Cerca

Primo PianoPrimo Piano

Già, ora sono Renzi nostri

di Elisabetta De Dominis

Matteo promette di tirarci fuori dalla palude, finora però non ha detto come ed è difficile tirare fuori dalla melma chi nella melma ci sguazza 

Non si poteva andare avanti così. Ma si andrà avanti?

Tutto è cominciato dal barbiere. Renzi e Letta si sono fatti la piega prima d’incontrarsi e l’Italia ha preso un’altra piega. Non è solo una questione di testa, in senso estetico, affidarsi a un coiffeur. Sembra infatti che l’unico che Renzi ascolti sia il suo acconciatore Tony Salvi con il quale ha festeggiato la vittoria alle primarie, brindando a champagne. Saranno consigli salvifici per noi tutti?

Mia mamma, cascasse il mondo, il sabato andava a farsi la testa. Trascorreva metà del pomeriggio, mentre aspettava il suo turno, rinfrescandosi le idee con la lettura dei settimanali di gossip e spettegolando con le altre signore, dopodiché si sottoponeva a un’ora di tortura sotto un casco bollente. Era talmente convinta che andare dal parrucchiere fosse un must borghese che spesso mi portava seco, per farmi trasformare in una boccolosa Shirley Temple. Che sofferenza, e non solo in senso estetico, perché le più grandi leccac…o sono le parrucchiere. Credono che così facendo acquisiscano a vita una cliente. Se ti conoscono, a voce alta, in modo che tutte le altre clienti sentano, elencano i tuoi titoli e le tue amicizie altolocate. Il che reputano nobiliti il loro locale e financo la loro competenza. Se non ti conoscono, ti giudicano per quanto valore hai addosso e sono bravissime a estorcerti qualche informazione che possa allocarti tra le vip locali. Pertanto io non vado dal parrucchiere se non per tagliarmi i capelli, appuntamento che rimando per mesi. Detesto farmi mettere le mani in testa: i capelli non mi paiono mai sciacquati abbastanza, la piega mi lascia sgomenta perché non rispecchia la mia personalità e mi danno sui nervi il tempo perso e le stupidaggini che sono stata costretta ad ascoltare. 

Ma non siamo tutti uguali. Renzi appunto ne trae gran beneficio: finora gli è stata fatta un’acconciatura acconcia, e non solo in senso estetico. Sì, l’acconciatore ti concia la testa in toto, come spiegavo. Ma se la testa è del segretario del Pd è una bella responsabilità. Del resto Renzi ha preferito affidarsi a uno del mestiere e non a D’Alema, che pur aveva il fisique du role, come sosteneva il mio amico il conte Giuseppe Maria Perrone. E davvero talvolta l’immagine vale più della competenza: avviene così che si scambi un barbiere per un politico e un politico per un barbiere. Chi ne va di mezzo è sempre la tua testa e in questo caso anche quelle di tutti gli italiani.

Tuttavia Renzi affida anche l’anima all’esterno: il suo confessore è un gesuita, padre Enrico Deidda. Mi conforta apprendere che Matteo sia un cattolico vecchia maniera, perché ormai non si confessa più nessuno: tutti hanno la coscienza autopulente e pensano di essere puri quando inghiottono l’ostia. C’è solo da sperare non si trasformi nel corpo di Cristo, che non si merita di finire così in basso… Del resto fin dall’inizio dovevamo capire che Renzi non era un socratico: non ha l’umiltà di ammettere di non sapere. Non lo tormenta alcun daimon interiore, essendo ben consigliato nel pensiero e nell’azione. Al povero Letta devono esser mancati un parrucchiere e un confessore di fiducia. Perché nel Pd non ci si può fidare di nessuno: c’è da aspettarsi pugnalate ad ogni angolo, come a Versailles ai tempi del re Sole. Vendola ha rivelato che si tratta di una lotta fratricida. Speriamo che Matteo sia il fratello più cattivo e che sopravviva, perché se fanno fuori anche lui, che è l’ultimo campione democratico a disposizione, fanno fuori l’Italia. 

L’Italia è un paese fondato sulla politica (non sul lavoro, come recita la Costituzione), sinistrosa per giunta, visto che è la direzione del Pd che si è arrogata il diritto di sfiduciare il presidente del governo, anziché il Parlamento. Renzi ha ravvisato l’emergenza, si è rimboccato le maniche e promette di tirarci fuori dalla palude. Finora però non ha detto come. Non sappiamo se dragherà il Belpaese o se manderà i sommozzatori, se posterà dei cecchini per impallinare i nemici politici, se schiererà l’esercito contro i mafiosi, se utilizzerà i finanzieri per catturare gli evasori e non per dare le multe stradali, se manderà i carabinieri in incognita per stanare i dipendenti pubblici al bar o su facebook durante l’orario di lavoro. E’ difficile tirare fuori dalla melma chi nella melma ci sguazza. Ma una cosa è certa: Renzi non ha usato maniere ortodosse per far fuori Letta. Speriamo che non si riveli un Renzetta. Purtroppo, come ha titolato il quotidiano Libero: “Ora sono Renzi nostri”. 

Questo articolo viene pubblicato anche su Oggi7-America Oggi

 

Iscriviti alla nostra newsletter / Subscribe to our newsletter