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Caso Ablyazov: Bonino “tormentata”, avvertimento ai kazaki

di ANSA
Emma Bonino

Emma Bonino

Il ministro degli Esteri italiano interviene alla Camera e al Senato: la condotta dell'ambasciatore di Astana è stata "inaccettabile". "Farnesina avvertita a cose fatte, mai pensato a dimettermi"

"E' una vicenda di grande delicatezza, sulla quale si impone la massima chiarezza: una vicenda che tocca aspetti di grandissima rilevanza per il nostro Paese e per i suoi valori fondamentali". Lo ha detto il ministro degli Esteri, Emma Bonino, intervenendo oggi alle commissioni Esteri di Camera e Senato sulla vicenda Ablyazov. (per leggere l'intervento integrale:  http://www.esteri.it/MAE/approfondimenti/audizione_Ministro_Bonino.pdf )

Il comportamento dell'ambasciatore kazako a Roma sul caso Ablyazov è stato "intrusivo" e "inaccettabile".

"La mia credibilità personale è per me un grande patrimonio" ed ho vissuto "con grande amarezza in queste settimane. Sono stata tormentata e non ci ho dormito ma non ho mai pensato di dimettermi" ha detto il ministro degli Esteri.

Astana "ci ha fatto sapere di volere buoni rapporti con l'Italia. Ritengo evidente che, dopo questo episodio, la qualità dei rapporti dipenderà dalla disponibilità dei responsabili di Astana" a dare la loro "imprescindibile collaborazione" e "pieni diritti e libertà di movimento ad Alma: valuteremo, tempestivamente, le misure più opportune da adottare nei confronti dell'ambasciatore Yelemessov", ha affermato Bonino intervenendo alle commissioni Esteri di Camera e Senato sul caso Ablyazov.

Sulle espulsioni dal territorio italiano, cui la Farnesina non è competente, serve "una maggiore condivisione delle informazioni": ho rappresentato al "premier, che condivide in pieno, la necessità di un nuovo e più efficace raccordo delle altre amministrazioni con il ministero degli Esteri.

La "priorità" è la "tutela delle due cittadine kazakhe,è quanto che ci sta più a cuore".Stiamo svolgendo e continueremo a fare con forte determinazione interventi, a Astana, Bruxelles, Vilnius, per la piena libertà di movimento di Alma e la figlia: lo sento come obbligo morale, prima che politico", ha sottolineato Bonino.

Astana, se Italia espelle amb. reagiremo  – "Aspettiamo la decisione ufficiale" che verrà presa dall'Italia e quando sarà presa "reagiremo". Lo ha detto il vicepremier kazako Yerbol Orynbayev a Bruxelles riferendosi all'ipotesi di espulsione dell'ambasciatore kazako in Italia.

Il Kazakistan non ha "nessun problema" a rimandare indietro Alma Shalabayeva e sua figlia ma l'Italia "deve fornire garanzie". Lo ha detto il vice premier kazako Yerbol Orynbayev al termine del Consiglio di cooperazione Ue-Kazakistan svoltosi a Bruxelles.

Se l'Italia è pronta a dare garanzie" che Shalabayeva tornerà in Kazakistan in caso venga chiamata a testimoniare in un processo "il governo kazako non ha nessun problema a lasciarla ripartire". Il vicepremier ha però tenuto a sottolineare che Shalabayeva in Italia "rischia quattro anni di prigione per il suo passaporto falso: quindi il suo rientro è in dubbio". Del caso kazako, secondo quanto riferito dal presidente di turno del Consiglio Ue, il ministro degli esteri lituano Linas Linkevicius, si è parlato durante il Consiglio di cooperazione con il Kazakistan. "La presidenza continua a seguire con attenzione gli sviluppi della vicenda", ha detto Linkevicius senza aggiungere altri dettagli.

Interpol, passaporto Rep.Centrafricana falso – Il passaporto esibito da Alma Shalabayeva alle autorità italiane ed emesso dalla Repubblica Centrafricana "risulta falsificato". E' quanto ha accertato l'ufficio Interpol del Centrafrica – secondo quanto riferisce il Dipartimento di Pubblica Sicurezza – nell'ambito delle attività investigative svolte dalla questura di Roma.

Nei due passaporti intestati ad Alma Shalabayeva – uno rilasciato dal Kazakistan e l'altro dalla Repubblica Centrafricana, quindi due paesi d'origine diversa – risultano due luoghi di nascita differenti. Ed inoltre, il luogo indicato nel passaporto della Repubblica Centrafricana, risulta inesistente.

Qualsiasi paese membro dell'Interpol che si fosse trovato a consultare le banche dati del Segretariato generale dell'organizzazione, avrebbe trovato che Muhtar Ablyazov era ricercato ai fini dell'arresto da tre paesi membri, mentre nessuno sarebbe stato in grado di sapere da quegli stessi archivi che al cittadino kazako era stato concesso dal Regno Unito lo status di richiedente asilo.

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