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Quel sistema malato di ricchezza “a briglia sciolta”

Un recente articolo del New York Times mette in luce le contraddizioni del sistema sanitario americano e il fenomeno dei pazienti costretti a curarsi all'estero

In un bellissimo articolo pubblicato di recente sul New York Times, la giornalista Elisabeth Rosenthal ha descritto con grande efficacia la storia di Michael Shopenn, un fotografo sessantasettenne che, in seguito ad un caso particolarmente grave di artrite, si é trovato nella poco invidiabile situazione di doversi sottoporre ad un intervento di trapianto del femore. Dopo aver appreso che i costi dell'intervento negli Stati Uniti sarebbero stati astronomici malgrado il fatto che  disponesse di un'assicurazione medica, Mr. Schoppen ha deciso di farsi operare in Belgio in un ospedale privato alle porte di Bruxelles.

Pur dovendosi sobbarcare l'intero ammontare dell'operazione in quanto straniero e quindi privo di accesso all'assistenza sanitaria nazionale belga, Michael Shoppen ha finito col pagare un totale di $ 13,660, una cifra che comprende i costi dell'intervento, una settimana di riabilitazione fisica e il costo del biglietto aereo di andata e ritorno. Se si fosse fatto operare qui negli Stati Uniti, il costo sarebbe stato all'incirca tra i $ 110,000 e i $ 135,000.

La prima cosa interessante da notare é che, ormai, i costi dell'assistenza sanitaria, ispirati a quel principio tutto americano di capitalismo “a briglia sciolta”, sono arrivati ad un punto tale di insostenibilitá, da convincere un numero crescente di pazienti a recarsi all'estero per sottoporsi a trattamenti medici che altrimenti risulterebbero fuori dalla loro portata economica.

Questo dato rappresenta una contro-tendenza rispetto a ció che é accaduto in passato e contraddice la tesi, sostenuta soprattutto nei circoli conservatori, che l'assistenza sanitaria americana costa tanto perché é di gran lunga superiore a quella degli altri paesi come dimostrato dal fatto che, tradizionalmente, pazienti provenienti da tutto il mondo vengono negli Usa per sottoporsi ai trattamenti medici e agli interventi chirurgici piú difficili e sofisticati.

Quello che i sostenitori di questa tesi, convenientemente, non specificano é il fatto che la stragrande maggioranza di queste persone che possono permettersi di venire negli Usa per ricevere terapie  indubbiamente all'avanguardia mondiale, sono per lo piú milionari; i membri di un'elite economica in grado di pagare cifre impensabili e ricevere cure a volte inaccessibili per gli stessi cittadini americani, spesso persino per quelli che, come Michael Shoppen, hanno un'assicurazione.

Quello propagandato dalla Destra é il cosiddetto “Principio Gates” e funziona piú o meno cosí: immaginate che il reddito medio degli abitanti di una cittadina sia di $ 55,000 l'anno. Un bel giorno, in quella stessa cittadina, si trasferisce Bill Gates. Ecco che il reddito medio per abitante sale improvvisamente dai $ 55,000 a $ 980,000 l'anno. E' cambiata la vita per il lattaio, il droghiere e il postino del paese? No, perché il reddito medio pro-capite é un'astrazione statistica che non riflette la realtá effettiva. Utilizzando questa prospettiva quindi, a cosa serve vantarsi di un sistema sanitario che dispone delle terapie e delle tecnologie piú avanzate se queste stesse risorse sono pienamente accessibili solo a pochi privilegiati mentre milioni di persone (quasi 50 stando alle ultime stime) sono privi di qualsiasi assistenza e copertura assicurativa?

Il secondo punto ispirato dall'articolo e che vale la pena mettere in risalto sta nel fatto che la riforma della Sanitá varata dall'amministrazione Obama nel 2010 e la cui piena attuazione é prevista per il 2014, continua a provocare una rabbiosa resistenza da parte della Destra repubblicana. Questa resistenza, a sua volta, continua a generare ore e ore di dibattiti tecnici e dottrinali sui pro e i contro della legge; sui dettagli tecnici della sua attuazione e sugli effetti che finirá con l'avere sui costi della sanitá.

Ma tutto questo dibattere con le sue contrapposizioni filosofiche e ideologiche, ha, in sé, un aspetto del tutto paradossale. Gli americani, cioé, continuano a discutere su questo argomento con tanto fervore e accanimento ignorando il fatto che, quello dell'assistenza sanitaria universale e del controllo dei suoi costi é un fenomeno giá ampiamente risolto da decenni, nella maggior parte dei paesi avanzati! Il ruolo svolto dallo stato nell'amministrazione dell'assistenza sanitaria attraverso programmi di medicina socializzata e di costi calmierati in vigore in quasi tutti i paesi europei ad esempio, si traduce in una copertura universale implicita nello stesso diritto alla cittadinanza e in costi che sono, in media circa il venti percento piú bassi di quelli americani.

Malgrado questo esempio lampante che é, da anni, sotto gli occhi di tutti, gli americani invece continuano a litigare su come porre rimedio al disastro che é il loro sistema sanitario come se stessero re-inventando la ruota.

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