Cerca

Primo PianoPrimo Piano

Colpevole di essere ancora viva

Caterina Simonsen

Caterina Simonsen

Le aggressioni a Caterina Simonsen

Come li volete, come li vogliamo definire quegli individui che augurano la morte di una ragazza affetta da una combinazione di quattro malattie rare, e altri la insultano? Perché questo capita in questa Italia che si dice e ritiene civile, alla venticinquenne Caterina Simonsen, colpevole di aver sostenuto, nella sua pagina facebook di essere ancora viva grazie anche alla sperimentazione sugli animali; e che senza quella sperimentazione che ha consentito di testare i farmaci che le vengono somministrate, sarebbe morta all’età di nove anni.

Si può essere favorevoli o contrari alla sperimentazione animale, ma è accettabile che per aver espresso un’opinione da cui si dissente, si debbano subire vere e proprie aggressioni come quelle patite da Caterina? Insulti che spesso vengono da codardi che si nascondono dietro l’anonimato e si sentono autorizzati a diffondere in Rete le nefandezze più atroci, rendendo difficile se non impossibile discutere e confrontarsi.

D'accordo, come dice la saggezza popolare, la madre dei cretini rimane sempre incinta, e non è di oggi l’incapacità di accettare le istanze degli altri, la capacità di integrare con i nostri gli altrui diritti. Non c’era ancora il web, ed era un fiorire di scritte sui muri delle nostre città, dove si augurava, e prometteva, la morte di avversari politici: quanti ragazzi, di destra o di sinistra, sono stati ammazzati, sparati, picchiati perche' avevano idee diverse, non condivise…Per non dire di opposte sedicenti, tifoserie che si azzannano in occasione di partite importanti; dei raduni dei naziskin che si producono in aggressioni  nei confronti di ebrei, omosessuali, donne, extracomunitari, nei confronti di tutti coloro che vengono percepiti come diversi, e per questo perversi; e i mille odiosi episodi di razzismo…Non sono poi così lontani i tempi in cui l’americana nera Rosa Spark colpevole di essersi seduta in autobus su un posto riservato ai bianchi, finiva in carcere, e Martin Luther King pronunciava il suo celebre discorso “I have a dream”: "…I have a dream that one day on the red hills of Georgia the sons of former slaves and the sons of former slaveowners will be able to sit down together at a table of brotherhood…".

Per tanti è ancora un qualcosa di oscuro quel “Trattato sulla tolleranza” che Voltaire scrisse 250 anni fa. E dovrebbe valere per tutti, credenti o no che si sia, il messaggio contenuto nel Discorso sulla Montagna: “Beati i mansueti, perché erediteranno la terra. Beati quelli che sono affamati e assetati di giustizia, perché saranno saziati….”.

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter