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A San Pietro sotto le stelle

Quando la giovane receptionist quella sera uscì con il sacerdote dagli occhi azzurri

Il sacerdote americano era arrivato la mattina del 7 giugno con un volo diretto da New York. Era giovane, aitante, carino. Così carino che Sandra, la giovane receptionist dell’Hotel Modigliani gli aveva anche lanciato più di una sbirciatina.

“La sua valigia, padre?”, gli aveva poi chiesto in un perfetto inglese.

“Guardi, signorina, non mi faccia dire parolacce, per favore”.

“Mi scusi?”

“Non ce l’ho, maledizione, la valigia non ce l’ho. Credo sia rimasta all’aeroporto di New York”.

“Capisco. Cosa gli ha detto la compagnia aerea?”

“Ha detto che la mia valigia arriverà a Roma presto. Ma non so che significa per loro la parola ‘presto’. Io intanto sono qui senza neanche un pigiama, un paio di calzini e mutande di ricambio”.

“E’ davvero sconveniente, padre. E’ qui per lavoro?”

“No, sono qui per la veglia di stasera a piazza San Pietro. Rappresento la mia arcidiocesi di Newark”.

“Capisco. Posso fare qualcosa per lei?”

“Si. Indicarmi un grande magazzino. Devo assolutamente comprarmi qualcosa”.

Fu così che l’atletico padre Thomas Winter dell’arcidiocesi di Newark si ritrovò mezz’ora dopo a vagare per il grande magazzino indicatogli dalla receptionist dell’albergo. Comprò un po’ di tutto: calzini, pigiama, camicia, mutande, spazzolino da denti, dentifricio e perfino una nuova Bibbia visto che la sua era rimasta nella valigia. Tornato in hotel salutò di nuovo Sandra che gli si rivolse con fare gentile.

“Trovato tutto, padre? Vuole che le consigli un buon posto per mangiare?”

“No, cara. Niente pranzo oggi”.

“E perchè mai?”

“Non hai sentito che ha detto papa Francesco? Oggi bisogna digiunare per la pace. Tutti dobbiamo digiunare. Anche tu”.

“Digiunare? Ma il dottore ha detto che devo mangiare tanto perché sono troppo dimagrita”.

“Non credo che un giorno di digiuno ti possa fare così male”.

“Scherza? Io sono tutta pelle e ossa. Se non mangio, stecco”.

“Stecco?”

“Insomma ci lascio le penne”.

“Facciamo così. Tu oggi digiuni insieme a me, poi alle 19 vieni alla veglia in piazza San Pietro, preghiamo insieme e, alla fine, ti offro la più buona cena nel tuo ristorante preferito”.

Sandra considerò per un istante la cosa. Certo digiunare fino a chissà che ora sarebbe stato davvero difficile. E ancora più difficile sarebbe stato restare lì in quella piazza, pigiata come una sardina in mezzo a tutti quei fedeli provenienti dalle varie parti del mondo. E ancora più difficile di tutto per lei sarebbe stato pregare, visto che non pregava più da quando era piccola e aveva fatto la Cresima.

Però mise sulla bilancia tre cose: la faccia brufolosa e insipida del suo ragazzo Lorenzo che avrebbe dovuto vedere quella sera, la bella cena nel ristorante e, soprattutto, i magnifici occhi blu di quel fantastico americano. E chi se ne importava se era un prete! Lei uno bello così finora l’aveva visto solo al cinema. E ora, invece, aveva l’occasione di  passarci un’intera giornata insieme. E così fu.

Quando finì il suo turno alle tre del pomeriggio, lei e padre Thomas decisero di andare a piedi fino a San Pietro e, nel farlo, passarono davanti ai più bei posti di Roma: Fontana di Trevi, piazza di Spagna, piazza Venezia e poi ancora Campo de’ Fiori, Piazza Farnese, piazza Navona, via Giulia.

Infine attraversarono il ponte sul Lungotevere e arrivarono in piazza San Pietro. Erano molto stanchi e apprezzarono moltissimo le numerose sedie di legno che erano state preparate dall’organizzazione papale. Si misero seduti e iniziarono a pregare insieme agli altri fedeli. Pregarono per la pace nel mondo e anche per tutte quelle persone i cui paesi si trovavano in guerra, paesi in cui  da tempo non c’era più amore, più pace, più cibo né sogni da vivere.

Era una cosa nuova per Sandra, eppure lì, vicino a quel bellissimo sacerdote americano, ritrovò anche una Sandra bambina che credeva, che aveva Fede, che pregava prima di fare la Comunione. Era come se in quella piazza meravigliosa, sotto le luminose stelle del cielo, lei fosse tornata indietro nel tempo, alla sua infanzia, alla sua purezza, alla sua ingenuità dolce e pura.

Fu come un fulmine a ciel sereno.

Guardò padre Thomas e sorrise. Era felice, scoppiava di gioia. Perché, in fondo, era stato tutto così facile. Aveva ritrovato qualcuno che aveva perso da troppo tempo. Quel qualcuno si chiamava Dio e lei l’aveva ritrovato solo con un po’ di digiuno, un po’ di preghiera e un meraviglioso sacerdote al suo fianco che assomigliava tanto ma proprio tanto a Brad Pitt.

 

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