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Francesco: “Dove non c’è lavoro, non c’è dignità. No alla cultura dell’usa e getta”

Il Papa argentino tra i lavoratori in Sardegna improvvisando un discorso continua la sua opera di trasformazione della Chiesa e del suo ruolo nella società

Papa Francesco rappresenta una ventata di aria nuova su tutti i fronti, esponendo la visione di una Chiesa più accogliente e meno preoccupata della Dottrina.

Sua Santità, ha ammonito che l'attenzione della Chiesa cattolica in materia di aborto, metodi di contraccezione e matrimonio omosessuale rischia di far passare in secondo piano la sua missione pastorale oltre a far cadere la chiesa "come un castello di carte".

Domenica scorsa, Papa Francesco rivolgendosi a circa 20.000 persone nella citta di Cagliari, in Sardegna, ha parlato con i lavoratori disoccupati nel capoluogo sardo. Dopo aver ascoltato la storia di Francesco Mattana, 45 anni, padre di tre bambini, che ha perso il lavoro con una società di energia alternativa, quattro anni fa , Francesco ha gettato via il suo discorso preparato per affrontare la sofferenza dei disoccupati.

"Trovo molta sofferenza qui … Essa ti indebolisce e ti priva della speranza", ha dichiarato Papa Francesco davanti a una folla venuta a salutarlo. "Scusatemi se uso parole forti, ma dove non c'è lavoro non c'è dignità".

Il Pontefice argentino ha anche dichiarato che i suoi genitori avevano  "perso tutto" dopo che emigrarono dal nord Italia in Argentina nel 1920 e che comprende benissimo la sofferenza che scaturisce dalla piaga della disoccupazione.

“Dove non c'è lavoro, non c'è dignità”, ha affermato, in un discorso improvvisato, dopo l'ascolto di tre persone del luogo, tra cui un lavoratore disoccupato che ha parlato di come la mancanza di lavoro “indebolisca lo spirito”. Ma il problema è andato ben oltre l'isola italiana, ha replicato Francesco, che ha esortato una riforma del sistema finanziario.

"Questo non è solo un problema della Sardegna, non è solo un problema dell’Italia o di alcuni paesi Europei", ha insistito. "E' la conseguenza di una scelta globale, un sistema economico che porta a questa tragedia, un sistema economico che ha al suo centro un idolo chiamato denaro".

Il 76 enne ha detto che Dio aveva voluto che gli uomini e le donne siano al centro del mondo . "Ma ora , in questo sistema privo di etica, vi è un solo idolo al centro e il mondo è diventato l' idolatra di questo “ Dio – Denaro ' ", ha aggiunto .

La Sardegna, una delle regioni autonome d'Italia con una popolazione di 1,6 milioni circa, ha sofferto molto durante la crisi economica, con un tasso di disoccupazione del 20 % , otto punti in più rispetto alla media nazionale e un tasso inerente la disoccupazione giovanile del 51 % .

La scorsa estate le difficoltà dell'isola divennero notizie nazionali quando Stefano Meletti , un minatore di 49 anni, si tagliò i polsi in televisione durante una protesta volta a mantenere aperta la miniera di carbone Carbosulcis.

Invitando la gente a non perdere la speranza, anche e soprattutto in questo clima economico così difficile, Francesco ha invitato a combattere contro la “cultura dell'usa e getta” e dell’eutanasia nascosta della società, in cui le persone sono gettate via semplicemente perché non sono considerate più produttive.

“ I nonni sono gettati via e i giovani vengono gettati via ”, ha affermato. “Dobbiamo dire di no a questa cultura dell'usa e getta”   Dobbiamo dire : “ Vogliamo un sistema equo , un sistema che permetta a tutti di andare avanti ”.

Infine, rivolgendosi alla folla venuta per rendergli omaggio, ha dichiarato che non era venuto qui sotto la veste di “ cordiale dirigente della Chiesa che viene e ti dice  di avere coraggio ”.

"Io non voglio questo. Voglio che questo mio coraggio interiore di venire qui,  mi spinga a fare tutto il possibile come pastore e come uomo ".

Con Francesco molte cose sono cambiate nella Chiesa, perfino a livello di protocollo e di sicurezza, per non parlare della pulizia a livello burocratico che è stata avviata. Un Papa che non ha paura di dire ciò che pensa, un Papa che apre nuove prospettive prima inimmaginabili, un Papa che è con noi, assieme a noi ma soprattutto come noi.

 

 

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