Cerca

Primo PianoPrimo Piano

A New York riciclare è pop

L'amministrazione Bloomberg ha avviato una nuova campagna per sensibilizzare i cittadini alla raccolta differenziata dei rifiuti. Ma per cambiare le abitudini dei newyorchesi ci vuole ben altro che la pubblicità

In questi giorni i cittadini di New York stanno vedendo comparire un po' dovunque manifesti pubblicitari in cui campeggiano lattine dall'insolito aspetto pop. L'amministrazione Bloomberg ha avviato una nuova campagna informativa per il corretto smaltimento dei rifiuti, annoso problema newyorchese.

Si chiama Recycle Everything e per dire ai newyorchesi che riciclare è cool si affida a uno stile pop-art. I manifesti pubblicitari della nuova campagna reinterpretano oggetti culto della quotidianità nella Grande Mela  in stile assemblage alla Rauschemberg. La campagna è parte di un piano complessivo per portare New York fuori dall'era delle discariche e tentare di risolvere, senza conflitti, le controversie tra i vari borough su dove e come debba essere smaltita l'immensa quantità di spazzatura quotidianamente prodotta in città.

Nonostante ci siano infrastrutture e servizi per riciclare praticamente qualsiasi materiale, New York, i cui abitanti producono 11.000 tonnellate di rifiuti al giorno (che arrivano a 50.000 se sommate ai rifiuti prodotti dalle attività commerciali), manda in discarica appena il 17 per cento della sua spazzatura. Un numero che fa arrossire se paragonato a quelli di San Francisco (77%) o Seattle (50%) e che la città si propone di raddoppiare entro il 2017, arrivando a un target del 30 per cento.

La nuova campagna punta ad aumentare le quote di riciclaggio di metallo, vetro, plastica, scarti alimentari, tessili e rifiuti elettronici che, complessivamente, rappresentano l'80 per cento dei rifiuti che finiscono in discarica. Lo strumento principale saranno annunci e poster pubblicitari pubblicati su quotidiani e riviste oltre che affissi nella metropolitana e in altri luoghi pubblici. Aumentando il grado di consapevolezza dei cittadini e migliorando l'informazione, l'amministrazione spera di riuscire a fare il miracolo. Ma la cultura del buttare via e dell'usa e getta è così radicata in città  (basta pensare all'impressionante numero di coffee cup consumato ogni giorno) che ci vorrà ben più che una campagna pubblicitaria per convincere i newyorchesi a cambiare abitudini

Per fortuna nei piani di Bloomberg non c'è solo la pubblicità, ma anche qualche azione concreta. In contemporanea alla campagna informativa, l'amministrazione rafforzerà l'offerta di servizi per il riciclaggio dei rifiuti. Uno sforzo particolare dovrà essere rivolto all'organico il cui riciclaggio è al momento affidato all'iniziativa di comitati di quartiere, community garden e associazioni di volontariato. Di recente l'amministrazione ha avviato un progetto pilota per la raccolta dell'organico che dovrebbe arrivare a coinvolgere 100.000 cittadini e circa 25.000 case in ogni borough, entro il 2014. In autunno la raccolta dell'organico comincerà a Windsor Terrace (Brooklyn) e a Throgs Neck, Edgewater Park, Schuylerville e Country Club (Bronx). La prossima primavera dovrebbe arrivare anche nel Queens e a Staten Island. Entro il 2015, inoltre, la città vorrebbe arrivare a raccogliere i rifiuti organici di tutte le scuole pubbliche dell'area metropolitana.

“Queste ambiziose politiche faranno risparmiare almeno 60 milioni in dollari dei contribuenti – ha detto Bloomberg in occasione della presentazione della campagna – e avranno un significativo impatto ambientale, facendo di queste politiche il tipo di investimento di cui abbiamo bisogno per assicurare un futuro a questa città”. E speriamo che alle belle parole seguano i fatti.

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter