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Hello, I love you, won’t you tell me your name?

Gérard Depardieu e Andie MacDowell in una scena del film Green Card (1990)

Gérard Depardieu e Andie MacDowell in una scena del film Green Card (1990)

Storie di donne americane raggirate da uomini che vogliono disperatamente la cittadinanza americana

 

Joanna è una ragazza di 30 anni con un lavoro avviato ed una brillante carriera davanti a sé. Alice, 26 anni, studia alla Columbia University ed aspira a diventare un avvocato d'assalto. Ana, 40 anni, oltre a fare la mamma insegna spagnolo in una scuola superiore di Long Island. Tutte donne indipendenti e scaltre, apparentemente senza niente in comune se non fosse per il campo relazioni amorose complicate.

Le tre possono essere considerate vittime della frode più in voga adesso negli Stati Uniti, ovvero quella del "green card wedding", la tendenza cioè a "raggirare" donne e uomini per sposarsi ed ottenere i documenti necessari per vivere stabilmente negli USA.

Una volta erano di più le donne ad essere etichettate come arrampicatrici sociali, fiondate come proiettili su uomini americani – magari anche benestanti –  le quali, fingendo amore incondizionato avevano poi il sol fine di ottenere la cittadinanza o crearsi un futuro migliore. 

Ci sono però delle differenziazioni che è doveroso fare, prima di sviscerare l'argomento. Non si vuole trattare adesso quella che può essere considerata quasi un'attività lavorativa,  e cioè donne e uomini che mettono in vendita la loro nazionalità per soldi. Lo scambio di favori tra due persone consenzienti è cosa risaputa. Qui si vuole discutere invece una tendenza ancora più ingannatrice, ovvero quella di uomini che in modo subdolo scelgono di corteggiare una ragazza solo col fine di sposarla per i documenti. Mentitori di professione che prendono in giro donne giovani e meno giovani e che impegnandosi quasi come attori, inscenano una storia d'amore che in realtà, non esiste. 

Il punto dunque è che o negli ultimi anni le americane sono diventate le più belle, affascinanti e seducenti donne del pianeta, o semplicemente è aumentato il numero di uomini che desiderano diventare cittadini. Non è un segreto che sposare un americana è la via più rapida e facile verso la residenza legale negli USA.

Joanna è stata la prima a mettermi la pulce nell'orecchio. Un giorno mentre prendevamo un caffè, mi raccontava dell'ennesima storia andata male con un ragazzo italiano trasferitosi da qualche mese a New York City, Stefano, che di punto in bianco decide di non chiamarla più dopo mesi di frequentazione.  Le chiedo come mai, lei mi risponde che non capisce il suo atteggiamento, ma che semplicemente lei stessa aveva fatto un passo indietro nel momento in cui le sembrava che Stefano avesse troppa fretta di andare a vivere insieme, presentarla alla famiglia in Italia e quindi convolare a nozze. Al giovane romano, non deve essere andato giù questo intoppo al suo piano perfetto, che prevedeva un finale altrettanto perfetto, cioè sposarsi e diventare cittadino americano. Quindi è sparito andando in cerca dell'ennesima ingenua da prendere in giro. 

Il caso di Alice invece è ancora più assurdo, ed incredibilmente ancora irrisolto. Il suo ragazzo proveniente dalla Serbia è qui in America da alcuni anni, ha avuto finora un visto da studente -ha frequentato anche lui la Columbia-, ma adesso ahimè avendo riscontrato difficoltà a trovare un lavoro vedrà, salvo cambiamenti dell'ultimo minuto, finire presto il suo sogno americano e dovrà rientrare nel suo paese. Non siamo molto amiche e ho visto lui solo poche volte, ma dopo la storia di Joanna non ho potuto non pensare che forse anche questo baldo giovane serbo aveva pianificato tutto fin dall'inizio, quando cioè conoscendola tra i banchi dell'università decide di chiederle di trasferirsi da lui dopo un mese. Fin qui nulla di strano, se non fosse che dopo pochi giorni, inizia anche a chiederle di pagare l'affitto perchè non riesce più a coprire le spese. Per il momento stanno attraversando questo problema, ma se avverrà la fatidica proposta di matrimonio ad Alice, vorrà dire che forse avevo ragione. 

Ana invece si è salvata in corner, evitando il "matrimonio finto" per un pelo. Conosce l'impostore di nazionalità brasiliana tre anni fa, si mettono insieme ed ecco che dopo poche settimane subentra in lui, la frenesia di andare a vivere insieme e sposarsi. "Non ho mai pensato che stesse con me per i documenti, ma solo per amore. Nessuno mi ha mai messo in testa questo dubbio, persino la mia famiglia non ha mai fatto domande se per non chiedermi se ero sicura di quello che facevo". Ana ha detto sì, ma per fortuna si è fermata in tempo. Quando ha iniziato a scoprire lati del carattere del suo compagno, che le hanno fatto sospettare le sue vere intenzioni. "Avrei dovuto accorgermene subito" mi dice con risentimento mentre chiacchieriamo, quando io ascoltando la sua storia, penso che sarei potuta cascare nella medesima trappola senza accorgermene: "Ha cominciato a comportarsi diversamente dal solito appena siamo andati a vivere insieme, pensava che ormai fosse fatta dopo la proposta, ha cominciato ad uscire tutte le sere a trattarmi anche male e a dormire sul divano perchè diceva che russavo. Non poteva andare avanti, ho capito che c'era dell'altro che aveva un secondo fine e l'ho lasciato".  Un'avvertenza dunque per le americane, non sottovalutate le "red flags" dei vostri compagni stranieri e dubitate sempre, se vi accorgete che da parte loro c'è troppa fretta di convolare a nozze. Il fenomeno dei green card wedding sta diventando incredibilmente comune, soprattutto in questo periodo di crisi, in cui c'è -soprattutto negli USA- una spaventosa immigrazione dai paesi europei. Tenete gli occhi aperti, anzi spalancati e non vi ritroverete col cuore spezzato e -nel peggiore dei casi- anche il portafogli vuoto. 

 

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