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Requiem per l’Occidente

Charlie Chaplin in una scena di Tempi Moderni

Charlie Chaplin in una scena di Tempi Moderni

Non ci saranno più fabbriche, solo hi tech... E' la globalizzazione bellezza e ci sta scavando la fossa

Un signore di nome Enrico Moretti, professore d’Economia alla Università di Berkeley, in un articolo uscito lunedì sulla “Stampa” di Torino, ci dice che America e Europa sono in procinto di dare l’addìo alle fabbriche, vale a dire a un concetto di lavoro, pensiero, indirizzo sociale e produttività che, pur fra ingiustizie, iniquità, tensioni, fece grande l’Occidente e seppe innalzare il tenore di vita di inglesi, tedeschi, americani, francesi, italiani e di altri popoli ancora. Ma ora il grido suicida è questo: “Viva l’hi-tech”…!

Non è una novità ciò che in queste ore ha scritto Enrico Moretti. Di “addìo alla fabbrica” si parla da parecchio tempo, ma ora ci si accorge che il processo “degenerativo” si trova in stato alquanto avanzato. Siamo in prossimità d’una svolta, d’una svolta che mette tristezza, suscita forti nostalgie, suscita perplessità, e anche sdegno. Enrico Moretti ci ricorda che ormai da un pezzo viviamo nell’”era della globalizzazione”; e, almeno secondo noi, lui sembra rallegrarsene.  La qual cosa, tuttavia, non ci sorprende: abbiamo sempre diffidato degli economisti, il titolare di questa rubrica è uno terra terra; uno che non possiede cellulare, non dispone di carte di credito, non ha nemmeno l’automobile. Figuratevi voi…

La figura dell’economista da una trentina d’anni a questa parte è cresciuta a dismisura. Ha nuociuto. L’”economista” non ha dubbi. Lui solo sa ciò che si deve fare. Che le masse, quindi, lo seguano, lo seguano ciecamente: non si troveranno che bene. Ha commesso disastri quali la cancellazione del Gold Standard firmata con leggerezza da Richard Nixon oltre quarant’anni fa. Il peso di tale scellerataggine, s’avverte tuttora.

La globalizzazione che ora strangola l’Occidente è l’invenzione di economisti americani, francesi, italiani e di “figuri” dell’Alta Finanza, gli uni legati a filo doppio agli altri. Gli uni e gli altri “padroni” di governi senza immaginazione, privi del senso dello Stato, indifferenti alle sorti dei meno fortunati; organismi senza cuore, usciti, appunto, dal connubio fra grossi speculatori e “geni” dell’Economia. Ognuno di questi personaggi ha tratto, e trae, ricavi enormi dalla globalizzazione che sta ora scavando la fossa all’Occidente. Di questa accòlita di individui sono alleati numerosi esponenti politici italiani; “cattolici” e “democratici” i quali, con aria da sagrestani, ci chiedono di morir di fame in modo che la Cina in quanto potenza militare, industriale, commerciale, possa metter su ancora più muscoli. Il Sistema Occidente si rende perciò reo di alto tradimento sulla pelle dei suoi stessi cittadini. Il Sistema Occidente “legittima” la concorrenza altamente sleale di Pechino, Taipei, Nuova Delhi: torme di cinesi e indiani per soli due soldi si spezzano ogni giorno la schiena, non hanno diritti, non hanno reti sociali (ma queste cominciano a scarseggiare anche da noi). Il Sistema Occidente fa ponti d’oro a governi per i quali non c’è nulla di male a far sgobbare per dodici ore al giorno, e in luoghi malsani, fetidi, bambine, bambini… Già, siamo “democratici”: vogliamo bene all’Umanità intera! Hanno patito così tanto e così a lungo, cinesi, taiwanesi, indiani…

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