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La ghigliottina del Dr. Burnett

La copertina del libro di Stanton H. Burnett

La copertina del libro di Stanton H. Burnett

A proposito di quella magistratura di sinistra che avrebbe cospirato contro Berlusconi...

 

Ho provato un certo imbarazzo nel leggere l’intervista del direttore a Stanton H. Burnett. Non entro nel merito del libro di Burnett, che non lessi, a suo tempo, perché lo spettacolare titolo mi diede l’orticaria che provo per le operazioni che mi appaiono istintivamente soprattutto di marketing editoriale. Ringraziando il cielo, e le nostre italiche tradizioni di tolleranza giuridica e di contrarietà viscerale alla pena di morte, le ultime vittime di ghigliottina in Italia risalgono al 29 luglio 1845, in quel di Lucca, e per mano dei Borboni di Spagna voglio precisare. Non abbiamo e non avremo ghigliottine in questo paese, come si è visto nel civilissimo modo col quale tribunali e parlamento hanno deliberato sulla vicenda di frode fiscale del cittadino Berlusconi. 

L’imbarazzo mi viene dalle affermazioni di Burnett, fondate su opinioni non confortate da un solo dato fattuale. In Italia abbiamo una giustizia malandata, povera di mezzi, lentocratica, frazionata in gruppi ideali e politici antagonistici, ma le sentenze si emettono tuttora in base a leggi democraticamente approvate dal Parlamento non sulla base di posizioni ideologiche. Presumere che il magistrato di turno pendente a sinistra condanni il politico di destra e viceversa, è come affermare che un medico di sinistra farebbe morire il politico di destra che gli capitasse sotto i ferri e viceversa. C’è di peggio nel ragionamento di Barnett, quando afferma che un gruppo di magistrati organizzati su base culturale e sindacale hanno adottato la via giudiziaria per instaurare in Italia un regime politico di sinistra estrema. Se così fosse, questo sarebbe un reato. Fornisca nomi, luoghi, documenti, perché di loro il paese possa liberarsi.

Credo che non sarà fornito un bel niente. Faccio fatica, riandando a Mani Pulite, da dove storicamente muovono le affermazioni di Burnett, ad immaginare un Di Pietro, di note tendenze destrorse (almeno ai tempi della sua carriera di magistrato), congiurare per un colpo giudiziario di estrema sinistra. Non dimentichiamo che quel Di Pietro si vide offrire il posto di ministro dell’interno nel primo governo Berlusconi, se non erro, quello poi partorito con Alleanza Nazionale e Lega… E faccio ancora più fatica ad immaginare che in tre gradi di giustizia si riescano a piazzare in Italia giudici tutti di una tendenza politica e tutti che condividano a quale sentenza giungere. Tra l’altro il puzzle delle responsabilità giudiziarie è così frammentato nella nostra amata Repubblica arrivando ad includere persino quelle del Presidente della Repubblica, che immaginarle ridotte in unicum congiurante risulta persino miracoloso! Magari la nostra magistratura fosse così efficiente! Ahimé, è invece sgangherata, lenta, inefficiente, perdonista all’estremo sino a dare l’impressione di stare più dalla parte dei gaglioffi che della gente per bene. 

Stan

Stanton H. Burnett

Ho l’impressione, sottolineo l’impressione, che Burnett pieghi alle sue tesi sulla ghigliottina che non c’è, vent’anni di storia che sono un po’ più complicati dell’ipotesi di una congiura di magistrati finita male: nel senso che non sarebbe riuscita a trasformare l’Italia in una grande comune rossa. A riprova, guardo all’affermazione sul fatto che il suo libro non sarebbe uscito da noi perché “le case editrici che lo presero in considerazione, che erano andate avanti anche con la traduzione, ebbero poi il terrore delle querele e ritorsioni da parte di alcuni magistrati italiani”. TERRORE? Il giacobinismo dei magistrati italiani per l’uso di una ghigliottina non più metaforica! Qualche nome Dr. Burnett, che lo portiamo ai loro colleghi perché procedano accordingly. Io so, e gli italiani sanno, che tra gli editori maggiori del belpaese c’è un certo Silvio Berlusconi, che gestisce anche quotidiani che possono pubblicare a puntate, e televisioni che possono anche fare sceneggiati e miniserie, che ragionevolmente avrebbe avuto un qualche interesse a veder uscire i contenuti di quel libro in Italia. Strano, davvero, che non sia stato interessato al suo libro. Del cavalier Silvio tutto si può dire fuorché che si lasci terrorizzare. E allora come mai quel libro non lo ha fatto circolare in lingua italica, nonostante come leggo nell’articolo online “queste tesi espresse nel saggio di Burnett… sono state per anni anche il ritornello ripetuto da Silvio Berlusconi…”?

Un’ultima osservazione. Perché mai il Senato della Repubblica avrebbe avallato la sentenza della magistratura sulla frode fiscale di Berlusconi, se questa sentenza era frutto di un manipolo di magistrati di estrema sinistra (a sinistra dei comunisti dice Burnett) congiuranti contro il sistema? In sede politica il Senato poteva e, se fosse nel giusto Burnett, avrebbe dovuto rigettare la sentenza. Quanti dei votanti per la decadenza del senatore Berlusconi vengono iscritti da Burnett nell’elenco degli estremisti di sinistra? Ho l’impressione che le dita di una sola mano siano già troppe per un calcolo del genere. 

Capita, quando si ragiona su base di ideologia, qualunque essa sia, di cadere sulla dura legge dei fatti e della ragione che si sforza di ragionare. Capita.

 

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