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Compra anche tu un pezzo di Paestum

di La VOCE NY

È il crowdfunding la formula di Legambiente per salvare i beni archeologici. Con le campagne Paestumanità e Save Paestum, persone da tutto il mondo posso contribuire a tutelare il sito acquistandone collettivamente una quota

Dalla Campania, dilaniata dai roghi tossici e dagli scarichi abusivi, muove la proposta di Legambiente di restituire dignità al futuro partendo dal nostro patrimonio culturale con Paestumanità, un’iniziativa finalizzata a rilanciare il sito archeologico di Poseidonia-Paestum, colonia greca in provincia di Salerno, coinvolgendo la comunità internazionale. L’obiettivo specifico è di liberare i 95 ettari “privati”, su un totale di 120 ettari di città greca interna alle mura antiche, da attività poco consone alla conservazione delle evidenze non ancora indagate – agricoltura intensiva e allevamenti, attività commerciali e strade carrabili, coperture in lamiera e amianto – sostituendo alla proprietà privata una proprietà di cittadini, con un azionariato.

La parola chiave è partecipazione, nello specifico del tessuto cittadino internazionale in un’azione concreta che punta a risolvere il problema alla radice: ridurre il divario tra la presenza di interessi privati e di interessi pubblici intorno a un bene patrimonio dell’umanità dal 1997. La superficie di proprietà del Ministero dei Beni Culturali, infatti, tutela la parte più monumentale del sito antico pari a 25 ettari. Ai cittadini di tutto il mondo Legambiente chiede di investire nei restanti 95 per comprarli collettivamente, dato che, benché vincolati, non sono mai stati espropriati dallo Stato per penuria di risorse. L’azionista di Paestumanità entra così da protagonista in un processo ‘virtuoso’ di rilancio dell’economia territoriale, basato sulla conoscenza, sulla responsabilità e sul rispetto dei contesti culturali e paesaggistici.

Dopo i primi 18 mesi di raccolta fondi in Italia, Legambiente ha deciso di proporre anche all’estero Paestumanità, ribattezzandola Save Paestum, on line da venerdì 6 dicembre su IndieGoGo.com, il sito internazionale di crowdfunding in lingua inglese e tedesco con sede a San Francisco in California. Ci resterà fino al 19 gennaio 2014.

È interessante considerare come il crowdfunding, oltre che materializzare uno sforzo collettivo di individui che creano una rete e uniscono le proprie risorse a sostegno di progetti di altre persone e/o organizzazioni, si imponga anche come strumento di democrazia partecipativa. Paestumanità, infatti, ad oggi in Italia conta alcune migliaia di “azionisti”, che vivono il progetto, lo alimentano, ne indirizzano la rotta, muovono verso un futuro di cambiamento, proprio dalla Campania al mondo: “Oggi – precisa Valentina Del Pizzo, archeologa e responsabile del progetto Paestumanità per Legambiente Campania – Indiegogo.com, grazie a una consolidata rete di contatti in oltre 200 Paesi nel mondo, sta garantendo al progetto di essere conosciuto ben oltre i confini nazionali, per parlare a tutti, senza limiti geografici, di Paestum, bene UNESCO patrimonio dell'Umanità, ma anche per dimostrare che c’è un tessuto sociale attento, sensibile e capace di prendersi cura dei contesti culturali al di là dei limiti geografici e che non deve essere trascurato oltre, quando si operano scelte politiche, inevitabilmente non avulse da ricadute economico-sociali, che se sbagliate, travolgono con i propri effetti negativi tutti, nessuno escluso”.

“Paestumanità ha raccolto anche l’adesione di alcuni dei proprietari dei lotti interni all’area archeologica – continua Valentina Del Pizzo –: abbiamo, pertanto, provveduto alla stima di un appezzamento di 2,5 ettari, senza procedere tuttavia con alcun accordo formale, dato che alla fine del 2013 non avevamo ancora raggiunto un terzo della somma necessaria. Ma non abbiamo fissato limiti temporali all’impegno e alla disponibilità dei cittadini del mondo per l’acquisizione collettiva dell’area archeologica di Paestum”.

Maggiori informazioni su: www.paestumanita.it.

 

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