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La Siria non è l’Iraq

Una immagine delle distruzioni in Siria causate dalla guerra civile

Una immagine delle distruzioni in Siria causate dalla guerra civile

Non è possibile vincere una guerra col solo ricorso ai bombardieri e prendere Damasco non sarà una passeggiata

Se il Governo federale degli Stati Uniti ci tiene così tanto, allora s’accomodi… Metta a ferro e fuoco Damasco e Aleppo, quindi dia il via agli sbarchi di Marines, di altri Corpi delle Forze Armate; rovesci sul litorale siriano cannoni, carriarmati, semoventi. Ci vorrà uno sbarco, uno sbarco che magari riporti alla mente lo sbarco in Normandia! Quello a Anzio e Nettuno, a Salerno. Oramai i conflitti più recenti ci confermano che è tuttora impossibile vincere una guerra col solo ricorso ai bombardieri. Una guerra da che mondo è mondo la si vince con l’occupazione del territorio nemico, con la frantumazione, o l’imbottigliamento, dell’esercito nemico. I bombardamenti aerei ammorbidiscono, disarticolano, ma poi ci vuole, sissignori, la Fanteria. Ci vogliono i carriarmati. Ci vogliono gambe, resistenza, sangue freddo. Essenziale anche una buona conoscenza della società contro la quale rivolgiamo le armi. Ma al Pentagono pare che da quest’orecchio non ci sentano. Certo, si tengono corsi di lingue e geografia, ci si avvicina all’antropologia, ma è tutto così teorico, astratto, Schematico. E’ “wishful thinking”.

I siriani sul bagnasciuga non opporranno reistenza. Sono troppo intelligenti per bruciare uomini e mezzi sulla spiaggia, dove verrebbero fatalmente spazzati via. I siriani lasceranno che gli invasori avanzino, avanzino di parecchio. Quindi apriranno la tenaglia e nel richiudersi la tenaglia farà molto male. Come si comporteranno nel frattempo gli insorti? Spalleggeranno gli americani? Accetteranno di esserne la carne da cannone? Ci sembra proprio di no. Nemmeno loro si fidano di noi occidentali. Hanno scoperto la nostra doppiezza, la nostra carità pelosa; la nostra inconcludenza, quando non si tratta di sganciare bombe o di mandare oltremare “truppe di pace” che di pace non possono affatto essere! Sapete che succederà? Succederà che un’invasione americana, o franco-americana, spingerà nelle braccia di Assad anche siriani che non la pensano per nulla come la pensa Assad o che magari hanno già sparato sui soldati del Presidente.

La Siria non è l’Iraq. Non è una distesa piatta o quasi del tutto piatta. A nord-ovest si leva la Catena della Laodicea, a nord-est quella della Zawwyye; entrambe solcate dal fiume Oronte. Ci sono montagne anche a est, c’è il Massiccio di Al Bishiri. In Siria si hanno quattro climi diversi. Nell’interno piove assai. Chiunque vi si inoltri, troverebbe un nemico imbattibile: il Generale Fango.

Come i palestinesi, i siriani a nostro avviso costituiscono i ceppi arabi più creativi, più estrosi; anche più tenaci. Ma questo lo sanno alla Casa Bianca e al Pentagono??

Il Segretario di Stato Kerry intanto ci dice, con sicumera: “Assad è come Saddam, come Hitler”! E’ sempre lo stesso disco… Ti piglia lo scoraggiamento. Uno sforzo d’immaginazione sarebbe gradito.

 

 

 

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