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Un bambino nel vento contro l’uomo dell’odio

Dopo dieci giorni dalla morte dell'ex ufficiale nazista Erich Priebke, avvenuta a Roma mentre l'uomo era ai domiciliari come criminale di guerra, finalmente decisa la destinazione della salma per la sua sepoltura, ma governo italiano e familiari non intendono renderla nota per evitare omaggi antisemiti

Che cali definitivamente il silenzio sull'amara vicenda che ha visto protagonista l'Italia in questi ultimi dieci giorni e ha coinvolto paesi quali l'Argentina e la Germania sul caso Erich Priebke, l'ex ufficiale nazista condannato all'ergastolo per l'eccidio delle Fosse Ardeatine del 1944. Il criminale tedesco é morto a Roma l'11 ottobre scorso e la sua salma é ancora in viaggio verso una destinazione ignota in attesa di essere sepolta. Dopo il no del sindaco capitolino sul rito funebre in cittá, si é detta contraria ad ospitare la salma dell'ex SS anche l'Argentina, paese in cui Priebke si é rifugiato subito dopo la guerra e ha vissuto prima di essere riportato a Roma. Infine anche la Germania, paese di origine dell'ex ufficiale, ha mostrato i suoi dubbi sulla questione, non avendo peraltro ricevuto fino a due giorni fa nessuna richiesta ufficiale da parte dei familiari per la sepoltura.

Dopo giorni di trattativa col governo italiano, si é deciso il luogo che ospiterà la salma dell'ex ufficiale tedesco, ma il nome della destinazione finale, se quindi in Italia o in Germania, sarà tenuto segreto per non alimentare pellegrinaggi in onore del criminale tedesco. La famiglia di Priebke ha chiesto ora che cali il silenzio su tutta questa vicenda che ha richiamato alla memoria una delle pagine più cupe della storia italiana. E a chi ancora oggi nega stermini, crimini e violenze perpetrate ai danni degli ebrei, suggeriamo di chiudere gli occhi e ascoltare le parole del bambino nel vento.

 

Francesco Guccini La canzone del bambino nel vento (1964)

Son morto con altri cento, 
son morto ch' ero bambino, 
passato per il camino e adesso sono nel vento 
e adesso sono nel vento…. 
Ad Auschwitz c'era la neve, 
il fumo saliva lento 
nel freddo giorno d' inverno e adesso sono nel vento, 
adesso sono nel vento… 
Ad Auschwitz tante persone, ma un solo grande silenzio: 
è strano non riesco ancora a sorridere qui nel vento, 
a sorridere qui nel vento… 
Io chiedo come può un uomo uccidere un suo fratello 
eppure siamo a milioni in polvere qui nel vento, 
in polvere qui nel vento… 
Ancora tuona il cannone, ancora non è contento 
di sangue la belva umana e ancora ci porta il vento 
e ancora ci porta il vento… 
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare 
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà 
e il vento si poserà… 
Io chiedo quando sarà che l' uomo potrà imparare 
a vivere senza ammazzare e il vento si poserà
e il vento si poserà e il vento si poserà…

 

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