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Non sono morto, dove siete, ho una storia, voglio parlare…

Dal mare nero un racconto clandestino

Io vivo, io muoio. Io muoio, io muoio, io muoio. Io vivo, io nuoto, io respiro. Io nuoto. Nuoto in questo mare nero, che puzza di benzina, e mi brucia la gola. Non vedo nulla, solo questo mare nero come la notte, dove sono? Non so nulla, solo che non voglio morire qui. Devo vivere, per me, per mio figlio, per mia moglie che mi aspetta a casa, ad Asmara, in Eritrea, dove c'è solo miseria e fame. Ho una laurea, voglio un futuro, cerco solo un lavoro per cominciare tutto da capo in un'altra terra, sotto un altro cielo. Ma adesso il cielo non c'è, c'è solo buio e freddo in questo mare nero che mi sommerge. Non ce la faccio, non ho più forze, non resisto. Io muoio. Io muoio.

Ma…c'e qualcosa, una luce, forse è dio. Aiutatemi, una luce, una luce… sono qui, venite a prendermi, sto morendo, non respiro più, venite. La luce… la luce, sono qui, nuoto, nuoto, devo nuotare. Ma dove state andando, venite qui, sono pochi metri, cosa vi costa. Si, me lo hanno detto gli altri, in Italia c'è una legge che fa passare un sacco di guai a chi soccorre i moribondi come me, ma io sto morendo, non vedrò più mio figlio e mia moglie, la legge, ma cosa è una legge davanti ad un uomo che muore. Venite a prendermi, tiratemi su, poi se volete mi ributtate vicino alla costa, ma fatemi respirare, toglietemi da questo mare nero.

Nero, sempre più nero, nero, non vedo niente, ve ne siete andati e io non vedo più nulla. No, no c'è qualcosa, di nuovo una luce, non mi lasciate qui, vi prego, salvatemi, anche solo per pochi minuti, toglietemi da questo mare che puzza di benzina, quella della barca dove eravamo stipati come bestie. Non c'è più, è in fondo al mare, chissà con quanti altri come me, ma io sono vivo. Aiutatemi, si venite qui, vi vedo, ancora poco, sono qui, grazie a dio è finita, sono sulla barca, lasciatemi così, va bene anche così non sento più freddo nè fame, nè sete, la barca, il legno duro, non più quell'acqua nera. Lasciatemi qui, va bene, va bene. Ho sonno, voglio solo dormire.

What's your name, where do you came from, hallo, hallo, tell me, tell me your story, ma come parlano questi, chi sono, sono in Italia, o dove? Mi cercano, vogliono sapere, ma perché parlano così male l'inglese, hanno tutto qui, ma non sanno parlare inglese, io lo parlo meglio e stavo morendo in quel mare nero. Fotografie, telecamere, e questo con il microfono cosa vuole, io ho fame, la gola mi brucia per quella benzina terribile. Tell me your story, ma io voglio vivere e lavorare, non ho una storia, penso solo a mia moglie ed a mio figlio. A chi interessa la storia, foto, foto, what's your name.
Sento freddo, ma ora si mangia, finalmente, grazie, si mangia.

Siamo tanti qui, tutti eritrei e somali, siamo tanti, mille, di più, ma qui ci sono solo duecento letti, gli altri come me dormono fuori. Fanno tutto fuori, ci sono solo quattro bagni per mille come noi, ma un bagno è rotto, sono tre per tutti noi. I giorni passano, sole, freddo, pioggia, vento, siamo sempre qui fuori ad aspettare, nessuno ci dice nulla, speriamo, speriamo, ma non si vede nessuno. Eccolo uno è arrivato, ci dice che siamo clandestini, devono prenderci le impronte digitali e poi ci rimandano indietro, questa è la legge in Italia. Chi arriva qui, anche più morto che vivo, è clandestino, impronte digitali e poi a casa di nuovo. Ma io non posso tornare, mi ammazzano, e poi non voglio restare  in Italia, qui ero solo di passaggio, voglio andare in Olanda, da mio cugino , farò il cameriere, poi vedrò, ho una laurea, ma farò il cameriere.

No, niente impronte, lasciatemi stare, mi avete raccolto da quel mare nero e adesso mi fate tornare. No, voglio vivere, voglio lavorare, fate finta che non esisto. Dove sono quelli con le macchine fotografiche, con le telecamere, dove sono finiti. Sono andati via tutti. Non c'è più nessuno. Tell me your story, ora si, ho una storia da raccontare, what's your name, ascoltatemi, dove siete, dove siete, dove siete?

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