richiesti erano inizialmente tre, slittato ad uno per il no secco di alcuni partiti.

Precedente gravissimo, e privo di ogni logica politica. Uno scandalo e un fatto di una gravità politica, sociale e morale gravissimo e decisamente dannoso per il momento delicato che sta vivendo il nostro paese.  

Di fatto,  la politica, rappresentata da un organo  importante quale la Camera dei Deputati,  si mette ai servigi di un imprenditore/leader politico, per sistemare i propri affari privati, dando battaglia ai Magistrati che in ogni paese democratico, hanno il dovere e l’obbligo di far rispettare le stesse leggi che di fatto emana chi in questo caso li contesta!

Una cosa assurda che succede solo in quei paesi allo sbando, dove la moralità e la corruzione si fa  fatica  a distinguere, dove chi governa ha la funzione e il potere di far rispettare regole che colpiscono altri tranne che se stessi, dove si fanno leggi solo per  punire e depredare i deboli, arricchendo ulteriormente i ricchi.

La politica che vige in questi paesi si chiama DITTATURA…..noi, anche se non lo sappiamo ancora , o fingiamo di non sapere, siamo vicini a questo sistema. Oggi l’esempio è stato dato. Non tutti se ne sono accorti, forse troppo occupati a guardare la Luna e  a gioire per la passeggiata spaziale di Parmisano,  ma ricordo ai miei conterranei che Parmisano non è stato un idiota, lui se ne è andato da questo paese, e adesso ci guarda veramente dall’alto!

Si salvi chi può.

M.A. Fordellone, explrer@libero.it

In Italia non c'è la dittatura, per fortuna. Ci fosse veramente, anche la nostra lettrice dall'Italia non potrebbe scriverci questa lettera senza pagarne gravissime conseguenze.  Ma la situazione è gravissima comunque e i fatti accaduti ieri in Parlamento lo testimoniano. E non si deve essere per forza anti-berlusconiani per persarla così. Infatti, anche se per ipotesi avessero ragione i seguaci di Berlusconi, chi vorrebbe vivere in un Paese dove la magistratura è "golpista" perchè affonderebbe con le sue inchieste il leader del Pdl già più volte premier? Insomma, si dovrebbe capire al più presto possibile, invece di ritardare la questione, chi abbia torto tra i due contendenti (Berlusconi o i giudici che lo processano), dato che il duello non aiuta certo l'Italia che sta affondando comunque per altre note ragioni. Ma se invece, come ha sostenuto l'autorevole politologo americano Stanton H. Burnett del Center for Strategic and International Studies di Washington DC, avessero ragione entrambi? A questo punto non si potrebbe dar torto alla nostra lettrice: si salvi chi può! 

SV  svaccara@lavoceny.com

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter