Cerca

Primo PianoPrimo Piano

Zombi for President: la giustizia che non c’è resuscita il Cavaliere già morto

Berlusconi volge a suo favore una condanna definitiva ma resa incredibile da un sistema giuridico italiano ormai allo sfascio

Molti nemici, molto onore, diceva un Cavaliere d’Italia che governò per un Ventennio e che poi finì, dopo essere stato adulato da neo imperatore nella piazza di Roma, a testa in giù in una piazza a Milano. Un altro Cavaliere, che pure lui fece finta di governare l’Italia per un Ventennio, dopo aver avuto confermata una condanna definitiva dalla Corte di Cassazione, ha risposto agli italiani con un video messaggio, facendo dietro la telecamera meglio di chi si affacciava dal balcone. Il senso del discorso di Berlusconi in tv? Niente paura, italiani, da tutti quei nemici magistrati, verrà ancora molto onore…

Bebbe Grillo dal suo blog ha esultato, affermando che dopo questa sentenza “Berlusconi è morto”. Il leader di M5S dimentica troppo spesso che si rivolge agli italiani. Il vittimismo del “ce l’hanno tutti solo con me”,  se fosse pronunciato da un politico negli USA, sarebbe una sicura formula per essere bollato come “loser”,  perdente.  Ma in Italia, il Berlusconi vittima di "magistrati politicizzati" lo ha finora mantenuto sulla cresta della politica, e se il senso del suo discorso è “me ne frego!” (un altro slogan del Cavaliere precedente), molti, troppi italiani ancora applaudono.

Anzi, questa sentenza e tutta l’attesa mediatica che gli ha girato intorno, sono state una grande occasione per “resuscitare” un Cavaliere che era già pensionato da certi scandali ben più gravi dell’evasione fiscale. No, non parliamo solo del bunga bunga – anche l’altro Cavaliere urlava agli italiani adulanti “Fottere! Fottere!”-. Pensiamo più a quando al suo braccio destro di una vita, Marcello Dell’Utri, potrebbe arrivare una definitiva condanna per l’accusa di essere stato in affari con la mafia. Dell’Utri, per chi lavorava costui? Altro che evasione fiscale.

Dire agli italiani che Berlusconi è un criminale perché non ha pagato tutte le tasse che doveva, è come sostenere che gran parte del popolo italiano dovrebbe essere sbattuto in galera. Sembra proprio che Silvio, anche nei tempi “anticipati” dalla Cassazione, sia riuscito ancora una volta ad avere solo per lui “la regia” del dramma da mandare in onda per la diretta tv. Un copione perfetto per spuntarla sempre lui. Ma si, ecco la vittima dell’ingiustizia, lui che ha dato tanto lavoro senza mai licenziare nessuno e che ha pagato più tasse di tutti. Se proprio doveva arrivare una condanna definitiva per tutti i processi in cui è invischiato Berlusconi, allora questa non poteva che essere la migliore soluzione possibile. Il messaggio video agli italiani è stato chiarissimo: io che con il mio lavoro ho dato di più di tutti, vengo ora premiato con una condanna…  Italia ingrata!

E così con un colpo da maestro della sua “fabbrica del consenso”, Berlusconi riesce a cancellare il suo ventennale e fallimentare lavoro di politico, per resuscitare l'imbattibile imprenditore che “se lo lasciassero fare” aiuterebbe tutti gli italiani a diventare più liberi e ricchi…. Incredibile ma vero: la condanna della Cassazione ha fatto tornare di moda gli slogan del Berlusconi di venti anni fa.

In un paese normale, Berlusconi sarebbe politicamente “morto” non per la sentenza definitiva di un tribunale, ma per la situazione economica, sociale e culturale in cui si trova l’Italia da anni. Certo, non è solo lui il responsabile, per carità. Ma sicuramente ha avuto il potere mediatico oltre che politico per contribuire allo sfascio meglio degli altri. Invece eccolo lo zombi che si rimette a camminare, grazie alla sua macchina di proganda e friggi cervelli.

Berlusconi era già morto perché condannato dalla storia, ma grazie ai suoi media e  il determinante contributo di quelli della “strana opposizione”, che così tanta enfasi hanno riposto sulla condanna ricevuta da una giustizia che purtroppo, in Italia, oggi non esiste –  leggere l’ articolo di Valter Vecellio pubblicato su queste colonne, please – ecco che tutti insieme, appassionatamente, sono riusciti a farlo resuscitare quel Cavaliere già morto. Eccolo, lo zombi parla in tv.

Di questa triste giornata, triste per noi perché ridà forza politica al Cavaliere che speravamo ormai “politicamente morto” e che invece dissotterato, diventa zombi elettorale, l’unico momento di lucidità ci è sembrato arrivare dal presidente Giorgio Napolitano. Nel suo messaggio in cui si è (invano) appellato al rispetto della sentenza della magistratura, ha anche ricordato come la giustizia italiana debba assolutamente essere riformata. Questo non perché deve far più male a Berlusconi o salvarlo. Ma perché è l'unica strada per cercare di tirar fuori l’Italia dagli abbissi in cui è sprofondata. Chissenefrega quindi delle sorti del Cavaliere zombi, finchè non c’è una giustizia giusta. Non c'è democrazia senza giustizia e in Italia ancora si aspetta quella giusta per tutti gli italiani.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter