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Ennesima tragedia dei migranti a Lampedusa; Papa Francesco: “Vergogna!”

di La VOCE NY
I corpi senza vita dei migranti questa mattina sul molo del porto di Lampedusa

I corpi senza vita dei migranti questa mattina sul molo del porto di Lampedusa

Un barcone con a bordo 500 migranti, si incendia e si rovescia ad un miglio dalle coste dell'isola. Le vittime sono centinaia, salvate 155 persone. Le reazioni del governo, di Napolitano e del pontefice

Non è bastato neanche un papa a far evitare l’ennesima strage nel mare di Lampedusa. Un barcone con a bordo circa 500 immigrati si è rovesciato nel mare a neanche un miglio dall’isola dei Conigli. Oltre 94  i cadaveri recuperati ma il bilancio è purtroppo superiore. Mancherebbero all’appello circa 250 persone, dicono i soccorritori. Tra i corpi già recuperati, quello di una donna incinta,  e quattro bambini.

Un incendio scoppiato nell’imbarcazione avrebbe costretto gli immigrati, quasi tutti eritrei e somali, a gettarsi in mare. Purtroppo in pochi sapevano nuotare. Sarebbero 151 le persone finora tratte in salvo.  Uno dei presunti scafisti, un giovane tunisino raccolto tra i supersiti, è stato fermato dalla polizia. A tre giorni dai 13 immigrati morti in una spiaggia di Scicli, in provincia di Ragusa, siamo di fronte all’ennesima strage nel Canale di Sicilia.

“E' una vergogna” ha detto oggi Papa Francesco che era stato lo scorso luglio a Lampedusa, dove aveva pronunciato un discorso durissimo contro i leader mondiali che non fanno abbastanza per confrontarsi con questo fenomeno dell’emigrazione clandestina dal Nord Africa, di profughi che  fuggono da guerre e fame per poi trovare la loro fine in mano a trafficanti senza scrupoli di essere umani. La parola “Vergogna”,  il Papa l’ha esclamata durante un incontro in Vaticano. ”Parlando di pace – ha detto il Papa fuori dal discorso ufficiale – e dell’inumana crisi economica mondiale, non posso non ricordare con grande orrore le numerose vittime dell’ennesimo naufragio. Mi viene in mente una sola parola: vergogna”.

Un' “immane tragedia” è stato il commento del premier Enrico Letta. “Appena possibile il Governo riferirà in Parlamento sulla tragedia di Lampedusa” si legge in un tweet di Palazzo Chigi. Intanto il vice premier e ministro degli Interni Angelino Alfano è in partenza per Lampedusa. Alfano ha dichiarato: "Oggi non è il tempo delle polemiche ma è il tempo della prontezza e dell'efficacia dei soccorsi. Speriamo che l'Europa si renda conto che questo non è dramma italiano ma un dramma europeo''. E ha annunciato: "Ho un appuntamento telefonico con  il presidente della commissione europea Barroso, lo sentirò tra un paio di ore, e faremo sentire la nostra voce, alta e forte". Il ministro si è poi soffermato sulla gravità della strage: "Tra le vittime ci sono tre bambini e due donne incinta. La maggior parte di loro erano eritrei o somali. E' un bilancio drammatico, una tragedia immane. Si tratta di un giorno disperante per l'Europa e per il mondo intero''. Alfano ha anche rivelato che “secondo le prime informazioni che abbiamo ricevuto, il barcone proveniva dalla Libia. Gli immigrati erano partiti da Misurata”.

“Siamo ormai dinanzi al succedersi di vere e proprie stragi di innocenti, sino alla più sconvolgente questa mattina a Lampedusa, che non si può girare attorno alla necessità assoluta di decisioni e azioni da parte della Comunità internazionale e in primo luogo dell'Unione Europea” ha dichiarato il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. “E' indispensabile stroncare il traffico criminale di esseri umani in cooperazione con i paesi di provenienza dei flussi di emigranti e richiedenti asilo. Sono pertanto indispensabili presidi adeguati lungo le coste da cui partono questi viaggi di disperazione e di morte” ha continuato Napolitano.

