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Obamacare: un parto difficile

L'esordio della riforma sanitaria di Barack Obama si trasforma in un'imbarazzante fiasco per l'amministrazione e tuttavia i suoi critici farebbero bene a tacere...

Il primo ottobre, dopo tre anni di attesa, é finalmente entrata in vigore la riforma sanitaria concepita da Barack Obama e la sua amministrazione ha fatto una figuraccia clamorosa.

Qualche problema tecnico per l'apertura del sito governativo Healthcare.gov era prevedibile, ma non nei termini macroscopici che hanno caratterizzato i primi giorni di vita dell'Affordable Care Act.

A parte le disfunzioni tecniche, un ulteriore aspetto di questo fiasco é rappresentato dal danno simbolico di aver fornito all'opposizione repubblicana nuovi argomenti per screditare l'odiata riforma e per riaffermare quella “cronica inefficienza” del settore pubblico in generale, incapace, a detta dei conservatori, di gestire efficacemente alcunché.

E tuttavia un aspetto ironico di queste critiche della destra é rappresentato dal fatto che l'amministrazione Obama ha affidato la realizzazione tecnica del programma a Quality Software Services Inc. una ditta privata che appartiene al gigante assicurativo (anch'esso privato) United Healthcare. Quello di dare in appalto contratti pubblici ad imprese private é uno dei pilastri dell'ideologia conservatrice di gestione della cosa pubblica fondata, appunto, sull'idea che lo stato é inefficiente per definizione e che, pertanto, la migliore strategia governativa é quella di privatizzare quanti piú servizi é possibile.

Ovviamente questo non assolve l'amministrazione dalle sue responsabilitá ma mette in luce il fatto che, quando si tratta di realizzare progetti ambiziosi, le cose possono funzionare o meno a prescindere da chi ne gestisca l'attuazione.

Un altro aspetto curioso che salta agli occhi di un “cittadino di Atlantide” come il sottoscritto, é il fatto che gli americani in genere e i conservatori in particolare, non mancano un'occasione per dichiarare ai quattro venti il proprio “eccezionalismo” rispetto al resto del mondo; per celebrare quello spirito di iniziativa, di perserveranza e di operositá che ha permesso all'America di raggiungere risultati incomparabili non solo nel settore privato ma anche nell'ambito dell'attivitá di governo. E tuttavia, quando si tratta di gestire il sistema sanitario, ecco che quello stesso spirito di invincible ottimismo, che é un elemento emblematico della cultura americana, si trasforma misteriosamente in disfattismo a dispetto del fatto che il resto del mondo civilizzato offre innumerevoli esempi di gestione della sanitá a vari livelli di partecipazione governativa. Per non parlare di quei programmi pubblici, come Medicare (il programma di assistenza sanitaria per gli anziani) e Medicaid (il programma di assistenza per gli indigenti) che esistono giá negli stessi Stati Uniti e che funzionano perfettamente.

Quello del buon funzionamento di Medicare e Medicaid é un argomento riemerso di recente nel dibattito politico in seguito ad un articolo pubblicato dal New York Times (link: http://www.nytimes.com/2013/10/24/business/health-law-fails-to-keep-prices-low-in-rural-areas.html) in cui si mette in luce che uno degli obiettivi fondamentali della riforma obamiana, quello di ridurre i costi della sanitá favorendo la concorrenza tra imprese assicurative, sta fallendo in molte delle zone rurali del paese dove la concorrenza non é abbastanza pronunciata. Secondo l'indagine del New York Times infatti, con solo una o due compagnie assicurative a spartirsi il mercato, quest'ultimo tende a degenerare in un duopolio piuttosto che a favorire una corsa al ribasso dei prezzi.

Inutile dire che una buona parte della stampa conservatrice si é prontamente gettata sulla notizia amplificandola il piú possibile perché, quello messo in risalto dall'articolo, rappresenta un difetto potenzialmente strutturale della legge e perció molto piú grave dei semplici problemi tecnici che saranno risolti a breve.

Ma, ancora una volta, anche quest'ultimo tentativo di screditare la legge é, in un certo senso, ipocrita perché il motivo stesso per cui l'Affordable Care Act é strutturato in questo modo ha a che fare con il tentativo (inutile…) compiuto da Obama e dai democratici al tempo della sua approvazione, di renderla piú gradita ai repubblicani sviluppandola in base a principi concorrenziali e di libero mercato.

La riforma del sistema sanitario avrebbe potuto essere semplicemente un ampliamento di programmi pubblici giá esistenti e collaudati come Medicare, rendendo quello americano simile ai sistemi giá in vigore nella maggior parte del mondo occidentale. Ma questa espansione del ruolo statale nella gestione della sanitá sarebbe stato immediatamente bollata dall'opposizione come un golpe socialista e trattato come un sovvertimento delle fondamenta stesse del sistema di valori americano.

Ora che quelle dinamiche concorrenziali tanto venerate dalla Destra non sembrano in grado, almeno per ora, di generere una riduzione dei costi, i critici repubblicani della riforma non esitano ad aizzare l'opinione pubblica contro la legge puntando il dito contro questi suoi primi effetti a dispetto del fatto che essa é stata inizialmente concepita dall'istituto consevatore Heritage Foundation nel 1989 secondo principi che affondano le loro radici nei valori ideologici del capitalismo e del libero mercato.

E' ironico, in altre parole, vedere questo sdegno conservatore di fronte alle difficoltá iniziali di un programma che, se fosse per loro, non esisterebbe per nulla.

 

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