Il Presidente del Senato Pietro Grasso ha detto che “il richiamo alla responsabilità, all'accoglienza e al soccorso di chi fugge da situazioni disperate deve essere sentito da tutte le forze politiche e deve portare a una revisione della nostra legislazione in materia e a una più attenta gestione dei flussi migratori”.

“Una tragedia infinita, un dramma inenarrabile”, così il Ministro degli Esteri, Emma Bonino. '”Gli esodi non hanno una soluzione miracolosa, altrimenti l'avremmo già trovata e perseguita”.

“La tragedia di Lampedusa è troppo grande per poterci dedicare oggi alle vicende interne al nostro Gruppo parlamentare e al nostro Partito” ha affermato in una nota il leader del PDL Silvio Berlusconi. Berlusconi sottolinea che il naufragio “chiama in causa l'ignavia di un'Europa assente e perfino indifferente”. 

Ma sul merito della vicenda si accende un nuovo scontro tra la Lega nord e il ministro Cecìle Kyenge, accomunato dal esponenti leghisti al presidente della Camera Boldrini nella “reponsabilità morale” della tragedia: “La responsabilità morale della strage che sta avvenendo nelle acque di Lampedusa è tutta della coppia Boldrini-Kyenge”, ha dichiarato Gianluca Pini, vicepresidente del gruppo a Montecitorio. “La loro scuola di pensiero ipocrita, che preferisce politiche buoniste alle azioni di supporto nei paesi del terzo mondo, ha portato a risultati drammatici come questi. Continuando a diffondere senza filtri messaggi di accoglienza si otterrà la sola conseguenza di mietere più vittime di una guerra. La presidente della camera e il ministro dell’Integrazione hanno sulla coscienza tutti i clandestini morti in questi ultimi mesi”. 

Il ministro Kyenge ha reagito alle accuse leghiste dichiarando  che questo è “un punto di non ritorno verso questa forza politica. Imputare la responsabilità morale di quanto sta succedendo a me e alla presidente Boldrini non solo è offensivo verso di noi ma lo è per le vittime. È offensivo anche per la coscienza dei cittadini italiani, e degli abitanti di Lampedusa che si stanno prodigando”. Il Presidente della Camera Laura Boldrini, che in passato è stata portavoce dell’Alto Commissariato ONU per i rifugiati, al momento non risponde alle accuse della Lega, ma continua a seguire la vicenda in contatto con il sindaco dell’isola siciliana, Giusy Nicolini: “La dimensione di questa nuova tragedia è tremenda, ma i motivi che spingono queste persone a mettersi in viaggio sono sempre gli stessi: guerre, persecuzioni, violazioni dei diritti umani“. Da anni, ha aggiunto Boldrini, “assistiamo a tragedie identiche, sentendoci coinvolti, pronunciando parole di sincera commozione, ma senza trovare soluzioni”. Quindi siamo tutti vittime “consapevoli o no, di quella 'globalizzazione dell'indifferenza' che proprio a Lampedusa Papa Francesco ha denunciato in modo sferzante” ha affermato la presidente della Camera annunciando che si recherà nell'isola.

I migranti tratti in salvo sono in gran parte profughi provenienti da paesi dell'Africa sub sahariana, la maggior parte sarebbero eritrei. Partito dalle coste libiche, il barcone sarebbe prima andato in avaria e poi  in fiamme dopo che era stato dato fuoco a una coperta nel tentativo di attirare l'attenzione.

“E' un orrore” ha ripetuto tra le lacrime il sindaco di Lampedusa Giusy Nicolini, mentre, sul molo,  assisteva  all'arrivo delle barche cariche di cadaveri.

Proprio prima del tragico naufragio altri due barconi, con a bordo complessivamente 463 migranti, erano stati soccorsi in nottata al largo di Lampedusa.

 

 

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